Calo delle nascite: la nuova emergenza demografica

La Cei chiede la stabilità della famiglia

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Parlare di natalità, codificando il concetto stesso di famiglia, non è mai semplice, soprattutto se si rapporta il contesto sociale attuale. In questi ultimi anni abbiamo assistito a un crollo vertiginoso delle nuove nascite, partendo proprio dal 2018, che è stato segnato come anno di minimo storico delle nascite dall’Unità d’Italia. Ad oggi, la situazione non sembra essere migliorata, anzi il post-Covid lancia una reale sfida al rilancio del nostro Paese. I dati Istat parlano chiaro e anche i numerosi studi effettuati, come il rapporto Cisf (Centro internazionale studi famiglia) che sottolinea il totale abbandono delle famiglie, nonostante la sua centralità vitale. Pertanto, il cardinale Bassetti (presidente della Cei) suona l’allarme, cercando di scuotere le coscienze su un tema così importante: “Il calo delle nascite è una vera e propria emergenza italiana. Probabilmente la più grande emergenza europea”.

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Da troppi anni si parla di famiglia prettamente come qualcosa di utopico e non di reale. Troppe promesse e poche certezze sono lo specchio di una società che preferisce non mettere più al mondo nuove vite. Lo stesso processo di secolarizzazione ha portato all’oblio la speranza di rivedere la famiglia ai vecchi splendori. Tecnicamente, avere un figlio oggi è diventato un peso, perché andrebbe a bloccare quello che è lo sviluppo di una carriera o di ambizioni lavorative. Tutto questo si va a radicare nella precarietà e in una società sempre più liquida e priva dei valori tradizionali. Proprio la precarietà è uno dei temi più affrontati a livello europeo, perché senza un lavoro stabile è praticamente impossibile formare una famiglia.

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La nostra costituzione, all’articolo 29, pone come fondamento del nostro stato civile l’unione di più persone, stabilizzando così la forma più elevata del diritto. La politica di questi ultimi anni, è giusto ricordarlo, non ha mai affrontato con chiarezza questa problematica, voltando le spalle e ignorando il triste panorama che si materializzava. Papa Francesco, in maniera quasi profetica, nell’enciclica Laudato sì del 2015 dipingeva la famiglia come “casa comune”, chiedendo il contributo di tutti. Oggigiorno, l’emblema dell’essenza della famiglia non sembra riguardarci, perché gli stessi interpreti della vita sociale non si riconoscono più tra di essi. Il mondo di oggi corre, scalpita e non si ferma più a pensare. Le nostre giornate sono un continuo bombardamento di notizie, dove il silenzio è qualcosa di assordante e fastidioso per la nostra vita. Pertanto, sperare in una nuova linfa per la famiglia è utopico, ma la speranza di scelte politiche mirate verso di essa possono alleviare le sofferenze e le difficoltà del quotidiano.

Giuseppe Capano

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