DALL’OLANDA: “UE, ORA ISTITUIAMO UN FONDO D’EMERGENZA”

I Paesi Bassi pronti a contribuire con un miliardo, ma confermano il “no” agli Eurobond

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Il premier olandese Mark Rutte sta lavorando ad una proposta per un Fondo di emergenza Covid-19 per aiutare gli Stati membri più colpiti dalla pandemia a far fronte alle spese legate all’emergenza sanitaria, senza alcuna condizionalità. I Paesi Bassi, pronti a contribuire con un miliardo di euro, presenteranno l’iniziativa al prossimo Eurogruppo. Si muove quindi qualcosa in uno dei tre Paesi “ostruzionisti” dell’Unione. L’Olanda, insieme a Germania e Austria, aveva bloccato l’idea degli Eurobond (noti anche come “Coronabond”, visto l’obiettivo a cui sono rivolti), fino a questo momento, senza proporre valide alternative per la difesa dei cittadini più deboli dell’Unione Europea. "Devo ammetterlo, non abbiamo fatto un buon lavoro di comunicazione. Non crediamo che gli Eurobond siano la risposta giusta alla crisi, perchè non risolvono il problema e aumentano i rischi a lungo termine per l’Eurozona, ma il nostro è un messaggio di solidarietà e a favore di una maggiore spesa pubblica", ha spiegato il Ministro delle Finanze olandese Woepke Hoekstra. In pratica, un mea culpacon un “ma”.

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Certo, viene da chiedersi come possa l’Olanda pretendere di sapere meglio degli Stati in piena emergenza quali siano le necessità attuali, dal punto di vista del contrasto tanto sanitario quanto economico. Comunque, questa proposta è di sicuro un passo avanti, che segue quello fatto in Commissione europea con il fondo anti-disoccupazione SURE, "che potrà mobilitare 100 miliardi di crediti, sulla base di garanzie messe a disposizione dagli Stati membri, per 25 miliardi”, come spiegato da Ursula Von der Leyen, che aggiunge: “Ad oggi l’Ue, e cioè le istituzioni europee e gli Stati membri, hanno mobilitato 2.770 miliardi di euro. È la più ampia risposta finanziaria ad una crisi europea mai data nella storia. Nei primi giorni della crisi, in troppi hanno pensato solo ai problemi di casa propria. Ma ora l’Europa ha cambiato passo”. È fuor di dubbio che, al netto di un colpevole ritardo, le istituzioni europee abbiano finalmente compreso l’urgenza di interventi forti a contrastare una crisi senza precedenti nel Dopoguerra. Oggi, l’UE è il nostro migliore alleato, e solo uniti potremo rialzarci.

Giulio Negri

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