COVID,EMA APPROVA PRIME 2 TERAPIE MONOCLONALI

In Italia ulteriori 7.569 contagi e altri 36 morti - I dati dalle Regioni - Covid e Natale, Speranza: "Vaccini e comportamenti decisivi" - Sileri: "Sarà un Natale libero" - Vaccino Covid, Minelli: "Protezione in graduale esaurime

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Covid, Ema approva prime 2 terapie monoclonali

Il Comitato per i medicinali a uso umano (Chmp) dell’Agenzia europea del farmaco Ema ha raccomandato di autorizzare due terapie a base di anticorpi monoclonali contro Covid-19. Si tratta di Ronapreve* (casirivimab/imdevimab) e Regkirona* (regdanvimab). A dare notizia della decisione degli esperti è stata l’Ema stessa, che spiega come questi siano i "primi anticorpi monoclonali" anti Sars-CoV-2 "raccomandati per l’autorizzazione all’immissione in commercio" dall’ente Ue.

Il comitato ha raccomandato di autorizzare Ronapreve per il trattamento di Covid negli adulti e negli adolescenti a partire dai 12 anni di età, e con un peso di almeno 40 chilogrammi, che non richiedono ossigeno supplementare e che sono a maggior rischio di peggioramento della malattia. Ronapreve può essere utilizzato anche per prevenire Covid in persone di età pari o superiore a 12 anni che pesano almeno 40 chilogrammi. La società che ha richiesto l’autorizzazione è stata Roche Registration GmbH. Per quanto riguarda Regkirona, il Chmp ha raccomandato di autorizzare il medicinale per il trattamento di adulti con Covid-19 che non richiedono ossigeno supplementare e che sono anche a maggior rischio di peggioramento della malattia. Il richiedente per Regkirona era Celltrion Healthcare Hungary Kft. Ora il Chmp invierà le sue raccomandazioni alla Commissione europea "per decisioni rapide e giuridicamente vincolanti".

Ronapreve e Regkirona sono le prime terapie monoclonali a ricevere un parere positivo dal Chmp e si aggiungono all’elenco dei prodotti per Covid che hanno ricevuto parere positivo.

Gli anticorpi monoclonali - ricorda l’Ema - sono proteine ​​progettate per attaccarsi a un bersaglio specifico, in questo caso la proteina Spike che il coronavirus Sars-CoV-2 utilizza per entrare nelle cellule umane. Il Chmp per giungere alle sue conclusioni ha valutato i dati di studi che dimostrano che il trattamento con Ronapreve o Regkirona riduce significativamente i ricoveri e i decessi nei pazienti Covid a rischio di malattia grave. Un altro studio ha mostrato che Ronapreve riduce la possibilità di contrarre Covid se un membro della famiglia è infetto da Sars-CoV-2.

Mentre la valutazione delle domande di autorizzazione era in corso, il comitato ha fornito supporto agli Stati membri dell’Ue per l’uso precoce di questi medicinali. E infatti le terapie in questione erano già disponibili per alcuni pazienti nell’Unione europea.

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cms_23829/Min_Sanita_ISS_Prot_Civ.jpgIn Italia ulteriori 7.569 contagi e altri 36 morti

Sono 7.569 i contagi da coronavirus in Italia, secondo i numeri e i dati covid - regione per regione - del bollettino di Protezione Civile e ministero della Salute.

Registrati altri 36 morti. I nuovi casi sono stati individuati su 445.593 tamponi, il tasso di positività è 1,7%. I pazienti ricoverati con sintomi sono 3.647 (+50), mentre sono 458 quelli attualmente in terapia intensiva (+5), con 29 ingressi giornalieri. Nelle ultime 24 ore sono guarite 3.411 persone, cifra che porta a 4.608.056 il dato complessivo dei guariti da inizio pandemia.

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I dati dalle Regioni

(Bollettino Covid-19 delle ore 18,00 - 11 Novembre 2021)

CAMPANIA - Sono 875 i contagi da coronavirus, secondo i dati del bollettino Covid della Regione. Eseguiti 25.463 test. Due i decessi, uno avvenuto nelle ultime 48 ore e uno avvenuto in precedenza, ma registrato ieri. In Campania sono 20 i pazienti Covid ricoverati in terapia intensiva (+2), 292 i pazienti Covid ricoverati in reparti di degenza (+7).

