CANCER CURRENCY, PER LE DONNE CON TUMORE AL SENO METASTATICO

La storia di Paola

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Nei giorni passati ho con grande piacere voluto fare un focus sulla campagna campagna Cancer Currency di Europa Donna, nata per dare voce e valore alle esperienze delle persone affette da cancro al seno metastatico e chiedere ai politici europei di riformare l’approccio alla malattia.

https://www.internationalwebpost.org/contents/TUTELA_DELLA_SALUTE_-_AL_VIA_CANCER_CURRENCY,_PER_LE_DONNE_CON_TUMORE_AL_SENO_METASTATICO_30880.html#.ZItL1XZByUl

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Nell’articolodedicato ho precisato che la campagna, si fonda sulle storie di cinque donne di Paesi diversi in Europa – una delle quali italiana –, di ciascuna delle quali mette i loro volti su altrettante banconote da consegnare ai politici e ai responsabili delle decisioni a livello nazionale e internazionale, chiedendo che alle vite delle persone affette da tumore metastatico al seno (TMS) venga riconosciuto il reale valore.

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Il TMS, talvolta indicato come tumore al seno al quarto stadio, è una forma di cancro incurabile. Le persone affette da questa malattia hanno tassi di sopravvivenza significativamente più bassi rispetto ai tumori al seno precoci. Fino al 10% dei tumori al seno è metastatico al momento della diagnosi, mentre fino al 30% delle donne e degli uomini con tumore al seno in fase iniziale svilupperà una malattia metastatica.

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Oggi dò voce alla storia di Paola, la donna italiana raffigurata nella banconota.

Sapendo che c’è una fine, continuo a vivere la mia vita al massimo.

Ho ricevuto la prima diagnosi nel 2015 e il cancro era metastatico.

Sono moglie, madre, insegnante, blogger e fondatrice di un’associazione contro il cancro.

Cerco di eliminare lo stigma intorno al TMS.

Sto perseguendo la mia felicità e sono più di una paziente.

Forse ognuno dovrebbe sapere quando il suo tempo sta per scadere. Dopo tutto, nessuno vive per sempre. Ma se sei un paziente metastatico, sai che il tuo tempo si è ridotto. La fine è sempre lì. Incombente. È per questo che riempio le mie giornate di attività: non mi siedo mai senza far niente. Non posso.

cms_30915/3.jpgLa mia prima diagnosi risale al Natale 2015, l’intervento chirurgico all’inizio del 2016. Ma a ridosso della prima seduta di chemioterapia hanno scoperto che il mio cancro era metastatico: una diagnosi improvvisa che mi ha imposto di cambiare tutta la mia prospettiva e il mio approccio alla malattia.

Niente. Non sento alcun dolore. Ero, sono completamente asintomatica. Continuo a sorridere, ad andare avanti e a fare quello che devo fare. Ma sapete una cosa? Non è forza, è che non ho altro modo di vivere. Potrei sdraiarmi sul divano e aspettare che la morte mi prenda, ma allora significherebbe che il cancro ha vinto. Non voglio questo. Voglio vivere il più possibile, facendo sempre del mio meglio. Ho ancora così tanto da fare. Da offrire.

cms_30915/4.jpgLa pensione non è mai stata un’opzione. Mi sveglio ogni mattina felice di insegnare italiano e storia nel mio liceo. Sono sposata, madre di tre figli grandi e ho due golden retriever. Scrivo un blog intitolato "Combatti, vivi e sorridi" e per il quotidiano La Repubblica.

Collaboro con l’Associazione Nazionale Oncologi e grazie a loro sono intervenuta a un congresso a Roma sull’importanza della comunicazione medico/paziente. E per arricchire ancora di più la mia vita, ho fondato un’associazione contro il cancro.

Ho imparato a fare advocacy. Sono una sostenitrice. Voglio eliminare completamente lo stigma che circonda il cancro al seno metastatico. Molte persone pensano "è una donna morta che cammina", e si impietosiscono o semplicemente spariscono perché non riescono a sopportare l’idea della morte, il dolore o la sofferenza. Ma non è più così. Possiamo fare molto, anche come pazienti metastatici.

Nel complesso, mi piacerebbe continuare a fare quello che sto facendo e vivere per vedere i miei nipoti. Insegno ai miei studenti che la cosa più importante di tutte è perseguire la propria felicità.

E nonostante la mia situazione, posso dire di averla raggiunta.

Antonella Giordano

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