Coronavirus, Fase 2

Nasce la ’sindrome del guardiano del faro’

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È surreale ciò che stiamo vivendo e sicuramente nessuno avrebbe mai soltanto immaginato che da un giorno all’altro sarebbe cambiata completamente la vita di ciascuno di noi. Siamo entrati da qualche giorno nella cosiddetta Fase 2: una fase in cui è possibile, lentamente, ritornare quasi alla normalità.

Ma che cosa è accaduto in tutto questo periodo? È rimasto intatto il mondo che abbiamo lasciato lì fuori? Non possiamo non notare che indubbiamente la realtà dinanzi a noi è cambiata e con lei siamo cambiati noi. Sono cambiate le nostre abitudini, i nostri ritmi, le nostre relazioni, il nostro essere. Perché inevitabilmente esperienze forti come queste ti mutano nel profondo.

"Ora siamo diventati tutti guardiani del faro che – come spiega all’Adnkronos Salute David Lazzari, presidente nazionale dell’Ordine degli psicologi - una volta usciti dall’isolamento sono combattuti tra il desiderio di libertà e di ritrovare i propri contatti e la paura del ’fuori’, un ’fuori’ diverso perché minacciato da un virus". Ed è vero: ci siamo abituati a questo nuovo modo di vivere, in un certo qual modo ci siamo isolati, con noi stessi e con il mondo che ci circonda. Ci siamo abituati perché l’uomo, prima o poi, riesce ad adattarsi a tutto, è nella sua indole… e ora? Ora accade che siamo spaventati, abbiamo quasi paura ad uscire, a ciò che prima della diffusione del Coronavirus facevamo normalmente… tutto ciò che precedentemente era normale, adesso è diventato così strano.

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Ed è da qui che nasce la ’sindrome del guardiano del faro’. Come possiamo superarla? "Quello che può proteggerci - afferma lo psicologo - è trovare dentro di noi un senso di equilibrio. Dobbiamo sviluppare una capacità di controllo nelle diverse situazioni in maniera nuova, in quanto ci viene chiesto di comportarci e relazionarci con un atteggiamento nuovo, diverso dal passato. Perché - argomenta l’esperto - non si è chiusa una parentesi e si torna al ’tutto come prima’, se così fosse sarebbe tutto molto più facile. Questa situazione diversa ci fa paura e ci chiede di riorganizzarci mentalmente".

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Questa emergenza che ha colpito fortemente tutto il mondo può e deve essere un’importante occasione per riflettere sul senso della vita, per apprezzare il valore delle piccole cose, per rafforzare i rapporti umani, per maturare sentimenti di umanità, di solidarietà, per sentirci migliori. Perché finora siamo stati totalmente travolti dai ritmi frenetici della quotidianità, estraniandoci quasi da noi stessi. Ora, però, è arrivato il momento quasi di riprogrammare la nostra vita, di modificare le nostre giornate, di reimparare a fare cose che prima facevamo automaticamente, perché "è come se fossimo tornati tutti neofiti, principianti rispetto alla vita", a una vita che ha cambiato le sue regole.

Giuseppe Capano

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