LAZIO - Sono 867 i contagi da coronavirus, secondo i dati del bollettino Covid della Regione. Eseguiti 10.171 tamponi molecolari e 23.916 tamponi antigenici per un totale di 34.087 tamponi.

4 i decessi (-5), 558 i ricoverati (+8), 70 le terapie intensive (+1) e +376 i guariti. Il rapporto tra positivi e tamponi è al 2,5%. I casi a Roma città sono a quota 297.

PIEMONTE - Sono 367 i contagi da coronavirus, secondo numeri e dati covid del bollettino della regione. Registrato 1 morto. I nuovi casi (di cui 155 dopo test antigenico) sono pari all’1% di 36.648 tamponi eseguiti, di cui 32.477 antigenici. Dei 367 contagi gli asintomatici sono 229 (62,4%).

I ricoverati in terapia intensiva sono 24 (=). I ricoverati non in terapia intensiva sono 264 (+11). Le persone in isolamento domiciliare sono 5.753.

Il totale dei casi positivi diventa quindi 393.645,così suddivisi su base provinciale: 32.422 Alessandria, 18.909 Asti, 12.420 Biella, 56.581 Cuneo, 30.447 Novara, 209.725 Torino, 14.671 Vercelli, 13.920 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.630 residenti fuori regione ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 2.920 sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale. I pazienti guariti diventano complessivamente 375.754 (+114).

PUGLIA - Sono 124 i nuovi contagi da coronavirus, secondo i dati Covid del bollettino della Regione. Eseguiti 18.153 test con una percentuale dello 0,68 di positivi. Non si registrano vittime. Attualmente sono 3.820 le persone positive, 158 sono ricoverate in area non critica e 20 in terapia intensiva. Complessivamente dall’inizio dell’emergenza i casi totali sono stati 275.816, 265.135 sono le persone guarite e 6.861 quelle decedute.

EMILIA ROMAGNA - Sono 676 i nuovi contagi da coronavirus, secondo il bollettino della Regione. Si registrano inoltre altri 9 morti. Dall’inizio dell’epidemia, nella regione si sono registrati 439.525 casi di positività. 20.707 il totale dei tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore.

La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti ieri è dello 3,2%. Continua intanto la campagna vaccinale anti-Covid, estesa a tutti i cittadini sopra i 12 anni di età. Sono state somministrate complessivamente 7.084.214 dosi; sul totale, 3.526.556 sono le persone che hanno completato il ciclo vaccinale. Terze dosi fatte arrivate a 271.824.

CALABRIA - Sono 139 i nuovi contagi registrati, secondo il bollettino sull’emergenza Covid-19 diffusi dal dipartimento Tutela della salute della Regione. Zero i decessi (per un totale di 1.466 morti). Effettuati 3.562 tamponi. Il bollettino, inoltre, registra +98 guariti, +41 attualmente positivi, +41 in isolamento, ricoverati stabili e, infine, terapie intensive stabili (per un totale di 9).

TOSCANA - Sono 433 i nuovi contagi da coronavirus, secondo il bollettino di della Regione. Si registrano inoltre altri 3 morti. 294.637 i casi di positività totali nella regione, 409 i nuovi csi confermati con tampone molecolare e 24 da test rapido antigenico. I nuovi casi sono lo 0,1% in più rispetto al totale del giorno precedente. I guariti crescono dello 0,04% e raggiungono quota 279.727 (94,9% dei casi totali).

ALTO ADIGE - Sono 256 i contagi da coronavirus, secondo i dati del bollettino covid della Regione. Eseguiti 935 tamponi. Non si registrano decessi e rimane a 1.217 vittime il bilancio complessivo delle vittime da inizio pandemia. Stabili i ricoveri dei pazienti covid in ospedale: 65 si trovano nei reparti ordinari e 8 in terapia intensiva. I guariti sono 79.883 mentre superano quota seimila le persone in quarantena (6.151).

SARDEGNA - Sono 77 i nuovi contagi da coronavirus, secondo il bollettino della Regione. Non si registrano invece nuovi decessi. 1723 le persone testate e 8.247 tamponi processati tra molecolari e antigenici. I pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva sono 8, mentre sono 44 in area medica. In isolamento domiciliare ci sono 1797 (+56) persone.

