Covid, lo studio: nel mondo domina nuovo ceppo più contagioso. Ok Commissione europea a cura con remdesivir.

In Italia i decessi dall’inizio dell’emergenza sono 34.833. Rt Italia sotto 1

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cms_18145/CORONAVIRUS_26_6_2020.jpgUn nuovo ceppo più contagioso di Sars-Cov-2 domina nel mondo. La notizia della scoperta di questa variante era circolata settimane fa, grazie alla pubblicazione su alcune riviste scientifiche di una serie di studi internazionali - fra i quali uno italiano, firmato da Massimo Ciccozzi, responsabile dell’Unità di statistica medica ed epidemiologia molecolare dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, Roberto Cauda, docente di Malattie infettive all’Università Cattolica di Roma e Antonio Cassone, docente di Microbiologia dell’Università di Perugia. Ora un team internazionale di ricercatori dimostra che la variante ha migliorato la capacità del virus di infettare le cellule umane e l’ha aiutata a diventare il ceppo dominante che circola oggi nel mondo.

Lo studio, pubblicato su ’Cell’, mostra che questa variante - la "D614G" . è più contagiosa nelle colture cellulari (in condizioni di laboratorio), e apporta una piccola ma efficace modifica alla glicoproteina Spike, usata dal virus per penetrare nelle cellule. Così la variante D614G di Covid-19 ha preso rapidamente il posto del ceppo dominante subito dopo la sua comparsa, con "un significativo spostamento nella popolazione virale dall’originale al nuovo ceppo del virus", rilevato dall’analisi di diversi campioni a livello internazionale. I ricercatori del Los Alamos National Laboratory nel New Mexico e della Duke University in North Carolina, hanno collaborato con il gruppo di ricerca dell’Università di Sheffield (GB) per analizzare campioni di genoma del virus pubblicati su Gisaid, una risorsa internazionale per condividere sequenze di genoma tra ricercatori di tutto il mondo.

Come spiega Thushan de Silva, docente in Malattie infettive presso l’Università di Sheffield, "abbiamo sequenziato i ceppi di Sars-CoV-2 a Sheffield sin dall’inizio della pandemia, e questo ci ha permesso di collaborare per dimostrare che questa mutazione era diventata dominante nei ceppi circolanti. Lo studio completo peer-reviewed pubblicato oggi conferma questo risultato. E anche che la nuova variante D614G è più infettiva in condizioni di laboratorio".

"I dati forniti dal nostro team a Sheffield hanno suggerito che il nuovo ceppo era associato a maggiori carichi virali nel tratto respiratorio superiore dei pazienti con Covid-19, il che significa che la capacità del virus di infettare le persone potrebbe essere aumentata. Fortunatamente in questa fase, non sembra che i virus con la mutazione D614G causino malattie più gravi", precisa.

"Ormai è possibile tracciare l’evoluzione di Sars-CoV-2 a livello globale - spiega Bette Korber, di Los Alamos nel New Mexico, autrice principale dello studio - perché i ricercatori di tutto il mondo stanno rapidamente rendendo disponibili i loro dati sulla sequenza virale attraverso il database Gisaid. Attualmente sono disponibili decine di migliaia di sequenze e questo ci ha permesso di identificare l’emergere di una variante che è rapidamente diventata la forma dominante a livello globale". I ricercatori sottolineano comunque che è necessario effettuare ulteriori analisi di laboratorio nelle cellule vive per determinare le implicazioni complete di questa mutazione.

IL PARERE DELLO SCIENZIATO - "La mutazione che abbiamo individuato e pubblicato un mese fa si è rivelata, come avevamo ipotizzato, determinante nel rendere Sars-Cov-2 più contagioso, come ha dimostrato ora lo studio pubblicato su ’Cell’. Ma questo non vuol dire che il virus sia diventato più cattivo o più aggressivo. E una conferma della maggior contagiosità di questo ceppo rispetto a quello cinese arriva anche dai focolai registrati nella Penisola. Una ’spia’ del fatto che il virus circola e che, se non si rispettano le misure, si tramette con facilità". Parola di Massimo Ciccozzi, responsabile dell’Unità di statistica medica ed epidemiologia molecolare dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, che all’Adnkronos Salute sottolinea come "il virus si sta adattando a noi, e questa mutazione D614G è abbastanza stabile: il virus non la perderà".

La buona notizia è che "gli anticorpi sviluppati contro questo ceppo possono curare anche quello cinese", e dunque la mutazione non influirà sulle terapie mirate e sui vaccini allo studio. "Quanto alla situazione italiana, mi pare che la popolazione stia abbassando la guardia. Capisco la stanchezza, se però nelle fabbriche o nei luoghi di lavoro i focolai sono la spia del fatto che qualcosa non ha funzionato, dobbiamo essere consapevoli che il virus circola e che, se non si rispettano le misure, si trasmette facilmente", avverte.

