CANCRO, UNA SUPER PROTEINA BLOCCA LE METASTASI

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Una scoperta che potrebbe aprire nuovi scenari per i malati di cancro. E’ una “super proteina” e potrebbe bloccare all’origine lo sviluppo delle metastasi.

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E’ stata sperimentata dall’Università di Stanford sui topi, nell’ambito di uno studio pubblicato su Nature Chemical Biology, la proteina ingegnerizzata che funziona come una specie di “esca avvelenata”. Si tratta di una molecola ricreata artificialmente sul modello della proteina naturale Axl che funziona come una sorta di esca avvelenata appunto e che, agganciandosi alla Gas6, molecola responsabile della formazione delle metastasi, ne blocca le funzionalità, impedendo alle cellule malate di trasmigrare da un tessuto all’altro.

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Quando, infatti, due Gas6 si agganciano a due Axl, si genera un segnale che permette al cancro di viaggiare da un organo all’altro e da un tessuto all’altro attraverso il sangue. In sostanza, i ricercatori dell’Università di Stanford hanno prodotto nei laboratori una versione alterata della Axl che, come una vera e propria esca, cattura Gas6 e gli impedisce di legare e attivare le proteine Axl. Somministrata per via intravenosa in topi con tumori mammarici e ovarici, la nuova proteina ha ridotto le metastasi rispettivamente del 78% e del 90% rispetto al gruppo di roditori non trattati con la sostanza.

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Il mese scorso un’altra importante scoperta è stata effettuata dai ricercatori italiani dell’Istituto nazionale tumori di Milano, i quali hanno individuato un nuovo meccanismo responsabile delle metastasi nel tumore del seno. Alla base del processo c’è l’osteopontina, un’insospettabile proteina, normalmente presente al di fuori delle cellule e coinvolta nella regolazione di diversi processi-fisiologici.cms_1240/photo_1391697467.jpg

Lo studio, condotto da Claudia Chiodoni e dal gruppo di ricerca guidato da Mario Paolo Colombo, direttore della Struttura complessa di immunologia molecolare, è stato realizzato prima in laboratorio su modelli animali e poi esteso all’analisi delle metastasi polmonari di pazienti con carcinoma al seno. In queste metastasi, a conferma di quanto scoperto, è stata evidenziata la presenza di cellule mieloidi contenenti osteopontina."L’osteopontina prodotta dalla cellula tumorale ne assicura la sopravvivenza in un ambiente ostile - spiegano i ricercatori - mentre quella trattenuta all’interno dei globuli bianchi contribuisce a proteggere le cellule tumorali che stanno formando la metastasi dall’attacco del sistema immunitario".

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La scoperta, pubblicata sulla rivista scientifica Cancer Research e definita dagli esperti di eccezionale importanza per comprendere come si diffonde il tumore, potrebbe rappresentare una svolta nella cura della malattia, contribuendo ad individuare una cura più efficace e riuscendo finalmente a sconfiggere il cancro al seno che, non solo colpisce ancora molte donne nei paesi avanzati, ma è altresì responsabile del 16% di tutte le morti per cause oncologiche. La sperimentazione, dunque, non si ferma. E forse, un giorno, bloccare le metastasi può diventare possibile.

Mary Divella

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