COACHELLA 2022: RESTA ANCORA IL FESTIVAL MUSICALE PIU’ FASHION-TRENDY?

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Dopo due anni di stop, causa pandemia, il festival musicale più fashion, dove si delineavano le tendenze per l’estate che verrà è tornato in scena nel deserto di Indo, California. Dall’anno della sua nascita, nel lontano 1999, non c’era stata attrice, modella, influencer, trendsetter che non ambissero a partecipare al festival californiano, e non per scatenarsi, fino a notte fonda, nel ballo, ma perché se non c’eri in quel deserto “canoro” non eri nessuno. Anche quest’anno le influencer e le starlette di varia natura sono tornate a farsi immortalare con i loro outfit davanti alla grande ruota panoramica, ma ahimè l’interesse per l’evento, per i loro outfit, le loro ville con piscina, nella maggior parte dei casi, affittate appositamente per gli scatti glam destinati ai vari socia non è stato quello degli anni passati.

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Dal punto di vista strettamente musicale, ma ha mai interessato veramente ad alcuna fashionista in circolazione? sono state molte le esibizioni degne di nota, come quella di Billie Eilish, di Harry Styles e quella dei nostri Maneskin che, ad esibizione conclusa, non si sono fatti mancare neanche un insulto a Putin. Dopo l’insulto politically correct, anche in fatto di outfit e tendenze il front man del gruppo, Damiano non si è granché distinto. Lui, come lo stesso Harry Styles, erano una sponsorizzazione vivente della maison Gucci, dalla testa ai piedi, ma nonostante ciò non c’è stato niente di nuovo sotto il sole. Le prevedibili paillettes, piume, giarrettiere, vestaglie, calze a rete, borchie sadomaso che non fanno più scalpore, ma che hanno annoiato la generazione Z (dicasi generazione nata tra il 1995 e il 2010). Non sono gli amici di Putin…di questi tempi è sempre meglio specificare! Questa generazione ha altre modalità per intercettare le tendenze più cool, molto meglio interpretare, attraverso il proprio mood, lo street style che l’outfit dell’influencer di turno. Il Coachella non è stato mai sinonimo di eleganza e glamour, ma di eccessi, di colori pop, di esagerazioni, di libertà d’espressione, anche se in realtà, la generazione Z, ha sgamato che più di libertà d’espressione gli outfit erano stati concepiti più per essere fotografati e postati che per esprimere il proprio stile. Saranno stati i trend che cambiano, saranno stati i tempi che stiamo vivendo, ma sta di fatto che nel 2022 il Coachella è sembrato acciaccato e di aver fatto il suo tempo.

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Anche le influencer non hanno brillato per originalità, anche la stilosissima Leonie Hanne ha sfoggiato degli outfit poco trendy, dove l’assenza di glamour a cui ci aveva abituato, ha lasciato i suoi followers spiazzati. Le altre si sono limitate a ripresentarsi all’appuntamento con outfit dal mood “figlia dei fiori” o hippie-chic post seventies. C’è stata un’inflazione di long dress floreali, di frange, di capi crochet, di nude look, di jumpsuit dai colori pop, di stampe tie-dye, di sparkling, di treccine, di make up psichedelici e di stivali texani d’ordinanza.

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Lo scettro dell’outfit più bello è andato alla modella ed influencer, Paola Turani che ha interpretato il mini dress in crochet dai colori sfumati in versione glam-chic senza strafare con un make up eccessivo ed un’acconciatura improbabile.

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Nel mese di aprile sono stati molti gli opening di boutique del lusso, concept store, pop-up come quello della maison Balenciaga a Londra, quello di Chanel a Capri, quello di Borsalino a Miami, la maison Burberry che festeggia la sua lunga collaborazione, che va avanti da cinquant’anni, con il luxury store Nugnes di Trani. Il direttore creativo della maison Burberry, Riccardo Tisci, nativo di Taranto, ha cercato in tutte le sue collezioni di “contaminare” lo stile british con quel tocco di “pugliesità” insita nell’estro creativo del designer.

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Dopo tante false partenze, tanti rumors, finalmente l’insegna blu del colosso irlandese del fast fashion, Primark si è accesa nel cuore dello shopping meneghino. Correva l’anno 2016 quando il colosso irlandese apriva il suo primo store in Italia, e precisamente ad Arese in provincia di Milano, oggi l’apertura del grande store in via Torino al civico quarantacinque di Milano in pieno centro città. I visitatori hanno a disposizione cinque piani di shopping dove è possibile trovare le collezioni donna, uomo, bambino, home, beauty, le due linee di licenza: Disney e NBA, un intero piano terra dedicato al mondo del denim. Lo shopping è low cost, ma la location in cui farlo è accogliente e luxury.

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L’outfit total demin è un timeless che torna puntualmente a popolare il nostro guardaroba primaverile ed autunnale, ma per questa primavera sarà la “cugina” della jumpsuit, che continua a tenere botta, a regnare sovrana. La salopette di jeans, come la jumpsuit, è la sintesi perfetta di camicia e jeans, un pezzo unico che con gli accessori giusti può trasformarsi anche in un capo glamour e non esclusivamente relegata a un mood casual.

T. Velvet

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