Caos in Venezuela

Attacco mercenario contro Maduro

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Fallito il recente tentativo di invasione in Venezuela: quindici le persone coinvolte ed arrestate nel corso degli ultimi due giorni, tra cui anche due cittadini americani. Il Presidente del paese latino-americano, Nicolas Maduro, ha definito i due statunitensi come membri della sicurezza del Presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump, mostrando i loro passaporti in diretta TV e rivelando così la loro identità. Si tratterebbe di Luke Denman, 34 anni, e Airan Berry, 41 anni. “Gli Stati Uniti - ha affermato Maduro - hanno deciso di sfruttare questo momento di pandemia per compiere attacchi terroristici”. “Abbiamo informazioni su chi ha finanziato questi movimenti di gruppi di mercenari, sappiamo tutto” ha inoltre aggiunto il presidente, sostenendo che le armi confiscate ai presunti assalitori “appartengono alle forze statunitensi”.

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Secondo i media venezuelani, tuttavia, lo sbarco navale partito dalla Colombia sarebbe stato progettato e pianificato da un gruppo di abili mercenari addestrati, otto dei quali sono deceduti dopo l’assalto. Gli uomini coinvolti nell’incursione, definiti da Caracas come veri e propri “terroristi”, sembrano provenire da uno dei campi di addestramento creati ad hoc in Colombia da Clíver Alcalá, ex generale dell’esercito venezuelano, consegnato agli Stati Uniti lo scorso marzo in quanto accusato di narcotraffico.

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Secondo quanto riportato dal Washington Post, l’operazione fallita fa parte di una più ampia e globale azione perpetrata ai danni del governo Maduro, anch’egli accusato di narcotraffico, sebbene ancora sostenuto dallo stato maggiore dell’esercito e all’estero, da Cina, Russia e Cuba. L’iniziativa di invasione sembra del tutto estranea e indipendente rispetto all’opposizione ufficiale guidata da Juan Guaidó, primo potenziale indiziato, sospettato di celarsi dietro questo tentativo di colpo di stato. Il 30 aprile 2019, infatti, Juan Guaidó si era rivolto pubblicamente all’esercito, nella speranza di una ribellione militare contro l’usurpatore Nicolas Maduro. Dunque, non risulta affatto sorprendente l’ingente numero di accuse pendenti sul capo di Guaidó, ritenuto colpevole di aver preso parte a complotti anti-Maduro, segretamente sostenuti dalla Colombia e dagli Stati Uniti nel corso dell’ultimo anno.

Elena Indraccolo

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