Covid,Del Prato:"Iperglicemici soggetti a rischio"

35.458 i decessi in Italia - Pregliasco:"No a trucchi abbassa-febbre"

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"L’iperglicemia, a prescindere da una condizione di diabete conclamato, si associa a una prognosi più grave nei pazienti affetti da Covid-19". E’ la conclusione di uno studio condotto dall’università di Pisa e dall’azienda ospedaliero-universitaria pisana pubblicato su ’Diabetes Care’. La ricerca ha valutato 271 pazienti ricoverati all’ospedale di Cisanello a Pisa nella fase più acuta dell’epidemia, dal 20 marzo al 30 aprile. Il lavoro è firmato da Alberto Coppelli dell’Unità operativa di Malattie del metabolismo e Diabetologia a nome del ’Pisa Covid-19 Study Group’.

"Abbiamo dimostrato come un valore della glicemia al momento del ricovero maggiore di 140 mg/dl, indipendentemente da una diagnosi nota di diabete, rappresenti un importante campanello d’allarme per identificare soggetti a rischio per i quali è necessario un approccio terapeutico ancora più mirato", spiega Stefano Del Prato, professore di Endocrinologia del Dipartimento di Medicina clinica e sperimentale dell’ateneo pisano, direttore dell’Unità operativa di Malattie metaboliche e Diabetologia dell’Aoup e coordinatore dello studio.

I pazienti ricoverati in Aoup per Covid-19 sono stati suddivisi in tre gruppi in base al valore glicemico misurato al momento dell’ingresso in ospedale. I tre gruppi selezionati comprendevano pazienti con un livello di glucosio inferiore a 140 mg/dl, pazienti con diabete mellito noto e pazienti senza diagnosi pregressa di diabete e con livelli di glicemia superiori o uguali a 140 mg/dl. Dal confronto di questi dati con i vari profili infiammatori, è emerso che "l’iperglicemia è un fattore predittivo indipendente associato a una prognosi più grave nei pazienti affetti da Covid-19".

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cms_18815/Min_Sanita_ISS.jpgTornano ad aumentare i casi di coronavirus: sono 1.367 i nuovi contagi registrati nelle ultime 24 ore secondo quanto rende noto il ministero della Salute. Rispetto a ieri sono stati eseguiti altri 93.529 tamponi. Vengono segnalati altri decessi, che portano il totale a 35.458 dall’inizio dell’emergenza. Sono 69 persone in terapia intensiva.

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"No ai trucchi ’abbassa-febbre’. Invito tutti alla responsabilità". E’ il monito lanciato da Fabrizio Pregliasco, virologo dell’università degli Studi di Milano. Su internet più di un sito offre consigli su come farlo. Oltre ai classici farmaci (dalla tachipirina all’aspirina) e agli impacchi ghiacciati, ci sono pagine che suggeriscono doccia o bagno tiepido, tisane calde con piante medicinali che stimolino la sudorazione con l’effetto di ridurre la temperatura corporea, ma anche rimedi più fantasiosi che chiamano in causa ingredienti casalinghi dall’aceto alle patate, fino all’aglio. Ma in tempi di pandemia di Covid-19, nascondere la febbre "è un gioco rischioso".

E c’è chi lo avrebbe fatto: la giornalista Selvaggia Lucarelli su ’Tpi.it’ segnala il caso di una ragazza che, pur di salire sul traghetto, avrebbe scelto il mix tachipirina e bottiglia gelata sulla fronte, riuscendo a superare i controlli temperatura all’imbarco, pur avendo la febbre. "E’ ovvio che tecnicamente funziona come ’fregatura’ - sottolinea Pregliasco - La tachipirina ha effetto antipiretico e il ghiaccio sulla fronte garantisce ulteriormente. Non ho avuto segnalazioni di episodi simili, ma diciamo che si possono immaginare questi tentativi". Magari ci sarà qualcuno che li ha adottati anche fra quelli che hanno raccontato sui social di aver avuto i primi sintomi appena fuori da aerei e traghetti. E non sono pochi.

"C’è un aspetto di non responsabilità in questo - evidenzia il virologo - perché si espone al rischio di contagio le persone che si hanno vicino durante il viaggio. E’ una scelta di comodo, ma dimostra non attenzione alla comunità". Intercettare i ’furbetti del termometro’ "è impossibile. Come si fa a distinguere una persona che non ha la febbre e una che l’abbassata?", ragiona Pregliasco. L’invito alla responsabilità è anche rivolto "ai genitori che si troveranno in difficoltà" con la riapertura delle scuole, il lavoro e la gestione ripetuta di misure come l’eventuale isolamento.

"Non sappiamo cosa succederà il prossimo anno scolastico - prosegue Pregliasco - Dobbiamo lavorare con il criterio di massima precauzione. E’ un diritto e un dovere. Le istituzioni devono garantire massima sicurezza per le famiglie, i ragazzi, il personale". Il ritorno fra i banchi "è sicuramente uno stress test. In alcune nazioni alcuni problemi ci sono stati. Vedremo come andrà".

E proprio la misurazione della febbre a casa da parte dei genitori è stata al centro di diverse polemiche. "Dà una responsabilità alle famiglie, ma rispetto all’alternativa - osserva il virologo - va valutato il costo-beneficio di mettere qualcuno a fare controlli col termometro all’ingresso dei ragazzi. Va valutato il rischio che si creino assembramenti, e la praticabilità. E poi bisogna trovare gli approcci migliori".

Certamente la misurazione fai-da-te della febbre da parte del genitore a casa espone a "un rischio errori. Mi rendo conto delle difficoltà dei genitori, alle prese con lavoro e gestione famigliare, che si ritroveranno a terra" davanti al proprio figlio con poche linee di febbre. "Sono tempi difficili. Ci vuole uno sforzo di responsabilità comunitaria".

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