CRISI IN UCRAINA: LA NATO IN ALLERTA

Stati Uniti d’America e Regno Unito ordinano al loro personale l’evacuazione

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Peggiora, quasi degenera, la crisi in Ucraina. Secondo quanto apprendono fonti del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d’America, Washington ha fortemente raccomandato la riduzione del personale non essenziale presente nell’ambasciata di Kiev. Non sono i soli, però: anche Londra ha annunciato il ritiro del proprio staff diplomatico. La motivazione è comune a entrambi i giganti anglofoni: “la causa è da ascriversi alla minaccia crescente della Russia nei confronti dell’Ucraina”, stando a quanto fa sapere il Foreign Office, poche ore dopo l’ordine arrivato dall’America. L’ambasciata britannica, invece, rimane aperta per favorire il disbrigo delle pratiche burocratiche essenziali. “Alcuni membri del personale dell’’ambasciata e i loro familiari si stanno allontanando da Kiev in risposta alla minaccia crescente della Russia” si legge nella nota ufficiale. Josep Borrell, Alto rappresentante per la politica estera dell’Unione Europea, ha tenuto a smorzare i toni: “non credo si debba drammatizzare la situazione, i negoziati con la Russia sono in corso e non penso che si debba lasciare l’Ucraina”.

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I membri dello staff diplomatico dell’Unione Europea non ha ancora abbandonato Kiev. In aggiunta a questo atipico esodo, gli Stati Uniti hanno anche vietato anche l’ingresso nel Paese ai propri cittadini. La risposta dell’Ucraina, prevedibilmente, non è stata tranquilla e accondiscendente: Kiev ha criticato l’ordine americano, giudicandolo come troppo prematuro ed eccessivo. “Con tutto il rispetto per il diritto degli Stati stranieri di garantire la sicurezza nelle loro missioni diplomatiche, riteniamo questa misura da parte di Washington poco opportuna e oltremodo esagerata” asserisce, in una nota, Oleg Nikolenko, portavoce del ministro degli Esteri ucraino.

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Anche la NATO, però, ci sta mettendo del suo: gli alleati stanno allertando le loro forze militari, inviando navi e caccia nell’Europa dell’EST. “L’obbiettivo è rinforzare la nostra capacità di deterrenza e difesa, mentre la Russia continua ad aumentare la propria presenza militare dentro e fuori dall’Ucraina” si legge in una nota ufficiale. E ovviamente anche il Cremlino non l’ha presa bene, tacciando la coalizione atlantica di “esacerbare le tensioni”. Stando a quanto riporta il New York Times, inoltre, Joe Biden starebbe considerando la possibilità di schierare migliaia di truppe nel Baltico in vista di una possibile invasione russa. Tra le proposte presentate dal Pentagono al presidente ci sarebbe l’invio di un migliaio o un migliaio e mezzo di soldati, con la facoltà di decuplicare il numero se la situazione dovesse precipitare. Tutta l’Ucraina e l’est europeo è appeso al filo di un rasoio.

Francesco Bulzis

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