DEMENZA SENILE

Buone nuove in campo medico!

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Al convegno delle Neuroscienze svoltosi in San Diego, è emerso molto chiaramente che i soggetti viventi che vengono adoperati per gli esperimenti (cavie) sono destinate ad ammalarsi di “demenza senile”.

cms_611/occhio.jpgTra l’altro, si presenterebbero anche neuro degenerazioni di una parte consistente della retina (La retina dell’occhio è una piccolissima e sottile membrana formata da diversi tipi di cellule. Si tratta, sostanzialmente, del rivestimento più interno del bulbo oculare, e la sua funzione sarebbe quella di trasformare gli stimoli luminosi in impulsi nervosi). Conseguentemente è ragionevole guardare ad un esame scrupoloso della retina quale segnalatore diretto nella valutazione dell’Alzheimer e nell’osservazione dell’ andamento della malattia. Lo studio in questione è stato condotto su un numero imprecisato di topolini geneticamente modificati che sono un comune modello sperimentale dell’Alzheimer.

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Spiegano, in una attenta nota, gli scienziati della Georgetown University Medical Center (GUMC) e della Università di Hong Kong che la demenza senile è stata più volte, collegata al glaucoma. (un innalzamento della pressione intraoculare, causata dal humor acqueo che non riuscirebbe più a fuoriuscire. Quindi la pupilla gonfiandosi danneggerebbe il nervo ottico provocandone danni irreversibili, causandone una diminuzione della vista in modo lento e graduale che potrebbe portare alla cecità). Così, questi attenti ricercatori, studiando meticolosamente l’occhio dei topolini cavia hanno notato che i due strati di cellule retiniche si assottiglierebbero visibilmente. (La retina, come innanzi accennato, è un’estensione del cervello in quanto parte dell’ occhio in cui le immagini si trasformano in segnali nervosi da inviare al cervello). Si evince, pertanto, che una patologia neurodegenerativa come l’Alzheimer interessi anche il tessuto retinico, che in qualche modo fa parte del sistema nervoso.

cms_611/OCT_tomografia.jpgAlla luce di quanto esplicitato, “La tomografia ottica a radiazione coerente è un esame, non invasivo, che utilizzando un fascio laser per fotografarne la retina”, potrebbe tornare utile anche nella diagnosi dell’Alzheimer. Questa malattia, essendo una patologia cerebrale degenerativa e progressiva, porterebbe alla perdita irreversibile delle cellule cerebrali. Questa graduale degenerazione porterebbe all’atrofia di alcune aree del cervello, alla riduzione di alcuni neuro trasmettitori, alla perdita dell’acetilcolina e ad una alterazione delle connessioni sinaptiche tra le cellule cerebrali l’apprendimento e la memorizzazione di diverse informazioni. Il risultato finale porterebbe a un declino mentale che comprometterebbe la capacità di ricordare eventi recenti, apprendere dati nuovi e svolgere le attività più comuni. Purtroppo dette alterazioni si manifestano subito dopo i 65 anni.

Francesco Mavelli

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