CORONAVIRUS: A NEW YORK FOSSE COMUNI

Scene da 1600 in una delle città più importanti degli Stati Uniti

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Sono oltre 8.000 i morti per Coronavirus nello Stato di New York, letteralmente devastato dall’epidemia. Un dramma enorme, che noi conosciamo, purtroppo, molto bene e che ha causato la saturazione degli obitori.

Così, mentre i contagi in USA corrono verso quota 500.000 (quasi un terzo dei casi mondiali), a New York si vedono scene che ritenevamo essere impensabili in uno Stato civilizzato nel 21° secolo. Decine di bare accatastate l’una sull’altra a Hart Island, l’isola degli orrori di New York, come qualcuno l’ha già ribattezzata. Usata da 150 anni come cimitero per chi non può permettersi funerali o non ha nessuno che ne reclama il corpo, Hart Island si trova a largo del Bronx e nelle ultime settimane è stata presa d’assalto.

Ora, se già è scandaloso in questo momento che vengano utilizzate fosse comuni per i defunti, è ai limiti dell’incredibile sapere che una realtà di questo tipo esisteva già da prima del virus. Non solo gli Stati Uniti, sedicenti emblemi del mondo libero, non forniscono le cure mediche necessarie a chi non è assicurato, lasciando persino che dei minorenni muoiano (come raccontato da R. Rex Parris, sindaco di Lancaster, California), ma non concedono neanche una degna sepoltura a chi non è sufficientemente benestante da potersela permettere.

Proprio negli Stati Uniti, capitale del mondo occidentale, si stanno consumando scene di una disumanità vergognosa, dove cittadini, persone con una storia, una vita, dei sogni, vengono trattati come carne da macello: se hanno i soldi bene, altrimenti non importa che muoiano, e neanche dove vengano riposte le loro carcasse.

Anche solo scrivere queste cose mette i brividi: sembra di stare scrivendo il più macabro dei racconti distopici, invece è la dura realtà.

Di fronte alle crisi si vede il valore di una civiltà, di una cultura, di un popolo. Che un grande Paese permetta episodi del genere è agghiacciante, vergognoso e semplicemente inaccettabile.

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Ad Hart Island, ha affermato il Sindaco di New York Bill De Blasio, potrebbe finire chiunque. Coi cimiteri cittadini al limite quasi come gli ospedali, il Sindaco sta valutando di ordinare il seppellimento temporaneo sull’isola anche a chi può permettersi un funerale.

La cosa, per fortuna, ha creato scandalo negli Stati Uniti. Anche se, forse, questo non vale per il Presidente Trump, che ha affermato: "Se tutto va come speriamo riapriremo il Paese molto, molto, molto presto, lo spero". Ancora una volta, si pone l’economia (e, nel caso specifico, il tornaconto elettorale, date le elezioni in vista) davanti alla vita umana.

Quando impareremo?

Giulio Negri

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