CHIUSA INCHIESTA ALITALIA CON 21 INDAGATI ECCELLENTI

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La Procura di Civitavecchia ha chiuso le indagini sulla gestione di Alitalia; sono in ventuno che rischiano di andare a giudizio tra vertici, ex componenti CDA, consulenti e commissari che si sono susseguiti nel corso degli anni. Le ipotesi di reato sono bancarotta fraudolenta, ostacolo alle funzioni di vigilanza, false comunicazioni e tra gli indagati figurano nomi illustri come Jean Pierre Mustier amministratore delegato di Unicredit, la vice presidente di Confindustria Antonella Mansi, Luca Cordero di Montezemolo, Roberto Colaninno e il liquidatore di Air Italy ed ex commissario di Alitalia Enrico Laghi. Mustier e Mansi sono indagati in qualità di membri dell’allora CDA, mentre Laghi in qualità di consulente nonché di amministratore di Midco, la società che deteneva il cinquantuno per cento del capitale di Alitalia Sai. Questi tre unitamente ad altri sedici indagati sono ritenuti i presunti responsabili della bancarotta di Alitalia poiché con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso avrebbero commesso tutta una serie di falsi per l’approvazione del bilancio del 2015. Nell’avviso della chiusura delle indagini, secondo i magistrati, si evince che con questa condotta “cagionavano o comunque concorrevano a cagionare il dissesto della società, anche aggravandolo”.

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Laghi risulta indagato anche per falso in atto pubblico; i P.M. scrivono: “dichiarava falsamente di non aver prestato attività di collaborazione professionale nei confronti della società Alitalia Sai nei due anni antecedenti alla dichiarazione dello stato di insolvenza, nonostante avesse, nel settembre del 2015, emesso parere su incarico della citata società”. Laghi, Mustier e Mansi, sono accusati di presunto, in concorso con altri, ostacolo all’esercizio delle funzioni di vigilanza di Enac, esponendo fatti materiali non rispondenti al vero sulla situazione economica patrimoniale o finanziaria della società e occultando, con mezzi fraudolenti, fatti che avrebbero dovuto comunicare. Nel mirino degli investigatori della Guardia di Finanza emergono anche plusvalenze relative all’anno 2016 calcolate in trentanove milioni di euro che erano servite, secondo quanto si legge negli atti: “…a migliorareartatamente i dati sulle condizioni economiche di Alitalia Sai allo scopo di compensare risultati negativi”.

Anna Di Fonzo

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