Coronavirus: la Croazia prepara la riapertura delle spiagge

Le prospettive turistiche per l’estate 2020

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In attesa di disposizioni da parte dell’UE, molti paesi europei stanno studiando delle strategie per riaprire le spiagge in vista della prossima estate, con l’assunzione di adeguate norme di sicurezza per prevenire il contagio da Covid-19.

Il turismo, infatti, rappresenta per molti paesi, soprattutto quelli dell’area mediterranea, una grande fonte di ricchezza economica, che rischia di collassare a causa dell’emergenza ancora in corso, nonostante il recente allentamento delle misure di contenimento attuate in Europa negli ultimi due mesi.

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Tra gli stati che provano a ripartire dal turismo in questa Fase 2 figura anche la Croazia, che sta preparando un piano alternativo per consentire l’attività delle proprie strutture ricettive e balneari. Ogni anno, infatti, in estate, circa 20 milioni di turisti si riversano sulle coste adriatiche del paese, la cui economia dipende in larga parte dal turismo. Proprio per questo il governo sta progettando di riaprire le frontiere - soprattutto quelle che separano la Croazia dai paesi attigui, come la Slovenia - per permettere l’entrata dei turisti entro i primi di giugno.

L’obiettivo principale è quello di creare in Europa dei “corridoi” autostradali e dei “ponti” aerei che permettano ai voli della compagnia Croatia Airlines di atterrare nello stato omonimo, ma solo se muniti di una certificazione sanitaria (rilasciata dal paese di partenza) in cui si dichiari la negatività al coronavirus.

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Si sta inoltre vagliando l’emissione di un “certificato rischio zero” che attesti la sicurezza di strutture e stabilimenti croati, per tranquillizzare i turisti e permettere loro di godersi le vacanze senza alcun rischio di contagio.

Per quanto riguarda le spiagge non vi sarà alcun divieto, ma saranno osservate tutte le precauzioni necessarie, come conferma anche Krunoslav Capak, direttore dell’Istituto di Sanità Pubblica croato. Quest’ultimo, però, durante l’intervista a un’emittente locale ha precisato che “vigili, bagnini, autorità locali e albergatori dovranno assicurarsi che lettini e teli non siano troppo vicini fra loro, perché il virus sarà ancora presente”.

Francesco Ambrosio

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