DA MOLENBEEK, IN BELGIO, UNA LEZIONE DI INTEGRAZIONE MULTIRAZZIALE

IL FONDATORE RAMZI BOUHLEL: “VOLEVAMO ABBATTERE LE BARRIERE TRA UOMO E DONNA”.

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Da Molenbeek, un quartiere situato a ovest del centro di Bruxelles e oggi considerato come uno dei centri di arruolamento dei militanti della jihad, le giocatrici del “Molenbeek girls” (club di calcio femminile che attualmente occupa l’ottavo posto nel campionato regionale di Bruxelles-Brabant), hanno scritto, grazie allo sport, una delle più belle pagine di aggregazione sociale multi etnica degli ultimi anni.Il club, infatti, è formato da donne, dai 6 ai 36 anni, che provengono da paesi di origini diverse tra loro (come il Marocco, la Turchia, l’Italia la Tunisia, la Libia e tanti altri ancora) e che giocano insieme condividendo valori e regole semplici come il rispetto, la lealtà sportiva e la convivenza tra persone di culture diverse, laddove la diversità può diventare una importante risorsa capace di unire, piuttosto che dividere.

cms_3266/Foto_2.jpgLa società è nata da una idea di Ramzi Bouhlel, fondatore ed anche allenatore del Molenbeek girls. “Non è stato facile convincere famiglie e genitori - confessa il tecnico e insegnante di ginnastica di origini italo-tunisine a Lettera43.it - ma volevamo abbattere, innanzitutto, l’ostacolo base che separa le persone, quello tra uomo e donna”. Certo, non sarà stato facile, ma i risultati raggiunti sono ammirevoli. Da 40, il gruppo, in 6 anni, è cresciuto fino ad arrivare a 120 ragazze. Un successo che testimonia come sia possibile convivere con culture, colori e credi religiosi diversi. Poche regole all’interno del club, ma di sicuro tanto rispetto per le diversità. Lo sport, così, ancora una volta dimostra come sia possibile emozionare e abbattere tabù che sembrano insuperabili in altri contesti. E’ il caso di una giocatrice che, per amore del calcio, ha scelto liberamente di togliersi il velo o quello di una ragazza sordomuta (scartata da altri club) accolta con grande serenità e amore da Ramzi e dal suo staff. “Qui sono tutte benvenute – afferma con decisione Ramzi Bouhlel - e questo è un quartiere fatto di brava gente che non può pagare per gli errori di altri”.

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Così, ancora attuali, riecheggiano le emozionanti parole pronunciate da “Madiba” (Nelson Mandela), l’eroe della battaglia anti-apartheid, in occasione del Laureus World Sports Awards 2000, a Monaco: “Lo sport ha il potere di cambiare il mondo e parla ai giovani in un linguaggio che loro capiscono, creando speranze anche dove c’è disperazione. Ha il potere di suscitare emozioni e di unire le persone come poche altre cose al mondo”.

R.L.

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