CYBERBULLISMO COME DIFENDERSI?

Il Garante per la Protezione dei Dati Personali lo spiega in un video

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Sono sempre più numerosi i giovani oggetto di cyberbullismo on-line. Il fenomeno in crescente crescita preoccupa famiglie e istituzioni per le gravi sofferenze, fisiche e psicologiche, cui sono esposte le vittime.

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Il prof. Pasquale Stanzione, Garante per la Protezione dei Dati Personali (GPDP), l’autorità deputata per legge ad intervenire contro i contenuti molesti pubblicati on-line, è sceso più volte in campo per condannare il dilagare delle derive che sono all’origine di tale comportamento indicando le possibili soluzioni di deterrenza.

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E’ dello scorso 13 luglio l’ennesima denuncia fatta dal Presidente Stanzione nel corso dell’audizione al Senato (Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza), contro l’esponenziale diffondersi in rete di contenuti d’odio e di intolleranza nei confronti di soggetti particolarmente vulnerabili o comunque percepiti, per le ragioni più varie, come diversi (per origine etnica, genere, credo religioso o politico, ecc.).

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Sul tema la posizione del Presidente Stanzione è stata perentoria.

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L’odio espresso attraverso la rete è un fenomeno complesso che richiede una strategia di protezione integrata e multidisciplinare. La tutela penale per quanto tendenzialmente completa, dovrebbe, sostiene Stanzione, necessariamente combinarsi con quella civilistica di natura remediale.

Il public e il private enforcement devono, in buona sostanza, convergere, massimizzando lo standard di protezione, parallelamente a un ampio ventaglio di misure preventive che agiscano sulle cause (prossime e remote) del problema e non si limitino all’epifenomeno, prevenendo la formazione di quegli stereotipi, culturali e sociali, che lo alimentano.

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Nelle more dell’introduzione nell’ordinamento delle innovazioni di sistema che deriveranno dal Digital Services Act (la proposta di regolamento europeo che recepisce alcune delle più rilevanti misure introdotte – anche in ordine alle procedure di rimozione dei contenuti illeciti – dalla legge tedesca sui social network, dalla loi Avia di giugno scorso come emendata dal Conseil Constitutionnel, nonché da discipline unionali di settore) il Garante, in forza della mission attribuita dalla legge n. 71 del 29 maggio 2017 (Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo), ha prodotto un video di animazione che con un linguaggio semplice e chiaro punta a offrire informazioni ai giovani vittime di atti di cyberbullismo e ai loro genitori.

Dal primo luglio il video è diffuso sui canali social del Garante (Youtube, Linkedin, Twitter, Instagram e Telegram) ed è pubblicato nella pagina tematica dedicata al Cyberbullismo del sito web del Garante, dove è possibile anche consultare una scheda informativa e scaricare il modulo per l’esercizio dei diritti di tutela previsti dalla legge 71/2017.

La legge 71/2017 prevede che le vittime di bullismo possano rivolgersi al Garante per la protezione dei dati personalichiedere l’oscuramento, la rimozione o il blocco di contenuti, a loro riferiti e diffusi online che ritengono essere atti di cyberbullismo (ad esempio, foto e video imbarazzanti o offensive, oppure pagine web o post sui social network in cui si è vittime di minacce, offese o insulti, ecc.).

Il titolare del trattamento o il gestore del sito internet o del social media che ospita i contenuti ritenuti offensivi è tenuto a rispondere ed eventualmente a provvedere alla richiesta di eliminazione nei tempi previsti dalla legge.

Nel caso la richiesta non venga soddisfatta, ci si può rivolgere al Garante per la protezione dei dati personali, che entro 48 ore si attiva sulla segnalazione.

Francesco Leccese

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