CIAO ANTONIO PENNACCHI

Il ‘fasciocomunista’, vincitore del Premio Strega, è morto a 71 anni forse per un infarto

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Antonio Pennacchi non è più tra noi. È deceduto nella sua casa di Latina, sembrerebbe per un infarto, mentre era al telefono con la moglie. Nato a Latina nel 1950 da coloni insediatisi nell’agro pontino per la bonifica del territorio durante il regime fascista, si scrive giovanissimo al Movimento Sociale Italiano. La permanenza nel partito di destra, nostalgico dell’era mussoliniana molto vicino alle idee, dura poco anni a causa dell’espulsione ricevuta dopo la sua manifestazione antiamericana contro la guerra in Vietnam. Da quel momento, Pennacchi inizia un percorso ideologico di stampo socialista: prima aderisce ai marxisti-leninisti di ‘Servire il Popolo’ e poi entra a far parte del Psi, Cgil, Uil, Pci e di nuovo nella Cgil.

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Operaio per quasi trentanni presso la Fulgorcavi (poi Alcatel Cavi, poi Nexans) di Borgo Piave, a Latina, nel 1983 arriva la svolta che gli cambierà la vita radicalmente fino a farlo diventare uno scrittore di fama: espulso dalla CGIL di Cofferati, decide di farla finita con la politica attiva e di rimettersi a studiare e scrivere. Nel 1944, mentre era ancora operaio, si laurea in Lettere con una tesi su Benedetto Croce. E nello stesso anno arriva la pubblicazione di ’Mammut’, che in 8 anni aveva collezionato 55 rifiuti da 33 diversi editori. Seguiranno sempre per Donzelli, ’Palude’ (1995) e ’Una Nuvola Rossa’ (1998) e, con Valsecchi, ’L’Autobus di Stalin e altri scritti’. Nel 2003 arriva la ribalta presso il grande pubblico grazie al film ‘Mio fratello è figlio unico’ tratto dal romanzo ’Il fasciocomunista’ vincitore del Premio Napoli.

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L’apice della carriera da scrittore la raggiunge con “Canale Mussolini” che gli fa guadagnare il Premio Strega e la finale del Premio Campiello. Sempre nel 2010 esce, per Laterza, “Le Iene del Circeo”. Hanno fatto seguito “Storia di Karel” (2013), “Camerata Neandertal. Libri, fantasmi e funerali vari” (2014), “Canale Mussolini. Parte seconda” (2015), “Il delitto di Agora” (2018). Nel 2011 proba a tornare in politica ottenendo 1.05% alle comun ali di Latina con la lista di destra Futuro e Libertà, di Gianfranco Fini. Da ricordare anche la sua collaborazione con ‘Limes’ e la pubblicazione dei suoi scritti su ‘Nuovi Argomenti’, ‘Micromega’ e ‘La Nouvelle Revue Française’.

Umberto De Giosa

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