FRIULI VENEZIA GIULIA - Sono 364 nuovi contagi su 4.135 tamponi molecolari fatti, con una percentuale di positività del 8,8%. Sono inoltre 12.597 i test rapidi antigenici realizzati, dai quali sono stati rilevati 32 casi (0,25%). Si registrano tre decessi: tre uomini rispettivamente di 75, 79 e 83 anni. Il primo, di Tarvisio, è deceduto all’ospedale di Udine; il secondo, di Trieste, al presidio ospedaliero universitario di Trieste e il terzo, di Sgonico, deceduto sempre all’ospedale di Trieste. Le persone ricoverate in terapia intensiva sono 19, mentre i pazienti in altri reparti risultano essere 160.

VENETO - Sono 878 i contagi da coronavirus, secondo i dati del bollettino Covid della Regione. Si registrano poi 3 decessi, che portano il totale delle vittime da inizio pandemia a 11.875. Stabili i ricoveri in area non critica (299), mentre i pazienti in terapia intensiva sono 63 (+3). Le persone attualmente in quarantena sono 15.922 (+461).

MARCHE - Sono 285 i nuovi contagi da coronavirus, secondo i dati del bollettino Covid della Regione. Si riporta un decesso, che porta il bilancio delle vittime a 3.122. Sono 80 i pazienti assistiti nei reparti ospedalieri (-7), mentre nelle terapie intensive ci sono 20 pazienti. Le persone in isolamento domiciliare sono 3.264 (-238).

LIGURIA - Sono 193 i nuovi contagi registrati, secondo il bollettino Covid della Regione. Eseguiti 9.818 tamponi, di cui 2.318 molecolari e 7.500 antigenici rapidi. Si registra un nuovo decesso, un 91enne morto, che porta il totale delle vittime a 4.441 da inizio pandemia. I ricoverati in ospedale sono 98 (-5) di cui 7 in terapia intensiva (-1), di cui, 6 non vaccinati e 1 vaccinato con comorbidità. In isolamento domiciliare ci sono invece 1.994 (+95). Sono invece 111 i nuovi guariti, per un totale da inizio emergenza di 109.379.

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cms_23829/Roberto_Speranza.jpgCovid e Natale, Speranza: "Vaccini e comportamenti decisivi"

"Anche in Italia c’è una crescita del contagio che deve portarci ad alzare il livello di attenzione. In questo momento manteniamo le regole esistenti", afferma Speranza a Che tempo che fa. Ad oggi, dice il ministro, non è prevista l’adozione di nuove misure davanti all’aumento dei contagi. "In questo momento manteniamo le regole esistenti, non c’è dubbio che dobbiamo monitorare il quadro epidemiologico. Il paragone con altri paesi come l’Austria", che vara il lockdown per i non vaccinati, "non può tenere: l’Austria ha 9 milioni di abitanti e ha 13mila casi, l’Italia ha 60 milioni di abitanti e ha avuto 8.500 casi. C’è una differenza marcata: noi dobbiamo continuare a verificare l’evoluzione della curva, come abbiamo fatto in questi mesi adeguiamo le misure alla curva epidemiologica. Abbiamo bisogno che tutte le persone vaccinate vadano a farsi il richiamo dopo 6 mesi per alzare il livello di protezione".

"Da diverse settimane in Europa c’è una fase di peggioramento del quadro epidemiologico, era atteso: in autunno e inverno si sta molto al chiuso, c’è maggiore facilità di avere occasioni di contagio. I numeri dell’Italia sono più bassi rispetto a quelli di altri paesi che stanno decidendo misure robuste", ribadisce. "Anche da noi c’è una crescita del contagio che deve portarci ad alzare il livello di attenzione. In questa fase le precauzioni sono decisive. La vera differenza sta nel tasso di vaccinazione: i nostri numeri sono tra i migliori a livello europeo e mondiali. Ad oggi, l’86,75% degli over 12 ha fatto la prima dose, l’84,12% ha completato il ciclo di vaccinazione", dice.

