Brexit: adesso “viene il bello”

Sul tavolo delle trattative, oltre ai cittadini UE, ci sono gli scambi commerciali

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Il 31 gennaio 2020 è una data che ben pochi europei dimenticheranno: dopo 47 anni di permanenza come membro (48 se includiamo l’anno di adesione al Trattato CEE), la Gran Bretagna è uscita dall’Unione Europea. Il commiato dalle altre 27 nazioni unioniste, è arrivato in modo travagliato dopo un referendum che ha diviso i britannici tra favorevoli con il 52% e contrari con il 48%. Una vicenda che, alla fine, ha visto rotolare dalla torre di Londra la testa di Theresa May, rea di non essere riuscita – tra il 2017 e il 2019 – a conciliare le due ali del Parlamento inglese riguardo ai negoziati con la UE sul tema doganale e dei mercati. Con la Brexit i sudditi di Sua Maestà la Regina Elisabetta sono entrati in una fase di transizione che termina il 31 dicembre 2020. I negoziati con l’Unione Europea partiranno il 2 marzo con l’auspicio che si giunga a risoluzione equa e pacifica, per entrambi gli ex partner, dopo un lungo e felice matrimonio. E su questo ne è fortemente convinta Ursula Von der Leyen, twittando di “essere pronti a costruire una partnership stretta e ambiziosa con il Regno Unito. – perché – Questo fa bene alle persone, fa bene agli affari”.

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Alle parole della Presidente della Commissione europea, fanno eco quelle un po’ caute di Michael Barnier: “Siamo pronti a offrire al Regno Unito un accesso super preferenziale ai nostri mercati. Questo con un concorrente leale. È qualcosa che possiamo fare senza garanzie certe che il Regno Unito eviterà ingiusti vantaggi competitivi? La risposta, temo, è semplice: non possiamo”. Sicuramente c’è un po’ di tensionetra le parti in campo, perché sul tavolo ci sono temi che riguardano il transito e la permanenza delle persone e gli scambi commerciali. “Non credo che il Regno Unito diventerà una sorta di Singapore sul Tamigi, ma ciò significa che non dovrebbe essere un problema per il Regno Unito concordare una serie di regole di base”, ha aggiunto il capo negoziatore UE per la Brexit, ricordando di aver ricevuto “un mandato a condurre nuovi negoziati per arrivare ad un accordo con il regno Unito anche se sarà complicato, difficile ed in un tempo limitato. C’è tempo un anno, ma la vedo dura sul fatto che si troveranno delle soluzioni che mettano d’accordo tutti. Nel frattempo c’è hi già comincia a stimare, in termini economici, i danni che questa trovata sovranista ha causato e causerà ancora all’Unione Europea e, soprattutto, alla Gran Bretagna stessa.

Umberto De Giosa

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