COVID, ITALIA SESTA AL MONDO PER MORTI

In Italia ulteriori 11.629 contagi e altri 299 morti. I dati dei contagi da Covid dalle regioni. Vaccino, Arcuri: "Ritardo insopportabile, perseguiremo i colpevoli"

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Covid, Italia sesta al mondo per morti

Sono 2.108.659 i morti accertati da coronavirus nel mondo. E’ quanto certifica la Johns Hopkins University, nel suo costante monitoraggio della pandemia. I casi registrati a livello globale sono 98.239.198, con 54.188.794 guariti. Il Paese più colpito sono sempre gli Stati Uniti, con 24.821.814 di casi e 414.107 decessi. Nella tragica classifica delle vittime del Covid-19, gli Usa sono seguiti a da Brasile (215.243), India (153.184), Messico (147.614), Regno Unito (96.166) e Italia (84.674).

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cms_20746/Min_Sanita_ISS_Prot_Civ.jpgIn Italia ulteriori 11.629 contagi e altri 299 morti

Sono 11.629 i contagi da coronavirus in Italia resi noti secondo i dati del bollettino della Protezione Civile pubblicato sul sito del ministero della Salute. Sono stati registrati altri 299 morti che portano il totale a 85.461 dall’inizio dell’emergenza legata all’epidemia di covid-19. Sono 216.211 i tamponi eseguiti nelle ultime ore tra molecolari e antigenici, con un tasso di positività pari al 5,3%.

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I dati dei contagi da Covid dalle regioni

Lazio

Sono 1.056 i nuovi contagi da Coronavirus nel Lazio secondo il bollettino reso noto ieri. Sono stati registrati altri 16 morti e 1.921 guariti. I tamponi eseguiti, nelle ultime 24 ore, sono stati 25mila. "Diminuiscono i casi, i decessi e i ricoveri, mentre aumentano le terapie intensive" dice l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato. "Il rapporto tra positivi e tamponi è a 8%, ma se consideriamo anche gli antigenici la percentuale scende a 4%" .

Emilia Romagna

Sono 1.208 i contagi da coronavirus in Emilia Romagna resi noti ieri secondo il bollettino della regione su un totale di 21.825 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è del 5,5%. Dei nuovi contagiati, 548 sono asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Si registrano 35 nuovi morti. In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 9.119.

Liguria

Sono in tutto 293 nuovi positivi al coronavirus registrati nelle ultime 24 ore in Liguria su un totale di 3117 tamponi effettuati. E’ questo il dato diffuso dalla task force sanitaria al lavoro per l’emergenza in Liguria, nel bollettino di ieri. Si registrano in tutto 667 pazienti ospedalizzati, 64 dei quali ricoverati nei reparti di terapia intensiva. Sul territorio della Regione le persone in isolamento domiciliare sono ad oggi 3945 in tutto. I decessi registrati nelle ultime 24 ore sono stati 15.

Veneto

Sono 956 i contagi da Coronavirus in Veneto secondo il bollettino di ieri della Regione. I morti per Covid sono stati 28. Il numero di dimessi/guariti è pari a 2.763.

Toscana

Sono 526 i nuovi contagi da Coronavirus in Toscana secondo il bollettino reso noto ieri. Sono stati registrati altri 6 decessi. II contagi registrati nelle ultime 24 ore sono lo 0,4% in più rispetto al totale del giorno precedente. L’età media dei 526 nuovi positivi è di 47 anni circa (il 13% ha meno di 20 anni, il 25% tra 20 e 39 anni, il 34% tra 40 e 59 anni, il 15% tra 60 e 79 anni, il 13% ha 80 anni o più). In totale sono 130.859 i casi di positività dall’inizio della pandemia.

Campania

Sono 1.069 i contagi da Coronavirus in Campania secondo il bollettino reso noto ieri dalla Regione. I morti da Covid sono 12. I dimessi/guariti sono 525. I tamponi processati ieri sono 16.219, di cui 2.156 antigenici. Il totale dei casi positivi al Covid nella Regione dall’inizio dell’emergenza è 214.022, i tamponi complessivamente analizzati sono 2.331.532.

Sardegna

Sono 175 i nuovi contagi da Coronavirus in Sardegna secondo il bollettino reso noto ieri. Sono stati registrati altri 3 morti. In totale sono stati eseguiti 552.759 tamponi. Sono 464 i pazienti attualmente ricoverati in ospedale in reparti non intensivi, sono invece 45 i pazienti in terapia intensiva. Le persone in isolamento domiciliare sono 16.589. I guariti sono complessivamente 18.556 (+97), mentre le persone dichiarate guarite clinicamente nell’Isola sono attualmente 448.

Sul territorio, dei 37.051 casi positivi complessivamente accertati, 8.517 (+50) sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 6.118 (+7) nel Sud Sardegna, 3.004 (+10) a Oristano, 7.440 (+33) a Nuoro, 11.972 (+75) a Sassari.

Calabria

Sono 211 i nuovi contagi da Coronavirus in Calabria secondo il bollettino reso noto ieri. Sono stati registrati altri 5 morti. I ricoverati sono 279 ricoverati, 21 persone in terapia intensiva, 20.101 guariti/dimessi e 566 morti.

Friuli Venezia Giulia

Su 4.561 tamponi molecolari sono stati rilevati 391 nuovi contagi con una percentuale di positività dell’8,57% in Friuli Venezia Giulia. Sono inoltre 1.253 i test rapidi antigenici realizzati, dai quali sono stati rilevati 114 casi (9,1%). I decessi registrati sono 12, a cui se ne aggiunge uno avvenuto l’8 gennaio. I ricoveri nelle terapie intensive scendono a 61 mentre quelli in altri reparti sono 685.

