CONTINUA L’ORRORE IN NIGERIA

Gli estremisti islamici di Boko Haram seminano morte tra i civili della cittadina di Gamborou Ngala

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La furia sterminatrice di Boko Haram torna ad abbattersi nel nord-est della Nigeria: si parla di almeno 300 morti e di decine di case distrutte nella cittadina di Gamborou Ngala, nello Stato del Borno. La notizia di pochi giorni fa, giunta con due giorni di ritardo a causa degli scarsi collegamenti con la zona, riempie di indignazione la comunità internazionale e giunge a distanza di poche settimane dal rapimento delle 200 studentesse rapite dai guerriglieri di Boko Haram in un villaggio, sempre nella stessa regione. Tutto ciò avviene in una Nigeria considerata primo produttore continentale di petrolio, ma con evidenti equilibri politici e sociali fragili e molto vulnerabili.

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Sta di fatto che è proprio in questa instabilità che si insinua la sempre più accresciuta attività destabilizzante dei Boko Haram. Infatti, dopo aver vissuto e agito in sordina per anni, i Boko Haram cercano dal 2009, attraverso attacchi sempre più cruenti, di destabilizzare l’intera nazione, strumentalizzando la religione per fini eversivi.

cms_674/malam-tukur-mamu.jpgFondata da Ustaz Mohammed Yusuf nel 2001, Boko Haram, traducibile come “l’educazione occidentale è sacrilega”, è un’organizzazione terroristica jidaista diffusa nel nord-est della Nigeria che ha come obiettivo l’abolizione del sistema secolare e l’imposizione della shari’a (la legge islamica) nel paese.

cms_674/JAGUDAAA.jpgA imposizione e rispetto della shari’a, lo scorso 14 aprile, 200 ragazze sono state rapite dai Boko Haram e, secondo un video del capo gruppo estremista Abubakar Shekau, succeduto a Yusuf nel 2009, le stesse saranno trattate come schiave o vendute, solo perché colpevoli di seguire corsi di lingua inglese, necessari ai loro studi e alla loro emancipazione. Pochi giorni fa, a distanza di poche settimane, forse come azione punitiva dopo la mobilitazione generale per ritrovare le ragazze, i ribelli hanno massacrato centinaia di persone, in un villaggio nella stessa regione dell’avvenuto rapimento: si parla di circa 300 morti e di decine di case distrutte.

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Nella sua lotta contro l’estremismo islamico, l’esercito ha cercato di reclutare civili. Di contro, per vendicarsi della complicità sempre più crescente tra stato e popolazione, Boko Haram distrugge, da anni, interi villaggi, massacra centinaia di uomini e donne innocenti, semina orrore e morte tra i civili. Fino alla quasi distruzione di Gamborou Ngala, avvenuta appunto qualche giorno fa.

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La comunità internazionale si commuove. Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama assicura sostegno alla comunità nigeriana e il segretario generale dell’ONU Ban Ki-Moon decide di inviare il suo rappresentante speciale, Said Djinnit, per offrire alla Nigeria la presenza e l’aiuto delle Nazioni Unite.

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Viene naturale chiedersi, tuttavia, se l’Islam c’entri in tutto questo. Se davvero con tutto questo orrore c’entrino i precetti del Profeta Maometto, del quale si narra che trattò le donne gentilmente, dando anche l’esempio ai suoi seguaci affinché le rispettassero e fossero gentili con loro o se, piuttosto, dal grave problema dell’analfabetismo, soprattutto femminile, le milizie non traggano un forte sistema di controllo.

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Viene da chiedersi se davvero l’Islam c’entri con il rapimento e lo stupro di donne e con il truce massacro di innocenti o se, in realtà, la religione non venga poi strumentalizzata per destabilizzare una società già fortemente frammentata, come quella nigeriana è. Soprattutto, ora, viene da chiedersi in che modo e se sarà mai possibile sconfiggere questi sobillatori islamici, che altro non sono che criminali i cui rapimenti e omicidi rasentano quanto di meno religioso e di più profano si possa immaginare.

Mary Divella

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