Come sarà il Natale? "Dipende da noi. L’indice Rt e l’incidenza che ci saranno tra 10 giorni non sono già decisi, dipendono da noi. I fattori essenziali sono la campagna di vaccinazione - il richiamo è fondamentale - e le modalità comportamentali corrette possiamo evitare le restrizioni. L’indice di contagio tra un mese dipenderà dai nostri comportamenti e dalle vaccinazioni. La stragrande maggioranza degli italiani in questi mesi è stata straordinaria. Il mio messaggio è questo: nelle prossime settimane arriva una curva insidiosa, non possiamo pensare che quello che accade in Germania, Francia o Austria non ci riguardi. Dobbiamo alzare l’attenzione, devono farle le istituzioni ma poi c’è un ruolo determinante delle persone. E’ il momento di usare la mascherina, di avere più cautela nel distanziamento e di fare la dose di richiamo".

cms_23829/Sileri_mezzo_milione_di_dosi_al_giorno.jpgSileri: "Sarà un Natale libero"

"Che Natale sarà? Sarà un Natale libero", dice il sottosegretario alla Salute Sileri a Domenica in, sottolineando che è stata "quasi raggiunta una protezione di comunità" grazie all’alto tasso di vaccinazione. Quanto alla terza dose, "è probabile" in futuro anche per gli under 40. "Stiamo vivendo la quarta ondata che sta investendo l’Italia in forma meno grave rispetto agli altri paesi europei. Abbiamo una percentuale di vaccinati molto più alta rispetto ad altre nazioni e abbiamo la diagnostica, il green pass si ottiene con la vaccinazione o con il test rapido che consente di scovare contagi sommersi. I numeri continueranno a salire, ma sono bassi i numeri di chi va in ospedale e dei decessi. Essere positivi non significa essere malati", dice Sileri.

"Da dicembre la terza dose sarà disponibile per gli over 40, ma il consiglio è farla tutti. E’ probabile che nel tempo anche gli under 40 dovranno fare la terza dose. Quando farla? C’è l’opzione dopo 6 mesi, non significa che si debba correre dopo 6 mesi ed un giorno. Se si è più giovani, si può anche aspettare un po’ ma va fatta", aggiunge. Che Natale ci aspetta? "Un Natale libero".

cms_23829/mauro-minelli-specialista-in-immunologia-clinica-e-allergologia.jpgVaccino Covid, Minelli: "Protezione in graduale esaurimento"

Sul vaccino anti Covid, "stiamo osservando sul campo un graduale ma tangibile esaurimento delle protezioni evocate dalla doppia somministrazione induttiva effettuata entro lo scorso mese di giugno indipendentemente dal tipo di vaccino ricevuto, che ci esortano a spingere verso una nuova campagna vaccinale di massa, che ci invitano credibilmente ad escludere le numerazioni in progress che daremo alle eventuali dosi di richiamo delle quali non possiamo fornire oggi proiezioni numeriche attendibili, e che ci obbligano a non abbassare la guardia rispetto alle più elementari e semplici di regole di protezioni individuale, prima fra tutte l’uso consapevole di una mascherina in ambienti socialmente condivisi". Lo sottolinea l’immunologo Mauro Minelli, responsabile per il Sud-Italia della Fondazione per la Medicina personalizzata, commentando i dati dell’Iss sulla riduzione dell’efficacia del vaccino anti-Covid dopo 6 mesi.

"Il quadro disegnato dall’Iss risulta del tutto rispondente alla realtà dei fatti rilevati sul campo, laddove il campo non sono tanto gli ospedali e i reparti, quanto prevalentemente il territorio dove è possibile registrare l’andamento clinico delle infezioni verificatesi anche tra soggetti già in precedenza sottoposti alle due dosi di induzione vaccinale e che, nella stragrandissima maggioranza dei casi, risolvono in pochi giorni presso il proprio domicilio gli esiti di un accidentale contatto con il Sars Cov-2 - rimarca l’immunologo - Febbre anche alta in prima giornata, tosse stizzosa e mal di testa, destinati con una buona terapia antinfiammatoria a risolversi in poche ore, molto diversamente da chi invece, non avendo appigli immunologici indotti da un precedente vaccino, precipita drammaticamente in un quadro clinico severo dopo aver contratto l’infezione".

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