Cernobyl, scoperto il segreto per vivere su Marte

Si tratta di un fungo anti-radiazioni, che potrebbe trovare impiego anche nella medicina

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A più di trent’anni dal noto disastro nucleare che l’ha vista protagonista, Cernobyl continua a far parlare di sé, questa volta senza funesti allarmismi. Nel luogo dell’incidente, avvenuto nell’ormai lontano 1986, è stata fatta una scoperta sensazionale, già definita da molti scienziati “la chiave per vivere su Marte”. Infatti,un gruppo di ricercatori della Stanford University ha pubblicato sulla celebre rivista New Scientist un articolo su un fungo cresciuto all’interno del reattore nucleare della vecchia centrale, dotato della particolare proprietà di proteggere dalle radiazioni. La scoperta è stata poi testata sull’Iss (Stazione Spaziale Internazionale), perché si pensa che la peculiarità del fungo possa permettere la sopravvivenza dell’uomo su Marte, su cui vi è un’intensa radioattività.

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Nils Averesch, uno degli scienziati coinvolti nella ricerca sull’organismo, ha affermato che lo spessore dello stesso, di circa 20 centimetri, sarebbe in grado di annullare i valori annuali delle radiazioni che rivestono la superficie del pianeta rosso. Lo studioso ha inoltre aggiunto che all’inizio sono necessari solo pochi grammi, anche perché si è scoperto che il fungo è in grado di auto-replicarsi nell’arco di pochissimo tempo, soprattutto nel caso i raggi solari ne dovessero infrangere lo schermo anti-radiazioni.

In realtà, sebbene la scoperta sia piuttosto recente, già qualche anno dopo il disastro nucleare, negli anni ’90, furono rinvenuti alcuni funghi di colore nero nel reattore nucleare di Cernobyl, completamente pervaso da raggi gamma. Questo consentì agli scienziati di comprendere che i funghi producevano energia assorbendo i raggi gamma presenti nel reattore; processo, questo, poi definito “radio-sintesi” in quanto lavora alla stregua della fotosintesi clorofilliana che caratterizza le piante.

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Le proprietà del fungo potrebbero essere sfruttate in diversi ambiti scientifici: ad esempio, come supporto ai malati di cancro che periodicamente devono sottoporsi alla radioterapia, a chi lavora nelle centrali nucleari, ai piloti di aerei e per dare energia a strumenti elettronici.

Francesco Ambrosio

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