CHARITY DAGO

Colei che apre una porta

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“Un’esteta alla continua ricerca della vittoria per la creazione di valore”: un’auto definizione importante che racchiude il sogno e il percorso di Charity Dago.

Dopo gli studi in Comunicazione & Marketing, ha conseguito una specializzazione in fashion styling e consulenza di immagine a Milano, città che l’ha accolta e nella quale ha potuto realizzare i suoi sogni più grandi.

Esponente afro italiana, nasce da genitori nigeriani e cresce in Emilia Romagna, cosa di cui va fiera.

l suo background è quello della contaminazione di due culture diverse, quella africana e quella italiana, che sa coniugare non soltanto nella propria vita ma anche nel suo lavoro.

Questo “matrimonio”, come lo definisce, sta alla base del suo concept quale professionista dell’immagine e imprenditrice.

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Charity Dago

Arrivata a Milano, città delle grandi opportunità, ha voluto integrare e mixare ancora di più le radici africane con la sua italianità.

Inizia quindi un percorso di riscoperta delle sue origini di cui i capelli sono senza dubbio l’effetto più visibile ed esplosivo.

Africana per il colore della pelle e italiana nel suo gesticolare, Charity è senza dubbio un mix appeal riuscito e riproducibile.

Ma non anticipiamo nulla.

Charity insegna all’Accademia della Moda di Milano. Fin da bambina era affascinata, più che dai tessuti, dai colori delle stoffe. “Mi è sempre piaciuto sperimentare i colori su di me, sulle mie sorelle, sulle persone a me vicine - racconta - perché la moda ha questa prerogativa: tutto torna ad essere tendenza e tutto si reinventa”. Solo un occhio attento e un cuore amante sanno cogliere queste trasformazioni e degli nuova vita, nuova essenza, nuovo carattere.

Un antico proverbio recita: L’abito non fa il monaco.E quindi cosa fa, viene da domandarsi?

“Bella domanda - sorride - ma la risposta è molto chiara. Nei miei corsi sottolineo spesso - ed è una cosa a cui tengo particolarmente - che l’abito non deve rappresentarci in toto ma deve semplicemente veicolare un messaggio. Ad esempio, lo stesso tipo di abbigliamento può avere un effetto “wow” su qualcuno e esattamente l’opposto su qualcun altro. Non è soltanto una questione di corporeità ma di personalità del soggetto”.

Quindi, lo stile di una persona nasce innanzitutto dalla personalità, prima che dall’abbigliamento. Quest’ultimo non fa che avallare una realtà preesistente, anziché costruirne una fittizia.“Non dobbiamo farci soggiogare o travolgere dagli abiti ma dobbiamo imparare ad indossare l’abito che ci sta meglio e che, soprattutto, rispetti le forme del nostro corpo.”

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Charity Dago, consulente d’immagine

Nello stesso modo in cui cambia il nostro corpo nel corso degli anni, così cambia anche il nostro stile di abbigliamento, il nostro make-up, la nostra pettinatura.

Alcuni elementi rimarranno gli stessi pur lunghissimo tempo o addirittura per sempre perché ci appartengono in maniera profonda, mentre altri sono mutevoli perché camminano di pari passo con noi: pensiamo, ad esempio, alla scelta dei colori o di un certo tipo di capi d’abbigliamento. Ciò accade non solo perché le nostre forme cambiano ma perché si sviluppa anche la nostra personalità, il nostre sentire profondo e, di conseguenza, il nostro modo di comunicare.

“Dobbiamo essere in grado di accettare il cambiamento ed è proprio questa la sfida più grande di un consulente d’immagine: trasmettere al cliente una nuova visione di sé che sia più coerente alla personalità che a un gusto personale. Personalità e stile vanno spesso di pari passo”.

C’è da dire che quando si è abituati a vestirsi in un certo modo, diventa complicato farsi consigliare perché non ci si riconosce sotto altri panni; in questo caso, cosa fare? Cosa risponde un consulente d’immagine ad un cliente che gli dice: Non mi riconosco in ciò che mi proponi?