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cms_20746/ARCURI_(2).jpgVaccino, Arcuri: "Ritardo insopportabile, perseguiremo i colpevoli"

Covid e ritardo nei vaccini. "Stanno trattando i 27 Paesi europei come dei poveracci" dice il commissario straordinario all’emergenza Coronavirus, Domenico Arcuri, a ’Live non è la D’Urso’ su Canale5. "Togliamoci dalla testa che l’Italia è più poveraccia degli altri Paesi perché così non è. L’Italia ha un problema in più. Fino qualche giorno fa era il paese d’Europa che aveva fatto più vaccini, quindi se costoro tolgono i vaccini al Paese che non ha ancora iniziato la campagna o la fa lentamente, non gli fanno lo stesso danno che hanno fatto a noi che avevamo iniziato una campagna molto massiccia".

"Fino a sabato scorso noi somministravano 80.000 vaccini in media al giorno, questa settimana ne abbiamo somministrati 28mila per la banale ragione che queste aziende non hanno mantenuto i patti. A noi non servono rassicurazioni, promesse o annunci, servono vaccini”. “Noi abbiamo un ritardo nella fornitura di vaccini, un ritardo insopportabile, rispetto al quale faremo ogni cosa per perseguire chi è colpevole di questo ritardo e se è possibile far sì che questo ritardo finisca”.

“Noi non siamo inerti -aggiunge Arcuri - e aspettiamo che i produttori di vaccini decidano di restituirci le dosi che avevano previsto di consegnare e non hanno consegnato. Queste aziende non producono bibite e neanche merendine, queste aziende si sono impegnati a dare ai Paesi europei una certa quantità di vaccini che sono leggermente più importanti delle bibite e non lo hanno fatto. Pertanto è sacrosanto che noi cerchiamo di dimostrare il loro inadempimento e se possibile di rimetterli su una strada più normale”.

“Pfizer venerdì della settimana precedente a questa ha mandato una lettera a chi le parla dicendo che il successivo lunedì, cioè due giorni e mezzo dopo, avrebbe consegnato il 29% delle fiale destinate all’Italia in meno. Due giorni prima. E ha fatto di peggio. Ha deciso da sola in quali regioni mandare le dosi e in quali quantità”. “Non so come è possibile una cosa del genere ma so che è successa - ha aggiunto Arcuri -, la settimana prossima la Pfizer ci darà di nuovo il 20% di fiale in meno. Per fortuna non lo farà decidendo lei a chi darle e a chi no, ma siamo riusciti a mettere in campo un meccanismo di solidarietà per cui quelli che non li hanno avuti la settimana scorsa li avranno questa. AstraZeneca, che non ha ancora avuto dall’Ema l’approvazione del vaccini, aveva comunicato che avrebbe dato all’Italia 16 milioni di vaccini in questo trimestre, ha prima comunicato che ce ne avrebbe dati otto e ieri che ce ne darà 3,1 , sempre che il suo vaccino venga approvato”.

Per Arcuri, “siamo in presenza di una fattispecie insopportabile, imprevista che riguarda tutta Europa alla quale va messo riparo. L’Italia farà quello che il presidente Conte ha detto ieri e che io ho detto da qualche giorno e anche quello che il presidente del Consiglio europeo ha detto oggi, che l’Europa intraprenderà le strade legali per convincere queste aziende o per costringerle a darci i vaccini”.

Subito dopo Arcuri ha proseguito: “Nell’ipotesi che queste aziende riprendano una fornitura normale, noi potremmo riuscire a vaccinare entro l’autunno fino a 45 milioni di italiani. Se io credo a queste aziende? No… io voglio vedere i vaccini e poi torno da lei a dirle che in autunno ci sarà l’immunità di gregge. C’è bisogno che ci siano i vaccini e ce li devono dare questi signori che hanno firmato dei contratti che debbono rispettare”. Poi Arcuri ha spiegato: “La ragione fondamentale per cui siamo passati da 80.000 a 28.000 vaccini al giorno, è che le regioni tutte, che avevano iniziato in modo davvero meritevole, stanno conservando i vaccini per fare la seconda dose a tutti. Il problema è un altro, che noi non continuiamo a vaccinare gli altri come avremmo fatto se ci fosse stato un flusso regolare di fornitura. Nessun problema sui richiami”.

Subito dopo, sulle siringhe Arcuri ha affermato: “Nel corso dell’ultima settimana noi abbiamo mandato alle regioni le siringhe che servivano per questa minore fornitura di vaccini, sono arrivati meno vaccini e sono state mandate meno siringhe. Questa settimana arriveranno non quelli che dovevano arrivare, ma più vaccini della settimana scorsa, manderemo le siringhe che servono per fare questi altri vaccini. Le siringhe ci sono. Se c’è stato in qualche luogo una scarsità di siringhe, le ragioni possono essere molteplici, sono casi sporadici ai quali mettiamo riparo subito”.

Infine Arcuri, alla domanda su a chi Pfizer e AstraZeneza mandano i vaccini che non mandano a noi, ha risposto: “Io ho imparato da piccolo che fin quando non c’è un mercato, ci sono tanti che producono la stessa cosa e tanti che consumano quella cosa, ci possono essere delle asimmetrie” e alla successiva domanda se potrebbero darlo a chi paga di più, ha risposto: “Io spero che questo non sia vero. Io so due cose, che all’Europa sono stati dati meno vaccini di quanti doveva ricevere e che con la salute delle persone e con la vita delle persone non si gioca”.

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