"Probabilmente i morti visti a febbraio e marzo non li vedremo più, ma la sfida adesso è proprio quella di individuare e circoscrivere i focolai". Secondo Ciccozzi, dobbiamo essere consapevoli del fatto che "c’è ancora un po’ di tempo prima di brindare alla vittoria contro il virus. Ora sta a noi: non dobbiamo farlo diventare endemico. E questo vuol dire che dobbiamo tenere duro ancora per un po’ e rispettare queste misure che ormai conosciamo bene e che si sono rivelate efficaci", conclude. (di Margherita Lopes)

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La Commissione europea ha approvato l’uso del farmaco remdesivir per il trattamento di casi gravi di Covid-19 nell’Unione Europea. "Non lasceremo nulla di intentato nei nostri sforzi per garantire trattamenti efficienti o vaccini contro il coronavirus", ha dichiarato Stella Kyriakides, commissaria europea per la Salute, in un comunicato stampa. L’approvazione del braccio esecutivo dell’Unione europea è stato l’ultimo passo per dare il via libera al primo trattamento autorizzato in Europa.

La decisione segue la raccomandazione dell’Agenzia europea per i medicinali (Ema), che la scorsa settimana ha concesso il ’disco verde’ al farmaco, venduto con il nome di Veklury*, per il trattamento di pazienti con Covid-19 di età superiore ai 12 anni che necessitano di ossigeno supplementare.

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cms_18145/LOGO-PROTEZIONE-CIVILE-NAZIONALE.jpgAltri 15 morti in Italia per coronavirus. I decessi dall’inizio dell’emergenza sono 34.833, secondo i dati diffusi dal ministero della Salute. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati altri 384 guariti, che portano il totale a a 191.467. I nuovi casi rispetto a ieri sono 223. I soggetti attualmente positivi sono 14.884. I pazienti ricoverati con sintomi sono 956 (-7), mentre quelli in terapia intensiva sono 79 (-3).

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cms_18145/coronavirus-italia-15_6_2020.jpg"Complessivamente il quadro generale della trasmissione e dell’impatto dell’infezione da Sars-Cov-2 in Italia rimane a bassa criticità con una incidenza cumulativa negli ultimi 14 giorni (dal 15 al 28 giugno) di 4,7 per 100.000 abitanti. A livello nazionale, si osserva una lieve diminuzione nel numero di nuovi casi diagnosticati e notificati al sistema integrato di sorveglianza coordinato dall’Istituto superiore di sanità rispetto alla settimana di monitoraggio precedente, con Rt nazionale inferiore a 1". E’ quanto emerge dal report dell’Istituto superiore di sanità e del ministero della Salute, con i dati del monitoraggio della situazione in Italia nella settimana dal 22 al 28 giugno.

Le stime Rt, si spiega, tendono a fluttuare in alcune Regioni e province autonome in relazione alla comparsa di focolai di trasmissione che vengono successivamente contenuti. Si osservano, pertanto, stime superiori ad 1 in Regioni dove si sono verificati recenti focolai. Persiste l’assenza di segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali e "non sorprende osservare un numero ridotto di casi che richiedono ospedalizzazione in quanto, per le caratteristiche della malattia Covid-19, solo una piccola proporzione del totale delle persone che contraggono il virus Sars-Cov-2 sviluppano quadri clinici più gravi".

Seppur in diminuzione, in alcune realtà regionali continuano ad essere segnalati numeri di nuovi casi elevati. Questo deve invitare alla cautela - si sottolinea - in quanto denota che in alcune parti del Paese la circolazione di Sars-Cov-2 è ancora rilevante.

Nel dettaglio, sono tre le Regioni italiane dove si registra, relativamente alla settimana 22-28 giugno, un Rt superiore a 1: si tratta di Lazio (1.04), Veneto (1.12) ed Emilia Romagna (1.28). Inoltre, la Valle d’Aosta vanta un Rt pari a 0 e la Lombardia è a quota 0,89.

"Sebbene le misure di lockdown in Italia abbiano permesso un controllo efficace dell’infezione da Sars-Cov-2, persiste una trasmissione diffusa del virus che, quando si verificano condizioni favorevoli, provoca focolai anche di dimensioni rilevanti" sottolinea il report.

"Il numero di nuovi casi di infezione rimane nel complesso contenuto. Questo avviene grazie alle attività di testing-tracing-tracking che permettono di interrompere potenziali catene di trasmissione sul nascere. La riduzione nei tempi tra l’inizio dei sintomi e la diagnosi/isolamento - si spiega - permette una più tempestiva identificazione e assistenza clinica delle persone che contraggono l’infezione".

In Italia c’è un "controllo efficace dell’infezione da Sars-Cov-2, ma va mantenuta alta l’attenzione" raccomanda il report Iss-ministero della Salute.

"Si raccomanda di mantenere elevata l’attenzione e continuare a rafforzare le attività di testing-tracing-tracking in modo da identificare precocemente tutti i potenziali focolai di trasmissione e continuare a controllare l’epidemia. È fondamentale - si legge - mantenere elevata la consapevolezza della popolazione generale sulla fluidità della situazione epidemiologica e sull’importanza di continuare a rispettare in modo rigoroso tutte le misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione quali l’igiene individuale e il distanziamento fisico".

In conclusione, la situazione descritta nel "report, relativa prevalentemente alla prima metà di giugno 2020, è complessivamente positiva con piccoli segnali di allerta relativi alla trasmissione. Al momento i dati confermano l’opportunità di mantenere le misure di prevenzione e controllo già adottate dalle Regioni e province autonome".

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