“In questo caso il lavoro del consulente è molto arduo perché la sua bravura consiste proprio nel riconoscere le situazioni ed entrare in empatia con il cliente. Deve saper cogliere non solo le rimostranze ma anche il linguaggio non verbale, i “non detti”, che sono tanto più eloquenti quanto più celati. Deve poter affiancare la persona in un processo di miglioramento - perché di questo si tratta - riuscendo ad avere la visione di un risultato che il cliente stesso fatica ancora a scorgere. Deve sapere, quindi, anticipare e leggere la personalità del soggetto perché - lo ribadisco con forza - lo stile non sempre coincide con il trend di moda.”

Uno stile che ci appartiene realmente, quindi, è un stile che si manifesta a 360°: nell’abbigliamento come nell’arredamento di interni della casa, nel cibo come in un oggetto di design o in un profumo, nella scelta di un ristorante o di una certa tipologia di auto.

Qui ci rendiamo conto che lo stile che ci contraddistingue si manifesta non soltanto nel vestiario ma anche in tutte le infinite declinazioni della vita quotidiana.

Attenzione, quindi, a non confondere moda e stile!

Sotto questo punto di vista possiamo anche dire che lo stile non è una questione di grandi firme o di costi perché lo stile non è sempre equivalente a quanto spendiamo per abbigliarci o per arredare casa.

L’acquisto deve essere consapevole e ragionato, pensato sulla base di tutte le caratteristiche di cui abbiamo parlato poc’anzi: è bello acquistare ciò che ci piace ma bisogna anche avere la lucidità di capire se ciò che ci piace ci valorizza.

Questo è il lavoro - arduo ma gratificante - del consulente d’immagine.

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“Wariboko”, l’agenzia di Charity Dago, che rappresenta talenti artistici afro-discendenti

A coloro che si chiedono quali sono i punti fermi attraverso i quali comprendere ciò che ci sta bene, Charity risponde senza esitare: “Innanzitutto i colori.

I colori giusti sono quelli che ci illuminano, perché luminosità equivale a bellezza. Un colore che ci spegne, ecco, quello è un colore che non ci dona, non è un colore amico. Un altro aspetto importante sono le nostre forme: se, ad esempio, abbiamo delle forme molto morbide, sicuramente gli abiti con una struttura geometrica marcata non vanno bene, quindi bisogna giocare sui volumi.”

Nel 2020 Charity Dago ha realizzato un altro suo sogno, quello che più la tocca da vicino perché ce l’ha scritto nella carne: ha aperto un’agenzia di casting che rappresenta talenti artistici afro-discendenti.

Si chiama WARIBOKO, che è il suo primo nome e significa “colei che apre una porta”. Ed è proprio quello che ha fatto: Wariboko è la prima agenzia italiana che rappresenta le eccellenze artistiche afro-discendenti: attori, scrittori, ballerini, cantanti, modelli, insomma tutte le forme d’arte. Una porta aperta tra Africa ed Europa, in una collaborazione senza filtri e senza pregiudizi, all’insegna dell’interazione.

Wariboko non è solo un’agenzia ma è anche un luogo in cui si vivono con rispetto la diversità e la complementarietà, abbattendo i pregiudizi ed elevando i valori.

Un lavoro enorme, quello di Charity, che è prima di tutto un prezioso servizio di umanità .

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L’intervista che segue è stata realizzata da “Tavoli HeArt” per la Social TV della storica Libreria Bocca di Milano, all’interno della splendida cornice di Galleria Vittorio Emanuele II.

La Libreria Bocca dal 1775 è locale Storico d’Italia con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali.

L’articolo è pubblicato su “International Web Post” che, nella persona del suo fondatore e direttore Attilio Miani, si fa portavoce della partnership tra un magazine di informazione internazionale e una libreria storica unica nel suo genere.

#socialtvlbocca

Dove trovare Charity Dago:

www.wariboko.eu

https://www.facebook.com/charity.dago

https://www.instagram.com/charity.dago/

Simona HeArt

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