Come ti salvo l’isola

Dalla Scozia una commovente storia d’amore per la propria terra

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Il generale scozzese Lachlan Macquarie, tra i primi scopritori della terra di Australia ai primi dell’800 e nativo della piccola isola di Ulva, in Scozia, potrebbe oggi andar fiero della propria progenie.

“Vendesi una delle più belle isole private dell’Europa settentrionale: così recitava l’annuncio con cui ha avuto inizio la battaglia di cinque ostinati residenti dell’isola situata sulla costa occidentale della Scozia, decisi a difenderne la proprietà dalle mire di multinazionali russe o arabe o di magnati mediorientali.

Il proprietario del lembo di terra selvaggia, Jamie Howard, esponente di una famiglia aristocratica che possedeva l’isola da decenni, aveva deciso di metterla in vendita nello scorso luglio: 4583 acri di terreno per 7,5 miglia di lunghezza (12 km) alla cifra, decisamente non alla portata di tutti, di 4,25 milioni di sterline (4,77 milioni di euro). Nell’offerta erano inclusi una grande abitazione e una decina di proprietà.

Se un tempo la territorialità si difendeva a colpi di battaglie con morti sul campo, oggi provvidenziali campagne a mezzo di raffinate operazioni finanziarie, rigorosamente on line, hanno salvaguardato i pochi abitanti dell’isola dal rischio di sgraditi ospiti come coinquilini.

Grazie al diritto di prelazione contemplato dalla legge scozzese, gli abitanti dell’isola hanno potuto avviare una raccolta fondi e, in breve tempo, raggiungere la cifra pattuita per l’acquisto. Un’ondata di generosità scorre sul web quando si tratta di cause sociali che stimolano le corde più profonde degli individui: così, si è scatenata una vera e propria gara di solidarietà verso gli isolani, con centinaia di donazioni private che hanno visto lievitare la somma iniziale già messa a disposizione dal governo tramite prelievi dal lotto. Una campagna di crowdfunding, oltre ad un generoso contributo del colosso finanziario Macquaire, ed ecco che in breve tempo i cinque incalliti residenti dell’isola ne hanno ottenuto la proprietà tra le lacrime e la gioia di chi tifava per preservare questo meraviglioso spicchio selvaggio di paradiso da mire speculative.

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Una sorte avversa, per questa suggestiva isola dai tratti tipicamente scozzesi, quando già a metà del XIX secolo conobbe un abbandono in massa delle sue terre a causa del fallimento delle imprese locali di produzione di patate e di alghe. Gli abitanti, ridotti in povertà, non ebbero altra scelta che cercare fortuna altrove.

La vita sull’isola, oggi, è resa difficile da strade sconnesse e le case abitabili sono poche e malandate. Il tetto della vecchia chiesa è sostenuto solo da una scala a pioli. Gli ultimi 70 anni di gestione della proprietà Howard, improntata su una evidente parsimonia negli investimenti strutturali, hanno notevolmente compromesso le precarie e disagevoli condizioni di vita dei residenti passati, dagli 800 (negli anni di massima presenza) agli odierni sei.

Ulva è una perla incastonata nel comprensorio geografico di Mull, l’isola più estesa delle Ebradi interne, il cui paesaggio è caratterizzato da brughiere selvagge e suggestive strade che portano a spiagge bianche.

L’isola di Mull è, dopo l’isola di Skye, la seconda isola per grandezza delle Ebridi Interne. Da Mull partono le barche per raggiungere l’isola di Ulva.

Ulva deve la sua notorietà alla bellezza dei suoi scenari, apprezzabili con un semplice giro in barca. Il monte Ben More sovrasta l’isola, quasi a volerla difendere dai pericoli provenienti dal mare, mentre la spettacolare cascata Eas Fors dell’isola adiacente completano l’affresco di cartolina.

Ulva House, un complesso di 7 stanze costruito nel 1950, costituisce la principale abitazione dell’isola i cui abitanti ancora oggi vivono dell’allevamento di bovini e pecore, ostriche e turismo. Ma l’isola è conosciuta anche per le sue barche a vela e per una grande varietà di fauna: 123 le specie di volatili presenti, oltre a balene, focene e delfini. La sensazione di vivere in un’altra epoca, con i suggestivi rimandi storici che solo un luogo ameno alle evoluzioni moderne può regalare, è la prerogativa che già da sola vale il biglietto del viaggio per l’isola.

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Insediamento sorto, secondo stime, pressoché attorno al 5.600 a.C., Ulva, il cui nome significa Isola dei Lupi, è raggiungibile solo dal mare e percorribile esclusivamente con moto per fuoristrada o quad. Non ci sono pub, ristoranti, hotel, ma solo la bellezza selvaggia di una perla naturalistica dalle spiagge immacolate, che ha ispirato diversi poeti, tra i quali Beatrix Potter e Walter Scott.

Rimosso il simbolico cartello di vendita con un più rassicurante house sold, i cinque fortunati e tenaci residenti potranno finalmente godersi in esclusiva l’isola, con i suoi 1800 ettari di paesaggi incontaminati e con l’augurio che si smorzi presto l’interesse mediatico sulla questione, scongiurando così l’arrivo di orde di curiosi indisciplinati che potrebbero far storcere il naso al generale Mcquaire.

Maria Cristina Negro

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