C’è anche la violenza delle donne sugli uomini

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Si fa un gran parlare della violenza degli uomini sulle donne e, quasi mai, della violenza delle donne sugli uomini. La violenza messa in pratica dalle donne è considerata stranamente: “argomento tabù”. Appena si parla di violenza, questa parola viene immediatamente associata al maschile piuttosto che al femminile. E’ necessario quindi prendere definitivamente atto che ci sono numerose donne che possono essere violente e molte volte lo sono, con i loro compagni con i loro stessi figli. Il fenomeno esiste ed è impossibile negarlo, bisogna però tenere ben presenti alcune distinzioni rispetto alla violenza maschileche, pur non essendo esaustive, vogliono porre le basi per delle riflessioni. Ad esempio, per una semplice questione di forza fisica, la violenza delle donne sui propri ex mariti e/o compagni potrebbe risultare prevalentemente psicologica. Ammettere di subire un maltrattamento per un uomo sarebbe estremamente difficile anche in quanto il maschio potrebbe vedere minata la sua virilità nel mettere in piazza soprusi subiti dalla propria partner. Il costrutto mentale di “l’uomo che non deve chiedere mai” può essere un deterrente per denunciare un maltrattamento subito.

cms_907/images.jpgStatisticamente il fenomeno della violenza delle donne sugli uomini è più contenuto almeno per quanto concerne la violenza fisica o l’ omicidio). E’ vero che esso non viene investito della stessa attenzione come la violenza degli uomini sulle donne. I fatti di cronaca riportano molte più donne vittime di aggressioni che uomini che subiscono lo stesso trattamento; non per una precisa scelta giornalistica, ma perché riportano quello che succede quasi quotidianamente. Di certo maggiori ricerche sulla violenza al femminile sarebbero auspicabili perché ci muoviamo in una carenza di informazioni affidabili in cui ognuno dice la sua. A livello sociale la questione assume contorni più concreti e meno contestabili. Essere donna implicadegli svantaggi in una cultura come la nostra, altrimenti non si spiegherebbero le minori percentuali di donne impegnate nei vari settori pubblici, politici e lavorativi. Pubblicità e mass-media tendono spesso a rappresentare l’uomo come un individuo professionalmente affermato, virile, seduttore, attivo, assertivo, volitivo, conquistatore, mentre la donna viene in genere rappresentata come: casalinga, unica persona che cura i bambini, sposa perfetta, amante seducente, feticcio sessuale, bomba sexy. Gli stereotipisono limitanti per entrambi i generi, ma sono le donne a pagarne un prezzo più alto o comunque più immediato. Poco si conosce delle violenze perpetrate tra le mura domestiche e delle coercizioni che molte donne si trovano a dover subire quotidianamente. Queste situazioni sono state e continueranno ad essere al centro d’incontri, conferenze e tavole rotonde. Ma ora cercherò di occuparmi, con tutta la cautela possibile, delle violenze che subiscono gli uomini e delle cattiverie delle ex mogli o delle ex compagne.

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Mi occuperò, certo non pionieristicamente, della realtà crudele e disumana che gli ex mariti ed ex compagni sono costretti a subire e di cui nessuno si occupa. Sembrerebbe che, in presenza di figli, allorquando si rompe l’incantesimo che tiene insieme un uomo ed una donna, l’uomo non conti nulla e venga considerato un animale da soma atto semplicemente a tirar fuori esclusivamente i danari dimenticandosi volutamente del cuore e degli affetti che lo stesso prova e vive.Eppure ormai numerosissimi sono i casi di mariti, di padri ed ex compagni che, dopo essere stati traditi e, nel contempo, dissanguati di ogni avere si ritrovano costretti a dormire all’aperto, molto spesso in macchina, perché non riescono più a pagare gli alimenti. E’ doveroso segnalare, tra le tante storie, quella di una coppia: lei ragazza madre, lui separato. Si conoscono, si frequentano, si piacciono e vanno a vivere insieme. Fin qui tutto normale. Passano gli anni e dalla loro unione nascono due splendidi bambini, il sogno si trasforma in realtà, ma poi qualcosa s’interrompe e si rompe. Ad un certo punto la donna si guarda in giro, si innamora di un altro uomo, all’insaputa di quello al quale era legata.

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Dramma, inferno terreno, litigi: separazione!. Non importa di chi è o sarà la colpa di ciò; ma è importante conoscere chi questa colpa pagherà e continuerà a pagare da incolpevole. Sui figli calerà repentinamente una invisibile mannaia: “la stupidità degli adulti”, la loro cattiveria gretta e meschina e i loro ricatti. I bambini, quegli stessi bambini nati da veri atti d’amore saranno usati come una turpe merce di scambio e di ricatto e come tali, da quel momento, saranno considerati. I bimbi, i frutti di quell’amore ormai estinto, da piccoli innocenti si trasformano in vittime di una crudeltà nata dal cessato rapporto dei loro genitori. Pagano e pagheranno per sempre nei loro cuori mentre nella loro mente serberanno per sempre la bruttissima esperienza legata alla separazione dei loro genitori. Subiranno i condizionamenti psicologici che si porteranno dietro per tutta la loro esistenza, senza aver mai chiesto di venire al mondo.

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Nasce, durante e dopo la separazione della coppia, il reciproco ricatto morale: lei fa di tutto per farla pagare a lui e lui pone in essere, nei confronti di lei, artifici altrettanto vessatori e moralmente deprecabili. A nessuno interessa lo smarrimento e la confusione che, giorno dopo giorno, s’impadronisce del “tenero intimo” dei bimbi. Rimane solamente il terrore legato al pensiero che dei bimbi innocenti, una volta adulti, si porteranno dietro, e per tutta la vita, il peso di questa esperienza.

Erasmo Stefano Mercurio

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