CHI HA MANGIATO L’ITALIA?

Contenitore di illogicità e di negatività.

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Finalmente ci siamo, finalmente, noi italiani, cominciamo a pagare il fio delle scelleratezze e delle ruberie dei nostri rappresentanti politici. Come? Non ci credete? Siete stupiti?. Allora seguitemi.

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Gli investimenti diretti esteri nel nostro Paese che potrebbero rilanciare la crescita e favorire l’occupazione sono diminuiti del 58% (facendo riferimento all’anno 2007). Questo dato è stato estrapolato dal 6° numero del ‘’Diario della transizione’’ del Censis.

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“La crisi ha colpito tutti i Paesi a economia avanzata, ma l’Italia, la nostra bella Italia, faro unico d’illogicità e di negatività di chi ci ha governati, paga, sempre a causa di chi ci ha governati, un prezzo enorme e non dovuto per la perdita di attrattività verso i capitali stranieri. Nonostante l’Italia sia ancora oggi la seconda potenza manifatturiera d’Europa e la quinta nel mondo, il nostro Paese detiene solo l’1,6% dello stock mondiale di investimenti esteri, contro il 2,8% della Spagna, il 3,1% della Germania, il 4,8% della Francia, il 5,8% del Regno Unito’’.

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Quanto su riportato lo sottolinea marcatamente il Censis. E, proseguendo puntualizza: “La reputazione dei governanti è oggi un fattore decisivo ed essenziale per favorire la competitività e lo sviluppo di un Paese.

cms_835/alla_deriva_(2).jpgMa l’Italia ha un ammanco reputazionale accumulato negli anni a causa di corruzione diffusa, scandali politici, pervasività della criminalità organizzata, lentezza della giustizia civile, farraginosità di leggi e regolamenti, inefficienza della pubblica amministrazione, infrastrutture carenti’’.

cms_835/images_(1).jpg“Sono tutti fattori che fanno salire lo spread tra i nostri ‘fondamentali’ (il made in Italy, le eccellenze manifatturiere, l’italian way of life, le “grandi bellezze” artistiche e paesaggistiche), che restano solidi, e il giudizio complessivo su di noi”.

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"Da queste osservazione discende il forte interesse per il nostro Paese solo nel turismo e per l’acquisto di beni a elevata valenza simbolica, molto meno come area di destinazione di investimenti’’, rileva sempre il Censis.

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In Italia la disoccupazione giovanile ha raggiunto la quota record negativa del 46% nel primo trimestre 2014, il valore più alto dal 1977, tanto da collocarci vergognosamente agli ultimi posti della graduatoria europea, di contro l’Italia è prima in Europa per numero di giovani “own account workers”, ovvero lavoratori in proprio e senza dipendenti: 1,3 milioni sotto i 40 anni nel 2013, circa il 15% degli occupati di questa fascia di età, il doppio della media dell’area dell’euro (7,5%)’’. Affermazioni negative anche nelle competenze degli adulti di età compresa tra i 16 e i 65 anni: l’Italia è ultima per competenze “alfabetiche” (linguistiche ed espressive) rispetto a tutti gli altri 24 Paesi considerati dall’Ocse’’, conclude il Censis.

Francesco Mavelli

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