COVID,OMS:"DISCESA RALLENTE NEL MONDO, + 7% CONTAGI IN EUROPA"

In Italia ulteriori 3.702 contagi e altri 33 morti - I dati dalle Regioni - Covid, ottimo recupero dopo terapia intensiva ma resta fatica: lo studio

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Covid, Oms: "Discesa rallenta nel mondo, +7% contagi in Europa"

Rallenta il trend in discesa dei nuovi casi e dei morti Covid, che si osservava da settimane nel mondo. Negli ultimi 7 giorni presi in esame dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), i numeri si stanno stabilizzando a livello globale: i contagi registrati sono oltre 2,7 milioni e oltre 46mila sono stati i decessi nel periodo 11-17 ottobre, con un calo rispettivamente del 4 e del 2%.

L’inversione di tendenza comincia a essere chiara nella regione Europea, che è l’unica area a registrare per la terza settimana consecutiva un aumento dei nuovi casi di Covid: +7% rispetto alla settimana precedente, per un totale che supera 1,3 milioni di contagi in 7 giorni. Anche sul fronte delle morti il dato è in crescita: +4%, per un totale settimanale di 17.998. Nel periodo considerato dal bollettino Oms, un caso su 2 è stato registrato in Europa e quasi il 40% delle morti segnalate a livello globale.

Lievissimo aumento dei decessi (1%) anche nella regione del Pacifico occidentale. La più grande diminuzione dei nuovi casi settimanali è stata segnalata invece dalla regione Africana (18%), seguita dalla regione del Pacifico occidentale (17%). Il numero cumulativo di casi confermati segnalati a livello globale è ora superiore a 240 milioni e il numero cumulativo delle morti è superiore a 4,8 milioni. Anche il più grande calo dei nuovi decessi settimanali è stato segnalato dalla regione Africana, che mostra una diminuzione del 24% rispetto alla settimana precedente.

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cms_23555/Min_Sanita_ISS_Prot_Civ.jpgIn Italia ulteriori 3.702 contagi e altri 33 morti

Sono 3.702 i contagi da coronavirus in Italia, secondo i dati covid, regione per regione, del bollettino della Protezione Civile e del ministero della Salute.

Registrati altri 33 morti che portano a 131.688 il totale delle vittime da inizio emergenza. I nuovi casi sono stati individuati su 485.613 tamponi, con il tasso di positività che sale allo 0,76% (precedente 0,4%).

In aumento le persone ricoverate in ospedale con sintomi che sono 2.464 (+41), mentre resta invariato il numero i ricoverati in terapia intensiva (355) con 25 ingressi nelle ultime 24 ore. Sono 4.520.531 i guariti (+ 4.544 ) e 73.668 gli attualmente positivi (- 878).

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I dati dalle Regioni

LOMBARDIA - Sono 457 i nuovi contagi da coronavirus. Si registrano 4 decessi.

CAMPANIA - Sono 406 i contagi da coronavirus. Si registra 1 decesso.

ABRUZZO - Sono 54 i nuovi contagi da coronavirus. Si registrano 2 decessi.

BASILICATA - Sono 20 i contagi da coronavirus. Non si registrano decessi.

PUGLIA - Sono 147 i contagi da coronavirus. Si registrano 2 decessi.

TOSCANA - Sono 224 i contagi da coronavirus. Si registrano 2 decessi.

FRIULI VENEZIA GIULIA - Sono 108 i nuovi contagi da coronavirus. Non si registrano decessi.

SARDEGNA - Sono 28 i nuovi contagi da coronavirus. Non si registrano decessi.

PIEMONTE – Sono 280 i nuovi contagi di coronavirus. Si registra 1 decesso.

EMILIA ROMAGNA - Sono 247 i nuovi contagi da coronavirus. Si registrano 4 decessi.

LAZIO - Sono 381 i nuovi contagi da coronavirus. Si registrano 4 decessi.

VALLE D’AOSTA - Sono 6 i nuovi contagi da coronavirus. Non si registrano decessi.

