CASO DJOKOVIC: LA STORIA INFINITA

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Quando si tratta di vaccini, non basta essere il numero uno al mondo per scampare alle polemiche. È il caso del tennista serbo Novak Djokovic, al quale le istituzioni di Canberra hanno rifiutato di concedere il visto per partecipare all’Australian Open. Sebbene avesse presentato un certificato di esenzione, l’Australia ha deciso di mettere in stand-by il campione per via della sua scelta di non vaccinarsi. Le norme australiane, al pari di quelle italiane, sono infatti piuttosto rigide e non consentono ai no-vax di partecipare alle competizioni sportive.cms_24385/Foto_1.jpg

Chiunque entri in Australia deve avere i requisiti. Quando Djokovic arriverà, credo non manchi molto, dovrebbe fornire una spiegazione plausibile se non fosse vaccinato. Aspettiamo e vediamo quali elementi fornisce. Se la documentazione fosse insufficiente, verrebbe trattato come tutti gli altri e verrebbe rimesso sul primo aereo. Non ci sono regole speciali per Novak Djokovic” aveva anticipato con fermezza il premier australiano Scott Morrison già diversi giorni addietro. A tali dichiarazioni (e velate illazioni) ha prontamente replicato Craig Tiley, direttore dell’Australian Open, precisando: “Djokovic non ha avuto nessun trattamento di favore. Se ha ottenuto l’esenzione medica per partecipare è perché ne ha diritto”.

La notizia ha subito fatto il giro del mondo, generando opinioni contrastanti, talvolta espresse con toni particolarmente accesi in forma virtuale e non. Tra le dichiarazioni che più hanno fatto discutere vi sono quelle rilasciate dalla madre di Djokovic, la quale ha affidato al web un duro sfogo: È terribile. Novak viene trattato come un prigioniero. Lo tengono in una stanza sporca e piena di insetti. L’ho sentito per poco tempo, qualche minuto. Ha provato ad addormentarsi, ma non c’è riuscito”. Le ha fatto eco il coniuge Srdjan Djokovic, che ha addirittura paragonato il figlio a Gesù, perché “messo in croce”.

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Sono seguite dure reazioni, come quella di un altro campione del tennis, Rafael Nadal, che si è così espresso in una recente intervista: “Novak Djokovic ha preso le sue decisioni e ognuno è libero di farlo, ma poi ci sono le conseguenze. Mi dispiace per lui, ma allo stesso tempo penso che conoscesse le condizioni da svariati mesi ed ha preso la sua decisione. Le regole sono regole, e se non vuoi vaccinarti avrai dei problemi: è un fatto. Credo sia normale che le persone in Australia siano infastidite, hanno dovuto attraversare duri lockdown, molti non hanno potuto fare rientro nel proprio Paese”.Lo sportivo ha inoltre aggiunto: “Ho avuto il Covid, sono stato vaccinato due volte, e l’unica cosa chiara è che se lo fai puoi giocare. Il mondo ha sofferto troppo per non seguire le regole”.

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Djokovic alloggia attualmente presso il Park Hotel di Melbourne, che ospita decine di rifugiati in attesa di essere ammessi in Australia. La decisione del tribunale sul suo ricorso è attesa per lunedì 10 gennaio. “Grazie alla mia famiglia, ai miei cari, alla Serbia e a tutte le brave persone nel mondo che mi hanno inviato il loro sostegno. Grazie a Dio per la salute”: queste le sue uniche parole dopo la bufera che l’ha travolto. Un Djokovic telegrafico, pronto a dire la sua ancora una volta e, forse, a lottare per poter difendere a oltranza la propria posizione.

Giuseppe Capano

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