Coronavirus,oltre 560mila morti nel mondo. Oms: "Possibile trasmissione via aerosol"

In Italia 34.945 i decessi. Capua: "Prima pandemia in era big data, Italia colga occasione"

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Sono 12,5 milioni i casi di coronavirus Sars-CoV-2 registrati nel mondo e la pandemia di Covid-19 ha causato globalmente oltre 560mila morti, secondo il bilancio della Johns Hopkins University. Il Coronavirus Resource Center dell’ateneo segnala anche l’andamento nei vari Paesi del mondo e il record di casi totali è degli Usa con 3.184.722 contagi accertati, seguiti dal Brasile con 1,8 mln di casi e dall’India che è a quota 820.916.

Il maggior numero di decessi si concentra ancora una volta negli Usa (oltre 134mila) e Brasile (oltre 70mila), seguiti dal Regno Unito, il Paese europeo più colpito in termini di perdite, contando ad oggi 44.735 morti. L’Italia è alle spalle (34.900 morti).

cms_18253/OMS.jpg"Sono stati segnalati focolai di Covid-19 in alcuni ambienti chiusi, come ristoranti, locali notturni, luoghi di culto o luoghi di lavoro. Nel caso di alcuni di questi focolai non è possibile escludere la trasmissione via aerosol, in particolare in spazi affollati e poco ventilati in cui le persone infette trascorrono lunghi periodi di tempo. Ulteriori studi sono urgentemente necessari per indagare su tali casi e valutare il loro significato per la trasmissione di Covid-19". Lo afferma l’Organizzazione mondiale della sanità in un approfondimento scientifico sulla trasmissione di Covid-19. Nei giorni scorsi centinaia di esperti avevano chiesto all’Oms di tener conto del rischio legato all’aerosol.

Covid-19, precisa l’Oms, si diffonde principalmente "tra le persone attraverso un contatto diretto, indiretto (attraverso oggetti o superfici contaminati) o stretto con soggetti infetti tramite le secrezioni di bocca e naso. Queste includono saliva, secrezioni respiratorie o goccioline (droplets). Queste vengono rilasciate quando una persona infetta tossisce, starnutisce, parla o canta, per esempio. Le persone che sono in stretto contatto (entro 1 metro) con una persona infetta possono contrarre Covid-19 quando queste goccioline cariche di virus entrano in bocca, naso o occhi". Oppure attraverso superfici contaminate.

"Alcune procedure mediche - ricorda ancora l’Oms - possono produrre goccioline molto piccole (chiamate goccioline di aerosol o aerosol) che sono in grado di rimanere sospese nell’aria per periodi di tempo più lunghi". Quando tali procedure mediche vengono condotte su persone infette da Covid-19, questi aerosol possono contenere il virus e "possono potenzialmente essere inalati da altri soggetti presento, se non indossano adeguati dispositivi di protezione individuale. Pertanto, è essenziale che tutti gli operatori sanitari che eseguono queste procedure mediche adottino specifiche misure di protezione - raccomanda l’Oms - I visitatori inoltre non dovrebbero essere autorizzati nelle aree in cui tali procedure mediche vengono eseguite".

Per evitare il contatto con le goccioline cariche di virus "è importante stare ad almeno 1 metro di distanza dagli altri, pulire frequentemente le mani e coprire la bocca con un fazzoletto o un gomito piegato quando si starnutisce o si tossisce. Quando il distanziamento fisico (in piedi a un metro o più di distanza) non è possibile, è bene indossare una mascherina di tessuto. Anche la pulizia frequente delle mani è fondamentale", conclude l’Oms.

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cms_18253/LOGO-PROTEZIONE-CIVILE-NAZIONALE.jpgAltri 7 morti, 188 nuovi casi. E’ quanto emerge dal bollettino giornaliero nazionale sulla diffusione del coronavirus in Italia.I nuovi casi positivi sono quasi 90 in meno rispetto a ieri quando l’incremento era stato di 276. Sono in totale 13.303 gli attualmente positivi al virus mentre 242.827 sono i casi totali.Il numero complessivo delle vittime dall’inizio dell’emergenza sfiora i 35mila decessi (sono 34.945). Ieri si sono registrati zero nuovi casi in 4 regioni: Umbria, Molise, Valle d’Aosta e Sardegna.Sono stati compiuti ulteriori 45.931 tamponi in Italia, di cui 11.281 in Veneto e 7.055 in Lombardia. Il totale dei tamponi effettuati sale a 5.900.552.

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"Guardiamo a un lato positivo: la pandemia distrugge, è vero. Ma è anche generatrice di informazioni. E quella che stiamo vivendo è la prima pandemia che avviene in epoca di big data, misurazioni e sensori. Cogliamo l’occasione. L’Italia colga l’occasione". E’ l’invito che arriva dalla virologa Ilaria Capua, responsabile negli Usa dell’One Health Center of Excellence alla University of Florida. Il tema della cascata di informazioni generate su Covid-19 è stato oggetto di una riflessione affrontata dalla scienziata nei giorni scorsi in occasione di un webinar promosso dalla Fondazione Bracco.

"Noi - ribadisce la virologa all’Adnkronos Salute - con i nostri apparecchi stiamo filmando e studiando un fenomeno biologico di proporzioni epocali. La pandemia è un evento di grande trasformazione e noi ci siamo in mezzo non solo in modo passivo ma attivo", fa notare l’esperta che invita a sfruttare questi dati per "studiare la malattia sotto lenti diverse".

"Possiamo misurare per la prima volta tutto. Dal 1900 al 1999 ci sono state 4 pandemie di influenza. Allora non c’era certamente la stessa velocità di movimento delle persone che portano il virus che vediamo oggi. Ma non c’era neanche questa velocità delle informazioni, a volte giuste a volte sbagliate. Questa pandemia ci porta una quantità di dati pazzesca", conferma.

E per cogliere questa opportunità ci vuole la massima condivisione delle informazioni, sottolinea. "E’ chiaro che il futuro è in ’open access’ - osserva Capua - Insieme con Fabiola Gianotti" che guida il Cern di Ginevra "abbiamo lanciato un’iniziativa sulla piattaforma del Cern che si chiama Zenodo per avere un archivio strutturato e accessibile per questi dati che dobbiamo studiare e non possiamo più far finta che non ci sono. Sarà pure ora di incrociare sul serio ad esempio l’inquinamento con Covid, sarà pure ora di vedere l’impatto di tutte queste misure di sanità pubblica sulle infezioni ospedaliere".

Insomma, l’esperta fa notare che "ci sono ramificazioni che dobbiamo studiare e comprendere e potremmo risparmiare tantissimo facendolo. La sanità non può permettersi un’altra pandemia e la sanità italiana non può permettersi di buttare soldi per malattie evitabili. Vogliamo mettere in atto misure di sanità pubblica che riducano il costo sulla sanità? Per farlo dobbiamo mettere tutti i pezzi insieme e serve un cambio di mentalità".

Il Cern, conclude, "ci sta aiutando con l’infrastruttura e sarebbe fantastico che l’Italia diventasse leader. Siamo stati un Paese colpito così duramente" da Sars-Cov-2 "abbiamo implementato determinate norme, abbiamo una sanità pubblica e possiamo offrire conoscenza e mettere in campo la nostra esperienza per far avanzare anche quelli che non hanno avuto le nostre sfortune. Perché la pandemia - conclude Capua - non è un problema della Regione Lombardia, o dell’Italia, ma di tutto il mondo".

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