DAL CULTO DEI LARI AL LAURIEDDRU IL FOLLETTO PUGLIESE

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Perchè i folletti sono tanto presenti nella cultura folcloristica italiana?
Non sono esseri citati nei testi sacri, non sono considerati demoniaci (almeno all’interno delle tradizioni popolari), quindi è lecito chiedersi da dove abbia avuto origine questa figura folkloristica che ancora oggi riesce ad incuriosire – e spesso itimorire – grandi e piccini.
Soprattutto in Puglia i folletti rappresentano i personaggi più citati nelle leggende popolari, hanno diversi nomi e sono descritti in maniera differente ma all’origine del loro mito c’è quasi sicuramente un’antichissima usanza che ha varcato i confini del tempo e dello spazio e che, in qualche modo, è giunta fino ai giorni nostri.
Per poter rispondere a quesiti citati in precedenza bisogna quindi ritornare in dietro nel tempo fino a riscoprire il culto dei "Lari".

Dal culto romano al folletto Pugliese.

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I Lari sono figure della mitologia romana che rappresentano gli spiriti degli antenati defunti. Solitamente considerati benevoli, questi spiriti avevano il compito di proteggere la casa dall’intrusione di potenze negative e vigilare sul benessere della famiglia.

Apulleio (Lucio Apulèio Madaurense, scrittore, filosofo e retore romano) li considerava demoni, come ci ricorda Agostino di Ippona (filosofo, vescovo e teologo romano di origine berbera e lingua latina. Conosciuto anche come Sant’Agostino) nella sua opera “La città di Dio”, ma occorre considerare che il termine “Demone” non aveva alcuna connotazione negativa all’epoca.
Infatti secondo il già citato Apulleio le anime umane avrebbero potuto trasformarsi in Lari, fantasmi o spettri, in base alle azioni benevole o malvagie commesse durante la vita.
Questi esseri venivano classificati in base al ceto e alle “abitudini”.

  • Lares familiares: Spirito dell’antenato che veniva raffigurato con una statuetta, solitamente di terracotta o legno, chiamata sigillum, che veniva conservata in apposite nicchie (Larario) all’interno dell’abitazione (domus). Durante particolari ricorrenze questi spiriti venivano invocati ed onorati, e per l’occasione era usanza accendere una fiammella (oggi diremmo un lumino) all’interno delle apposite nicchie.

Questi spiriti venivano rappresentati iconograficamente in moltissimi modi, anche con sembianze animali, ma la descrizione che più ritengo importante è quella che ci riporta Tito Maccio Plauto secondo il quale potevano essere rappresentati come bambini con grandi calzali (descrizione che si avvicina molto all’attuale immagine del folletto che popola i racconti folcloristici).

  • Lares Pubblici: Questi erano spiriti riconosciuti pubblicamente e non soltanto a livello privato, famigliare, e a loro volta si distinguevano in:
  1. 1. Lares Compitales: Lari degli incroci stradali
  2. 2. Lares Permarini: Protettori della navigazione.
  3. 3.Lares Praestites: Guardiani dei confini della città.
  4. Lares Augusti: Lari della famiglia imperiale, venerati come divinità in tutto l’impero.

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Cosa centrano quindi i Lari romani con l’attuale folclore sui folletti pugliesi?
Il termine LarioLares ben si accosta soprattutto al nome del folletto pugliese per eccellenza: il Lauro, noto anche come: Laurieddru, L’uru, La-vouria, La-Iura tutte evidenti distorsioni del termine originario, trasformatosi nel corso dei secoli in virtù delle contaminazioni culturali che in Puglia hanno dato origine a dialetti completamente diversi in base alle diverse aree geografiche (il foggiano è completamente diverso dal barese, che a sua volta è completamente diverso dal leccese ecc.).

Occorre anche considerare che in Puglia il culto dei Lari non si è mai realmente estinto, soprattutto nel Salento, territorio in cui è ancora costume posizionare le fotografie ritraenti i cari defunti (pagelline) su appositi altari illuminati da lumini, a protezione della casa e della famiglia.

Se il culto dei Lari può essere considerato l’origine della forma umanoide del folletto nostrano, e del suo nome popolare, da dove deriva il famoso cappello a punta che contraddistingue questo essere dispettoso ed imprevedibile?

Da un’altra bella contaminazione, o meglio, dalla sovrapposizione della figura del Lario con quella del Genius Cucullatus (cucullus indica il cappuccio), uno spirito descritto come un adolescente con un berretto sul capo, conosciuto anche con il nome di Telesphorus (un personaggio della mitologia greca,figlio di Asclepio e dio della convalescenza).

Oltretutto alcune abitudini negative oggi attribuite al folletto derivano evidentemente dalla figura dell’incubones, essere citato anche da Petronio nel Satyricon: geni dal cappuccio magico che renderebbero ricco coloro che riuscissero a rubarglielo.

Cosa dire, un salto nella storia spesso è indispensabile per comprendere i misteri del presente.

Mario Contino

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