CHANDANI ALESIANI, PERDERSI PER RITROVARSI

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Cacciatrice del risveglio e “sacerdotessa” della sessualità sacra, Chandani Alesiani è una donna che dedica la propria esistenza al risveglio della consapevolezza personale. Una donna che aiuta altre donne - ma non solo - a dare il meglio di sé, scavando ed esplorando la “caverna interiore”.

Originaria dei monti sibillini, nelle Marche, CHANDANI è un nome spirituale che significa “chiaro di luna”.

“Questo nome mi è stato dato da Sudhiro, in una notte di luna piena, nel momento in cui ho intrapreso il mio percorso sciamanico - racconta. All’epoca non ne comprendevo appieno il significato ma, con il tempo, ho colto il profondo legame tra il nostro satellite e il mistero femminile. Come la luna, noi donne siamo cicliche, abbiamo tante fasi, tante sfumature e il bello è di saperle accogliere tutte”.

Quindi la luna l’ha attirata a sé, lei che possiede questa forza gravitazionale non soltanto nei confronti del nostro pianeta ma anche sul nostro essere più profondo.

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Chandani Alesiani

Cacciatrice del risveglio: così si definisce Chandani, lasciando schioccare nell’aria questa esplicazione come un potente battito d’ali. Che cosa intende con questo termine?

Donna sempre in “viaggio”, la sua identità si riassume nel richiamo interiore di ritrovare, contattare e, soprattutto, di riappropriarsi di qualcosa che è sempre stato dentro di lei.

Come tutti ben sappiamo, il tempo ha la capacità di edulcorare ma anche di smorzare emozioni e ricordi. Tuttavia, essi continuano a dimorare dentro di noi - dormienti - negli anfratti più profondi del nostro essere. Chandani, quale speleologa spirituale, si cala senza paura in questi luoghi oscuri per riportare alla luce tanta inesplorata bellezza, senza la quale saremmo degli esseri umani incompleti.

Ma chi è veramente Chandani?

“Credo che il termine più adatto sia gitana - afferma. Sono una donna in continuo movimento perché la vita è questo, è continua evoluzione e trasformazione. La vita è movimento, è danza: mi piace danzare insieme alla vita ed invitare le altre persone a farlo”.

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“Mi piace danzare insieme alla vita e invitare le altre persone a farlo” (Chandani)

Per definizione, cercare se stessi presuppone il fatto di essersi persi. O, quantomeno, di non avere la piena consapevolezza di chi siamo - anzi - di chi siamo sempre stati. Ciascuno di noi assomiglia a un telefonino a cui, con il tempo, sono state aggiunte innumerevoli applicazioni: ecco, noi dobbiamo ritornare all’impostazioni originali, quelle di base. Perché la vita, le persone, la società, la cultura ambiente continuano a bombardarci di informazioni basate non si sa bene su cosa ma che, in realtà, poco hanno a che vedere con la nostra umanità.

Qual è, secondo Chandani, il percorso corretto da fare per tornare alle nostre origini?

”Abbiamo bisogno di ritornare alla radice! - esclama. Per me la radice è il corpo ed è per questo che lo ritengo uno strumento imprescindibile. Il corpo non mente, permettendoci così di sentire ciò che è vero per noi momento per momento. La mente si lascia facilmente abbindolare ma il corpo ha un suo istinto e una sua saggezza che hanno sempre profondamente a che vedere con noi stessi. È una sorta di cordone ombelicale con la nostra vera natura: lavorare sul corpo ci permette di spegnere la mente e di togliere - strato dopo strato - tutto ciò che ci allontana dalla possibilità di svelare e rivelare chi siamo davvero.

Abbiamo bisogno di perderci, così come abbiamo bisogno di imparare a cercare per sapere cosa trovare.”

C’è così tanto che è rimasto incastrato nelle regioni più profonde del nostro essere e in ogni centimetro di pelle, da rendere necessario fare la muta, proprio come il serpente.

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C’è bisogno di fare la muta, come il serpente

Se qualcuno volesse intraprendere questo percorso, quali sono i primi passi da fare?

Oggi siamo molto sollecitati in tal senso ma spesso le persone non vi si approcciano perché temono si tratti di una cosa complicata, dispendiosa o riservata a pochi eletti.

La realtà è tutt’altra.

L’unico investimento che dobbiamo fare è su noi stessi.

Spesso la testa ci dice una cosa ma il cuore ce ne dice un’altra: il primo passo è proprio quello di ascoltare il proprio cuore, le proprie emozioni. Senza giudizio alcuno.

