Camorra: arresti per affari illeciti su cartelloni pubblicitari

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All’alba di lunedì 15 luglio, la Direzione Distrettuale Antimafia ha coordinato un’operazione, dopo un’ordinanza emessa dal Tribunale di Napoli, finalizzata alla perquisizione e agli arresti di undici persone accusate di attività illecita, fraudolenta e di favoreggiamento nei confronti del clan casalese dei Russo-Schiavone.

L’operazione ha smascherato un’attività imprenditoriale legata a Mario Iavazzo, un pregiudicato che già nel 2010 era stato arrestato con l’accusa di gestire gli stipendi degli associati al clan casalese, le estorsioni ed altre attività economiche illecite.

Nel 2015 lo stesso era stato rilasciato, entrando nel settore pubblicitario, ma le azioni intimidatorie nei confronti della concorrenza lo hanno rimesso nel mirino dell’Antimafia. Infatti, in tempi non sospetti, Mario Iavazzo aveva fondato a Casal di Principe la Publione s.r.l, intestando, in maniera fittizia, le quote al fratello. Poi lo stesso aveva fatto la medesima cosa con un’altra società, la Adv Comunication s.r.l, intestandola al prestanome Nicola Sabatino.

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Nella gestione di queste due società e dei loro affari, Iavazzo era coadiuvato anche da altre persone di famiglia o in qualche modo legate, anche solo indirettamente, al clan dei casalesi, tra cui Armando Aprile, impiegato nel settore della cartellonistica pubblicitaria.

Quest’ultimo, infatti, tramite una sua società con sede a Carinaro, in provincia di Caserta, forniva il supporto logistico per le attività illecite della famiglia Iavazzo. I beni della società in questione sono stati sequestrati dalle autorità.

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Alla famiglia Iavazzo era legata anche la tipografia Ital Stampa di Villa Literno.

Inoltre, le indagini hanno rivelato il coinvolgimento nella vicenda anche della Cis Meridionale s.r.l, che gestisce il centro commerciale Jambo di Trentola di Ducenta.

La società, infatti, intratteneva rapporti con gli Iavazzo fornendo loro proroghe per contratti pubblicitari, intestandoli a Adv Comunication s.r.l.

Già in passato Cis Meridionale era stata indagata per una sua collaborazione con il clan Zagaria nella zona aversana.

Francesco Ambrosio

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