COS’É UN BENE DI PRIMA NECESSITÀ?

Ridotta l’IVA sugli assorbenti: ancora un bene di lusso?

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È di qualche giorno fa la notizia che, finalmente, “l’IVA sui prodotti assorbenti per l’igiene femminile subirà un taglio dal 22% al 10%”. Questo è quanto si legge nel comunicato ufficiale di Palazzo Chigi al termine del Consiglio dei Ministri che ha approvato il documento programmatico di Bilancio. Questa locuzione potrà non suscitare l’attenzione pubblica, ma se la si associa alla più comunemente usata “tampon tax” allora un po’ di nebbia inizia a diradarsi. Non può che essere un contentino, ma non un successo da festeggiare come si deve: l’imposta sul valore aggiunto non classifica ancora gli assorbenti come “bene di prima necessità”, in quanto per prodotti che rientrano in tale definizione l’aliquota è fissata al 4% e per un’ampia gamma di altri prodotti vi sono agevolazioni tra il 5% e il 10%. Per chi non mastica il gergo economico, nella scienza delle finanze l’aliquota, o anche “quota parte”, è il tasso fisso o variabile espresso in forma percentuale e applicato a qualunque tipologia di prodotto acquistato.

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In merito la posizione dell’Italia è resa più traballante dal confronto con gli altri Paesi europei: in Portogallo e Olanda è fissata al 6%, in Francia al 5.5%, mentre in Regno Unito e Irlanda è stata addirittura azzerata. A ciò si aggiunge l’effettiva spesa compiuta per gli assorbenti: secondo una ricerca, contando circa 456 cicli mestruali pari a 2280 giorni per un totale 6.25 anni, per i soli assorbenti la spesa pro capite ammonta a 1704 euro, che sale fino a oltre 15mila per anticoncezionali e medicinali. “Se non è zuppa, è pan bagnato” recita un vecchio adagio. Va da sé che, se non sono classificati come beni di prima necessità, gli assorbenti ancora sono indicati come beni di lusso. E qui sorge una contraddizione.

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Secondo la definizione classica per “bene di lusso” si intende un prodotto di consumo superfluo e che rappresenta una spesa di gran lunga superiore alle possibilità economiche di una persona. Essi, nella cultura generale, sono caratterizzati dall’essere sovente oggetto di ammirazione e desiderio, nonché da un elevato valore di scambio e compravendita. La domanda viene spontanea: come possono gli assorbenti essere dei beni di lusso se le mestruazioni non sono una scelta ma un fenomeno naturale? Questione conseguente: quali sono i beni di prima necessità attualmente? I tempi pandemici ancora correnti hanno esteso questo concetto a prodotti prima non strettamente necessari, mentre altri lo erano e lo saranno pressocché costantemente. Über alles, come direbbero i tedeschi, quasi tutti i generi alimentari. A seguire il Governo ha indicato: carburante, materiale elettrico, ricariche e schede telefoniche, combustibile per uso domestico e per riscaldamento, materiali per la cura degli animali, giornali, valori bollati e tabacchi. E poi, dulcis infundus: articoli medicali e ortopedici, e prodotti per la cura della casa e della persona (sic!).

Francesco Bulzis

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