CALABRIA – Sono 143 i contagi da coronavirus. Si registra 1 decesso.

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cms_23555/Covid,_ottimo_recupero_dopo_terapia_intensiva_.jpgCovid, ottimo recupero dopo terapia intensiva ma resta fatica: lo studio

L’incubo del respiro che manca. Poi il buio, l’intubazione, i lunghi giorni in terapia intensiva. Al risveglio, la conta dei danni lasciati dalla guerra col virus. Un anno dopo cosa resta nei pazienti che hanno sperimentato le forme più gravi di Covid-19, finiti cioè in ospedale con polmonite e sindrome da distress respiratorio acuto (Ards)? Lo svela uno studio internazionale condotto a Brescia e pubblicato su ’Thorax’, che apre anche uno spiraglio di speranza: i dati mostrano infatti "un ottimo recupero in termini di qualità di vita, ritorno al lavoro, indipendenza nelle attività quotidiane, stato cognitivo e mentale". Compromessa invece in modo significativo la funzione fisica, ma gli esiti - puntualizzano gli autori - sono meno gravi rispetto ad altri pazienti con Ards di gravità clinica sovrapponibile, ricoverati in epoca pre-Covid.

Il lavoro scientifico, frutto della collaborazione tra il Centro di ricerca universitario ’Alessandra Bono’ dell’università degli Studi di Brescia e il Centro per il follow-up dei pazienti dimessi dalla terapia intensiva dell’Asst Spedali Civili di Brescia, indaga sugli esiti di 114 pazienti colpiti da Ards associata a Covid e valutati 3, 6 e 12 mesi dopo le dimissioni dall’Unità di terapia intensiva. E gli autori spiegano che si tratta dei "primi dati al mondo" su questi pazienti "ad un anno dalla terapia intensiva". Sono stati valutati i disturbi fisici, mentali e cognitivi (perdita di massa e forza muscolare, complicanze neuro-psicologiche, dolore e altre condizioni patologiche). L’esame della forza muscolare (handgrip test) ha evidenziato miglioramenti significativi nel tempo.

Non così il test del cammino di 6 minuti (che sonda la resistenza fisica e si ferma in media all’80% del valore) e l’affaticamento grave percepito da un terzo dei pazienti. L’indipendenza nelle attività della vita quotidiana è stata raggiunta dal 98% a 3 mesi. I disturbi della memoria e altre alterazioni cognitivo (28% a 3 mesi) sono migliorate nel tempo, a differenza dei sintomi di depressione, ansia e disturbo da stress post-traumatico, presenti nel 9%, 10% e 4% a 3 mesi. A un anno dalle dimissioni, però, i dati mostrano "un ottimo recupero in termini di qualità di vita, ritorno al lavoro, indipendenza nelle attività quotidiane, stato cognitivo e mentale - elenca Nicola Latronico dell’Unità operativa di anestesia e rianimazione 2, autore dello studio e coordinatore del Centro Alessandra Bono - La funzione fisica misurata in modo oggettivo, sia in termini di forza muscolare che di endurance, rimane compromessa in modo significativo".

Tuttavia, questa compromissione della funzione fisica, puntualizza Latronico, mostra "esiti sono meno gravi rispetto a pazienti con Ards di gravità clinica sovrapponibile ricoverati in epoca pre-Covid, a sostegno del fatto che la cura dei pazienti è stata di elevata qualità nonostante i numeri impressionanti della pandemia".

Con questo studio, spiegano dall’ateneo, il neonato il Centro di ricerca universitario si propone di promuovere la ricerca e la disseminazione di conoscenze sulla sindrome post-terapia intensiva, "una sindrome ancora oggi ampiamente inesplorata". L’acronimo scelto è Loto (Long Term outcome), nome ispirato "a un fiore che con la sua forza emerge dal fango per mostrarsi in tutta la sua bellezza. Il miglior augurio possibile per coloro devono riemergere dall’esperienza drammatica della malattia critica", si legge in una nota.

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