Con Bertolucci e Tornatore si chiude l’edizione del Bif&st 2018

Svelate le date 2019-2020

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Un sabato effervescente, carico di emozioni forti, ha salutato questa nona edizione del Bif&st. Si cala il sipario sulla rassegna cinematografica barese che sarà ricordata per l’alto livello organizzativo, per la qualità degli eventi e per lo spessore dei personaggi del cinema che vi hanno partecipato.

Non so se il cielo di Bari fosse sotto una congiuntura astrale particolarmente favorevole, sta di fatto che in questa giornata di chiusura, fin dal mattino è stato possibile fare virtualmente colazione con Bernardo Bertolucci, prendere un aperitivo con Fabrizio Gifuni e una serie infinita di attori stranieri, gustare un caffè con il premio Oscar “Peppuzzo” Tornatore ed infine rilassarsi con un buon bicchiere di vino in compagnia della carismatica e sempre bellissima Zeudi Araya.

L’anteprima internazionale della versione restaurata di Nuovo cinema Paradiso, alla presenza del regista Tornatore, è stata salutata da un gremito pubblico che ha impegnato il teatro fino a tutto il loggione.

Il direttore del Festival, Felice Laudadio, ha ripercorso quell’esordio che trent’anni fa, ha visto proprio la città di Bari protagonista del lancio di una pellicola che ha segnato l’intera cinematografia italiana, vincendo come miglior film straniero la preziosa statuetta dell’Oscar nel 1990.

Quel 29 settembre, la prima mondiale del film fu proiettata nella splendida sala del Cinema Oriente di Bari. Una sala impreziosita dagli stucchi in barocco pugliese rimasta ancora oggi intatta. La proiezione del film fu seguita da dieci minuti di applauso delle 1200 persone che presenti.”

Il ricordo del regista Tornatore si lega alle persone con cui ha condiviso il lavoro del film “Dopo la proiezione, Franco Cristaldi mi chiamò e mi disse, " diamoci del tu" e io gli risposi che sarebbe stato più prudente attendere i risultati del film. Ma il mio ricordo legato a questo film, sono soprattutto i trent’anni di sodalizio con Ennio Morricone. L’ho sentito poco fa, in quanto sta lavorando per me, e mi ha detto di aver finito il lavoro, con un entusiasmo inalterato nonostante i suoi quasi 90 anni”.

Tornatore si è abbandonato al ricordo di quella prima collaborazione con Morricone resa possibile grazie all’insistenza del produttore Franco Cristaldi. Un primo diniego del maestro, a causa di un impegno per un film americano, lasciò preso il posto all’interesse di Morricone per la sceneggiatura del film di cui lesse il copione “mi squillò il telefono alle cinque di mattina” ricorda Tornatore “ Il maestro mi chiese di andare a casa sua. Mi guardò e mi chiese " ma tu ci vuoi il maranzano nelle musiche del film?" assolutamente no, gli risposi. "Bene" disse lui " allora possiamo lavorare" (il marranzano è lo strumento chiamato schiacciapensieri ndr).

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Si abbassano le luci del teatro e la magia prende il volto di Totò e le sembianze della terra di Sicilia. La colonna sonora rinnova quel patto con l’immortalità della pellicola.

In concomitanza della proiezione del film, al circolo Barion, poco distante dal teatro Petruzzelli, si è svolta la conferenza stampa per la chiusura del festival. E’ tempo di bilanci e proiezioni per le prossime edizioni. Al dibattito erano presenti il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano , il Sindaco della città di Bari, Antonio Decaro, La Presidente del Bif&st, Margarethe von Trotta, e Felice Laudadio. Ha coordinato il dibattito il presidente dell’Apulia Film Commission, Maurizio Sciarra.

La grande risposta di pubblico a tutti gli eventi proposti all’interno della rassegna, anche per certe retrospettive per cui ci si aspettava un pubblico di nicchia, denotano l’importanza del Festival per la crescita culturale del pubblico. Un lavoro di rieducazione alla visione di un film sul grande schermo, alla possibilità di partecipare a lezioni di cinema, alla visione di documentari scientifici con l’ausilio di scienziati che hanno reso possibile un confronto diretto con il pubblico, l’ indagine sul connubio tra arte e cinema, piuttosto che tra cinema e medicina.

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Il dato interessante è che il 60% del pubblico è formato da ragazzi. Le proiezioni di film del mattino sono state sempre affollatissime. Per una settimana i ragazzi delle nostre scuole hanno avuto la possibilità di confrontarsi sulla visione di pellicole che neanche conoscevano, con il lodevole risultati di staccare dall’abuso di cellulare.

Il direttore Laudadio ha posto l’accento sulla ricaduta del festival in termini di incremento del turismo sul territorio “Abbiamo scoperto che ci sono persone che programmano le ferie pur di non perdersi neanche un giorno della programmazione e, in questi giorni, il dato delle strutture ricettive parlano di un tutto esaurito. Quello che ci auguriamo è che ci possa essere una programmazione di manifestazioni che tenga conto dei dati e delle esigenze del festival. La concomitanza con altre manifestazioni certo non ci favorisce. Per la giornata di chiusura abbiamo dovuto rinunciare a portare circa una trentina di ospiti importanti perché gli alberghi sono al completo. Occorrerebbe pensare al Festival come accade a Cannes e a Torino dove il festival del cinema è programmato come unico evento in quel periodo”. Laudadio ha ripensato ad un Festival che dalla prossima edizione possa appoggiarsi a strutture rappresentative per una programmazione di maggiore respiro.

“La nostra proposta per il 2019 da portare in Consiglio Regionale è di portare il Bifest nei teatri e nei castelli di Puglia. Sappiamo che avremo la disponibilità dei meravigliosi teatri Margherita e Piccinni, di cui si stanno ultimando i lavori di restauro, che con il Petruzzelli ed il teatro Forma completano l’offerta per i lavori teatrali. Come ulteriori elementi di sostegno al progetto abbiamo individuato il Castello Normanno Svevo di Bari per mostre e manifestazioni a cui si aggiunge, per attività decentrate, il Castello Angioino di Mola di Bari, per il laboratorio di scrittura, ed il teatro Van westerhout di Mola di Bari per il laboratorio di recitazione. Nel 2020 la rosa si potrebbe allargare al Castello di Giovinazzo, il suggestivo teatrino di Conversano, il Castello di Taranto, il castello di Lucera, e così via, questa regione è una meraviglia, investiamo nel cinema per inventarci un festival che viva nei castelli e nei teatri.”

Per il 2019 le date già confermate del Bef&st vanno dal 27 aprile al 4 maggio, non senza una nota polemica del direttore Laudadio che aveva chiesto invece l’ultima settimana di marzo.

L’8 maggio”- ha spiegato il direttore – “ci sarà il Festival di Cannes e queste date troppo ravvicinate ci creeranno tanti problemi, senza considerare che in quella settimana la città di Bari è già in pieno fermento per le festività di San Nicola. Abbiamo insistito ma il sovraintendente ha detto che non potevamo avere la settimana richiesta. Per il 2020” – ha concluso Laudadio “vi comunichiamo le date che saranno 21-28 marzo, cascasse il mondo”.

Per intanto il ricordo dei bei momenti vissuti in queste giornate di cinema resteranno a lungo nel cuore della città. Al cinema che conta Bari dice arrivederci al prossimo Bif&st.

Maria Cristina Negro

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