CORONAVIRUS,OMS: 2 MILIONI DI NUOVI CASI IN UNA SETTIMANA,E’ RECORD

In Italia le vittime salgono a 35.738. Speranza: "Virus circola ancora, ci aspettano mesi non facili"

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cms_19173/OMS.jpgIn una sola settimana, dal 14 al 20 settembre, ci sono stati quasi 2 milioni di nuovi casi di Covid-19: un aumento del 6% rispetto alla settimana precedente, ma soprattutto si tratta del maggior numero di contagi segnalati in una sola settimana dall’inizio dell’epidemia.

Lo sottolinea l’Organizzazione mondiale della sanità nell’aggiornamento epidemiologico settimanale. Nello stesso periodo, c’è stata una diminuzione del 10% nel numero di decessi, con 37.700 morti segnalati negli ultimi sette giorni.

In totale, secondo l’Oms, sono oltre 30,6 milioni i casi di Covid-19 e 950mila le vittime.Ad eccezione della regione africana, l’aumento dei contagi riportato la scorsa settimana riguarda tutte le regioni dell’Oms. Le Americhe si confermano le più colpite da Covid-19 a livello globale, rappresentando oltre il 38% di tutti i nuovi casi segnalati negli ultimi sette giorni, anche se si registra un calo del 22% dei nuovi decessi. La regione europea ha invece il triste primato del maggior aumento dei morti, +27% rispetto alla settimana precedente.

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cms_19173/Min_Sanita_ISS.jpgSecondo i dati diffusi dal ministero della Salute, il totale delle vittime sale a 35.738 dall’inizio dell’emergenza.

Sono 45.489 i positivi, mentre sono 219.670 le persone che sono riuscite a sconfiggere il virus.

Aumentano anche i pazienti ricoverati in terapia intensiva, al momento in Italia sono 2.604 le persone in ospedale con covid19 e 239 i pazienti nelle rianimazioni.

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"La situazione in Ue dalla metà di agosto è peggiorata in maniera abbastanza significativa. In modo particolare abbiamo segnali di recrudescenza significativi dalla Spagna, dalla Francia, Olanda e Belgio. Questo significa che il virus ancora circola che abbiamo di fronte a noi mesi non facili. Io sono convinto che troveremo le soluzioni adeguate e che la scienza ci farà vincere questa battaglia. Ma ancora c’è una situazione che va gestita con la massima attenzione". Lo ha affermato il ministro della Salute Roberto Speranza, ospite a ’Frontiere, il festival della Salute’ del Gruppo editoriale Gedi-Repubblica.

"L’Italia in questo momento, e lo dicono i numeri, è messa un po’ meglio degli altri Paesi. Ma guai a pensare che siamo fuori dal pericolo. Dobbiamo continuare con grande prudenza e cautela il percorso di riaperture iniziato dal 4 maggio e un po’ alla volta tornare alla normalità - ha aggiunto il ministro - Abbiamo ancora mesi che non sono semplici, le misure sono l’unica vera chiave in questa fase di resistenza. In tempi brevi arriveranno segnali incoraggianti sia sul piano dei vaccini che sul piano delle cure. Il punto è come reagiamo in questi mesi: più teniamo un atteggiamento coerente sulle misure, come penso ha fatto il Paese fino ad oggi, più riusciremo ad arrivare meglio al momento ’X’ del vaccino".

"La Commissione europea - ha continuato il ministro - ha firmato un accordo formale che prevede, chiaramente nel caso in cui la sperimentazione dovesse andare bene, la distribuzione delle prime dosi di vaccino anti Covid-19 già entro la fine di quest’anno". Sul fronte del vaccino contro il nuovo coronavirus, "noi abbiamo costruito nel mese di giugno un’alleanza tra Italia, Francia, Germania e Olanda - ha ricordato Speranza - che ha portato alla prima intesa con AstaZeneca" sul "cosiddetto vaccino di Oxford, il cui vettore virale è fatto a Pomezia e il cui infialamento avverrà ad Anagni". In questa partita quindi "c’è anche un pezzo d’Italia", ha sottolineato il ministro, e "dobbiamo essere orgogliosi che il nostro Paese sia dentro fino in fondo a questa sfida". In ogni caso "non investiamo solo su questo vaccino", ha precisato: "La Commissione europea sta chiudendo un pacchetto ’6+1’ con le principali compagnie farmaceutiche del mondo, che sono tutte al lavoro" per raggiungere l’obiettivo di uno ’scudo’ anti-Covid.

Nella lotta alla pandemia di Sars-CoV-2, ha puntualizzato il titolare della Sanità italiana, "sono due le partite fondamentali: c’è la partita dei vaccini e c’è la partita di cui si parla molto meno", ossia "quella delle cure". Terapie che sono "altrettanto importanti" del vaccino, ha osservato Speranza. "Perché se ci fossero a disposizione dell’uomo strumenti tali da evitare che una persona vada in terapia intensiva anche se ha contratto il Covid, avremmo comunque un grandissimo vantaggio".

Ebbene, "l’Italia è dentro anche questa sfida - ha assicurato il ministro - Sono stato poche settimane fa a Siena, a Toscana Life Sciences, dove c’è un’équipe molto prestigiosa guidata da Rino Rappuoli, che sta lavorando sugli anticorpi monoclonali. E’ stata fatta una selezione di anticorpi monoclonali estratti dal sangue di pazienti Covid, selezione poi raffinata col passare delle settimane" fino ad arrivare a "un risultato che è molto incoraggiante". Ma "anche sulle cure, sui farmaci che potranno arrivare da questi anticorpi, ci sarà bisogno di tutte le sperimentazioni del caso".

Poi l’appello: "Dico a tutti di vaccinarsi" contro l’influenza "perché quest’anno è ancora più importante ed ottobre è il mese giusto per iniziare. Alle Regioni è arrivato il 70% in più di dosi rispetto allo scorso anno".

Per quanto riguarda i test, "stiamo lavorando per aumentare la capacita del nostro Paese di fare tamponi e siamo cresciuti molto in questi mesi. Siamo stati i primi in Europa ad usare i test antigenici rapidi negli aeroporti, e stiamo immaginando di usarli anche fuori dagli aeroporti: bisognerà usarli in maniera significativa" nel prossimo periodo "e la scuola può essere una risposta importante". "Stiamo sperimentando anche i test salivari", aggiunge. "L’apertura delle scuole è stato il giorno, per me, più bello. Ora dobbiamo continuare sulla linea della prudenza", ha ribadito il ministro.

"Ai genitori, come lo sono io, dico che dobbiamo fidarci dei nostri medici e del nostro personale sanitario. Il messaggio deve essere no panico, no improvvisazione, no al sentito dire o no alle informazioni trovate per caso su internet, ma fidiamoci di chi fa questo mestiere", ha quindi sottolineato il ministro.

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