COME CAMBIA LA REALTÀ CON LA MANIPOLAZIONE

L’informazione ha un peso rilevante nella formazione della società presente e futura

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“Tutti hanno il diritto a manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altra mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”. Così recita l’art. 21 della nostra Costituzione.

La comunicazione è alla base della vita sociale di ogni essere umano.

È bidirezionale e monodirezionale attiva o passiva. Nel primo caso si basa sul dialogo, nel secondo è “metacomunicazione”. Qualcuno parla, qualcun altro ascolta. Facile comprendere come l’informazione rientri nella seconda fascia. In Italia, stando a uno studio condotto da SIPRA, RAI, STARCOM e MEDIAVEST, un cittadino passa in media poco più di 4 ore al giorno davanti alla Tv, togliendo spazio alla propria vita sociale. Uno su due è “monomediatico”, affida cioè la propria erudizione a un solo mezzo, che è nel 95% dei casi il televisore. Nonostante nel mondo accadano quotidianamente tantissime cose, TG e giornali nazionali presentano quasi sempre tutti le stesse notizie. Dieci, quindici lanci al massimo, trattati pressappoco alla stessa maniera.

Un solo notiziario o un mero giornale per informarci basterebbero e avanzerebbero. Almeno per quei rudimenti non di nicchia che riguardano il quotidiano.

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Se volessimo sapere tutto ciò che accade nel mondo dovremmo trascorrere ore e ore su Internet, passando in rassegna tutte le agenzie italiane ed estere.

Basterebbe? Ne sapremmo sicuramente di più, ma per orientarci e intel-leggere (leggere attraverso le righe), non possiamo prescindere dall’uso della testa.

Tv, giornali e rotocalchi hanno il potere di rendere una notizia più o meno importante, accendendo o spegnendo allarmismi, incidendo in modo positivo o negativo su un personaggio, esaltando o smontando un fatto.

Naom Chomsky, noto studioso di linguistica, ha parlato più volte di come vengono drogate le nostre menti, grazie a vere e proprie tecniche.

Ammaliazione, confusione, mescolamento tra realtà e fantasia, evidenza e illusione.

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Una delle più diffuse strategie utilizzate è quella della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione da questioni importanti a temi inutili. Programmi di varietà, dibattiti televisivi, reality sono tutti strumenti potenzialmente atti a manipolare le nostre coscienze e a canalizzare l’attenzione.

Pochi sanno come nasce il debito pubblico, ma molti sanno chi ha vinto il grande fratello.

Un’altra strategia è quella di creare problemi per offrire soluzioni.

Puro marketing. Si crea un bisogno, si offre il prodotto o il servizio per soddisfarlo.

Molti complottisti si sono spinti a dire che a tale tecnica ricorrerebbero persino i governi, servendosi poi dei media quale strumento di diffusione. Dai libri di David Icke in molti si sono fatti prendere la mano, arrivando a sostenere che finanche l’intensificarsi della violenza urbana, magari attraverso un attentato, abbia uno scopo.

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Quale? Bisogno di maggiore sicurezza a discapito della libertà di tutti. Se aumenta la paura, è il popolo a richiedere di essere protetto.

Oppure creare una crisi economica per fare accettare come un male necessario la retrocessione dei diritti sociali o lo smantellamento dei servizi pubblici.

Una strategia più subdola è quella emotiva. Marketing emozionale. Un classico: tende a sfruttare le emozioni per bloccare il senso critico dell’individuo. Le sensazioni aprono la porta dell’inconscio e lasciano entrare idee, desideri, paure e timori.

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Amber Lyon, ex giornalista della CNN, ha rivelato che durante il suo lavoro per il canale televisivo ebbe ordini di falsificare determinate notizie e di ometterne altre, con l’obiettivo di avviare una campagna diffamatoria verso Iran e Siria, per manipolare l’opinione pubblica e ottenere consensi atti a legittimare una futura invasione militare.

"Ho lavorato nel mainstream per quasi un decennio ed ho avuto la testimonianza diretta che non ci si può fidare dei media. Ho toccato con mano, come il mainstream faccia uscire storie censurate o false per il volere dei governi, corporation ed èlite. Dovete fare affidamento su giornali e giornalisti indipendenti per avere un quadro accurato di ciò che sta succedendo"

Ricordiamo nel 2010 le clamorose dimissioni di Maria Luisa Busi da conduttrice del TG1. Nella sua lettera aperta, la giornalista denunciò l’informazione deviata e manipolata che le impediva di svolgere il proprio lavoro con onestà.

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Per sofisticate la realtà e non essere smascherati dalle masse, si può ricorrere alla figura dello "spin doctor", il “manipolatore” per eccellenza dell’informazione. Spesso trattasi di persone estremamente preparate ed intelligenti, esperti comunicatori, coadiuvati da squadre di psicologi che studiano come affinare l’approccio mediatico. Quando la costruzione dell’informazione avviene abbinando a tecniche di comunicazione quelle di psicologia, si crea inevitabilmente un’arma di “distruzione”, in grado di manipolare le masse, senza che queste se ne rendano conto, generando pregiudizi, dogmi, forme-pensiero negative, difficili da estirpare. Le idee guidano la nostra esistenza, i pregiudizi limitano i nostri rapporti e i nostri comportamenti. Fino a qualche tempo fa questo dava risultati perfetti e prevedibili. Oggi Internet ha provocato un certo turbamento. È venuta a crearsi una falla nel meccanismo, grazie a movimenti di rinnovamento nati proprio dalla grande rete. Sul web si trova di tutto: dal filmato del freelance alle web-testate indipendenti. Difficile censurare… ne risulta un’informazione ben più dinamica. Antitetica all’appiattimento generale dei media conformati.

Unica finestra dunque sul mondo vero.

Qualcuno direbbe che per uscire dall’invisibile gabbia di bugie dovremmo ignorare il sistema. Spegnere tutte le tv e usare i giornali per fare barchette di carta. Di quelle che tanto fanno divertire i bambini.

Ma basterebbe? Ingenuo pensarlo. Il sistema è in ogni dove. Persino nel mondo virtuale. Ne è pieno Internet!

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Ma dalla nostra c’è sempre la capacità di discernimento.

L’informazione "vera" la si riconosce dall’etica. È leale, libera e onesta. Qualità che dovrebbero caratterizzare ogni giornalista, impegnato nella ricerca della verità.

Esistono mosche bianche dell’informazione che dimostrano ogni giorno cosa voglia dire scegliere la libertà, magari con meno audience, minor popolarità, minor soldi, ma con molta più dignità.

E’ proprio per quella dignità, per il coraggio dimostrato, vogliamo ricordare persone come: Ilaria Alpi, Miran Hrovatin, Peppino Impastato, Giuseppe Fava, Mauro Rostagno, Marco Lucchetta, Dario D’Angelo e tanti altri eroi, voci spente per sempre, che per quella verità è quella libertà hanno dato la vita.

Tina Camardelli

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