CI SARÀ MAI UN FUTURO PER LA TORINO-LIONE?

Riprendono le manifestazioni No Tav a Chiomonte

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Una storia di tensioni e violenze, che dura da circa vent’anni, quella delle manifestazioni del movimento No Tav contro la realizzazione della linea dell’alta velocità Torino-Lione. Durante la giornata di ieri, 13 dicembre, un gruppo di 250 attivisti e attiviste incappucciate hanno dato il via ad una manifestazione in Val di Susa, presso l’area del cantiere di Chiomonte, ultimamente ampliato per i lavori della nuova linea. I manifestanti e le manifestanti sparsi nei boschi, hanno lanciato bombe carta contro le forze dell’ordine al cancello del sentiero “Gallo-Romano”, il quale blocca l’accesso all’area dei lavori. I No Tav e le No Tav hanno cercato, sparpagliandosi nei boschi della Clarea, di aggirare gli schieramenti della polizia e dei carabinieri per arrivare alle recinzioni, tuttavia il tentativo non è andato a buon fine: le forze dell’ordine sono state puntate da tre diversi punti, uno dall’alto e due dal basso, anche con petardi e sassi, e la loro risposta è stata lanciare gas lacrimogeni verso gli attivisti e le attiviste.

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Ci sono stati due feriti lievi tra le forze dell’ordine, un agente di polizia e un militare della guardia di finanza, e al momento non c’è notizia di alcun fermo. Con il calar del sole i manifestanti e le manifestanti sono tornate verso il centro di Giaglione, in provincia di Torino, dove in mattinata si erano radunati prima di partire verso il cantiere. All’incontro sono stati presenti anche esponenti di spicco del movimento No Tav come Alberto Perino e Nicoletta Dosio: “Una manifestazione - dichiarano coloro che hanno partecipato all’assemblea - contro i lavori di devastazione della Val Clarea e contro la militarizzazione del territorio”.

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Contemporaneamente alla manifestazione dei No Tav e delle No Tav si è tenuta, in piazza Castello a Torino, quella del movimento “Sì Tav Sì Lavoro”, guidata da Mino Giachino, il quale afferma che la Tav sia “l’opera del futuro”, la quale aiuterà̀ a rilanciare il lavoro e l’economia torinese. Mino Giachino, inoltre, ha risposto agli attacchi antagonisti dei No Tav e delle No Tav con le seguenti parole: "Dire no alla Tav vuol dire di no al lavoro e alla speranza di futuro. Invito i giovani che vanno a protestare davanti al cantiere a mettere le loro energie insieme alle nostre per costruire il futuro, perché́ noi rappresentiamo la società civile che vuole modificare le cose non la società civile dei salotti”. Il progetto della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione è stato pensato negli anni ‘90 e ancora oggi, dopo vent’anni, non è stata realizzata a causa di una concatenazione di eventi che hanno interrotto la sua nascita. Sarà mai realizzata? L’unica certezza è che i No Tav e le No Tav resistono e continueranno a lottare.

Nicòl De Giosa

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