CLAMOROSO RAID DELL’FBI PRESSO L’ATTUALE RESIDENZA DI TRUMP

Sequestrati centinaia di scatoloni a Palm Beach: il tycoon potrebbe macchiarsi di reato federale

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cms_27096/0.jpgA Palm Beach, in Florida, si è appena consumato uno dei raid più sensazionali della storia d’America.

Gli agenti dell’Fbi sono piombati nel golf club di Mar-A-Lago, residenza ufficiale dell’ex presidente Trump da quando ha lasciato la Casa Bianca, con un mandato di perquisizione per presunta“corruzione della burocrazia” da parte del tycoon.

In un lungo comunicato in cui ha svelato quanto accaduto, Trump ha fornito la propria versione dichiarandosi innocente e tacciando le autorità di “persecuzione politica”, da considerarsi un vero e proprio “attacco alla sua candidatura” (riferendosi alle elezioni 2024, che lo vedranno correre nuovamente per la presidenza). The Donald si è espresso con parole forti definendolo un atto da “Paese del terzo mondo”, commissionato a suo dire dai “democratici radicali di sinistra”.

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L’operazione dell’Fbi è stata disposta dal dipartimento della Giustizia statunitense a seguito del trasferimento di centinaia di scatole contenenti documenti prelevati dalla Casa Bianca presso il resort a Palm Beach; documentazione che, al contrario, Trump avrebbe dovuto depositare presso gli Archivi di Stato. Con tale condotta, l’ex presidente si è macchiato di reato federale. Tutti gli scatoloni, stando a quanto riferito dalla Cnn, sarebbero stati sequestrati dagli agenti.

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L’intervento è partito poche ore dopo l’incontro tra l’ex procuratore John Rowley, difensore di Trump, e uomini del dipartimento Giustizia. Secondo l’ex consigliere di Barack Obama, David Axelrod, “ci sono prove evidenti che hanno giustificato” l’operazione, autorizzata dal ministro Merrick Garland, notoriamente molto cauto nel procedere contro Trump.

Gli atti presidenziali sono documenti fondamentali per la nostra democrazia - aveva commentato l’archivista federale David Ferriero, in una dichiarazione scritta pubblicata a febbraio - e il governo deve rendere conto al popolo”. I consiglieri di Trump hanno sempre negato che gli scatoloni contenessero atti importanti, ma solo ricordi personali dell’ex presidente.

Massimo Montinari

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