Ecco qui di seguito i consiglio di Chandani per le persone che vogliono “andare alla radice”:

  1. Respirare profondamente. Non c’è nulla come il respiro che ti connetta al corpo e ti permetta di sentire, di sapere dove stai. Ti permette soprattutto di restare nel “qui e ora”, nonostante i ritmi serrati del nostro incedere quotidiano;
  2. Risvegliare i sensi. Abbiamo bisogno di risensibilizzarci e per fare ciò, dobbiamo prenderci del tempo per rallentare e fare le cose in presenza. Non fare una cosa e guardare il cellulare ma stare lì, con quello che c’è in quel momento per me. E questo vale per tutto, anche all’interno di una relazione. Diversamente ci perderemo molto, ci perderemo le cose più importanti, quelle che contano davvero;
  3. Muoversi. Bisogna scuotersi, soprattutto in un momento come questo dove ci sono tante cose che, consapevolmente o meno, assorbiamo. Il corpo è la nostra terra e, come la terra assorbe e registra tutto, così facciamo noi. Muovetevi, mettete della musica e danzate. Cercate di sentire il piacere del vostro corpo in movimento e scrollatevi di dosso tutto ciò che vi si è depositato.

Quindi respiro, percezione sensoriale e movimento.

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Respiro, percezione sensoriale e movimento

Bisogna cambiare il modo di relazionarci con noi stessi. Ed anche sfatare il mito che, a una certa età, non sia più possibile intraprendere questo tipo di percorso. È sempre possibile imparare ad amare e ad amarsi. Sempre!

Chi mai ci ha insegnato che dedicare del tempo a se stessi sia una forma di egoismo? Persino il Vangelo dice: “Ama il prossimo tuo come te stesso”, il che presuppone che l’amore verso gli altri si origina e si nutre dell’amore per se stessi.

“Ci sono stati tanti passaggi, a livello storico, che hanno prodotto questo risultato - sostiene Chandani - soprattutto per noi donne. Nella mia famiglia ci sono state donne amazzoni ma anche donne che, per amore della famiglia, hanno sacrificato tutto. Sta a noi riscrivere questa memoria oppure adeguarvisi.”

Dulcis in fundo, parliamo di sessualità sacra. Di cosa si tratta esattamente?

“Partiamo dal presupposto che la sessualità è sacra in quanto radice stessa della vita - afferma. Se a volte si ha bisogno di aggiungere quella parolina - “sacra“ - è solo per trasmettere un certo tipo di consapevolezza, ovvero un modo di relazionarsi alla sessualità.”

Spesso confondiamo sessualità e genitalità: entrambe traggono origine dalla medesima energia ma la prima non si esaurisce nella seconda.

Il punto è che la sessualità è un modo per rendere tangibile e palpabile l’amore, per divenire corpo d’amore.

“È fare l’amore con la vita, danzare in selvaggio abbandono con la vita che ti scorre dentro”, spiega magnificamente Chandani.

La sessualità è energia vitale, è una forza propulsiva e creativa che va ben oltre la relazione di coppia.

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“La sessualità sacra è fare l’amore con la vita” (Chandani)

Anche quando ci si dedica all’arte o ad altri progetti si entra in contatto con quell’energia. È attraverso di lei che incarniamo e partoriamo le nostre visioni e le nostre passioni. Sessualità sacra è vibrare, pulsare, sussultare con la vita, è danzare con lei.

Tutto l’essere di Chandani vibra parlando di questo argomento: si sente che non sta ripetendo a memoria una lezione ma che lei, per prima, è passata attraverso il fuoco purificatore dell’amore.

“L’amore è un fuoco. Quando si decide di intraprendere un percorso come questo, si sa già che qualcosa di te lo dovrai lasciare andare, che verrà bruciato tutto ciò che non è amore, tutto ciò che non è passione, tutto ciò che non è il tuo vero desiderio. Quindi è bene che sia così - afferma convinta. Non può essere altrimenti perché spesso le persone che sono attratte da questo percorso credono che sia qualcosa di molto trendy ma la realtà è che devono lavorare tantissimo su loro stessi; è una continua caccia alle ombre!”

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L’intervista che segue è stata realizzata da “Tavoli HeArt” per la Social TV della storica Libreria Bocca di Milano, all’interno della splendida cornice di Galleria Vittorio Emanuele II.

La Libreria Bocca dal 1775 è locale Storico d’Italia con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali.

L’articolo è pubblicato su “International Web Post” che, nella persona del suo fondatore e direttore Attilio Miani, si fa portavoce della partnership tra un magazine di informazione internazionale e una libreria storica unica nel suo genere.

#socialtvlbocca

Dove trovare Chandani Alesiani:

https://www.iltempiodellasibilla.com/

https://www.facebook.com/ilTempiodellaSibilla

https://www.instagram.com/iltempio_dellasibilla/

Simona HeArt

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