DIO PUO’ RIVELARSI A QUALCUNO? E COME?

Mi ha risposto….leggete come….

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Sono ancora le due di una notte calma, raccolto nella mia poltrona, nel mio studio, illuminato da una lampada a braccio, di quelle che si allungano e le puoi porre come meglio credi, fissata, con un morsetto, nell’angolo alto a destra della mia scrivania, che a cono illumina, in primo piano, le mie mani e mentre sfoglio appunti che lascio un po’ confusi, ascolto, con la mente, il ronzio leggero del silenzio, e, data la posizione supina, gli occhiali, scendono verso la punta del mio naso che meglio li sostiene.

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Sul mobile basso di fronte alla scrivania alloggia un “lume palla” ormai da anni mio carissimo compagno di giochi di luci che avvolgono i miei momenti, in un’atmosfera da sogno mentre il soffitto, quasi specchio dello stesso, si tinge di quei colori che, da rosso degradano all’arancione, al giallo e dal blu al verde.

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Data l’ora, la stanchezza inizia a farsi sentire, allungo il braccio verso la libreria adagiata al muro, dietro la mia poltrona, e cerco di sollevare alcuni libri, per leggere i titoli e magari prenderne uno. Ne sollevo alcuni e noto che, dalle pagine di uno di loro, scivolano alcuni foglietti che scendono giù svolazzando. Li raccolgo, cerco di ordinarli e mi soffermo su uno in particolare che conteneva alcuni miei appunti, che ricordo aver girato tempo fa alla mia redazione, affinché i miei colleghi fossero informati sulle linee guida del giornale e consigli sugli argomenti da trattate.

A un certo punto leggo tra i tanti: “Interviste impossibili”.

Sorrido mentre appallotto il foglietto e lo lascio cadere del cestino raccoglitore.

Ritorno alla ricerca del mio libro e, quasi a venirmi incontro con il dorso più avanti dei tanti, scorgo un raccoglitore di color giallo, lo prendo, non ricordandone il contenuto, lo apro e scorgo all’interno il volume della sacra Bibbia.

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Che ci fa la bibbia nel raccoglitore, mi chiedo nella mente… la poso sulla scrivania e rimetto a posto il raccoglitore.

Sarà anche stata la stanchezza, il riverbero di quel gioco di luci della mia “lampada palla”, noto che la copertina della Bibbia brillava, la prendo la apro e inizio a leggere…: “La verità è dentro di voi – parola di Dio “.

Sorrido e mi chiedo quante volte ho cercato io la verità, quella di Dio, ma Tu dov’eri?

Non ricordo più, saranno infiniti, i momenti che, nel buio più profondo della notte, ho cercato, con gli occhi della mente, la Tua esistenza, una Tua risposta, un Tuo segnale.

Quante volte, ho gridato, nel silenzio del tempo, verso l’universo infinito, di fronte al dramma di un essere umano, cercando di seguire con la mente le vibrazioni del suono, mentre viaggiavano lontano nella profondità immensa dell’universo, quasi a volere che lo stesso arrivasse in ogni angolo più remoto, perché Tu lo udissi.

Nella vita quotidiana di ognuno di noi esiste sempre un particolare momento, che ti porta a fermarti e riflettere maggiormente.

Tornando indietro negli anni, quelli del mio collegio, per intenderci, ricordo, i preti e le suore che mi dicevano sempre: “Dio sa tutto, vede tutto, perdona sempre, è giusto e misericordioso, è il creatore di tutte le cose, del cielo e della terra, del mondo visibile e invisibile”.

Sono cresciuto con l’eco di quelle voci che mi hanno accompagnato, quasi per mano, nel lungo cammino della mia vita. Ho imparato l’uso dell’equalizzatore umano, infatti, tutti i miei pensieri li trasferivo al cuore, perché convinto che lo stesso li avrebbe trasformati, rendendoli più caldi, conditi di quei valori, tanto ricercati oggi, che possedevo fin da fanciullo. Quando vedi negli occhi degli altri quel dolore che già conosci, leggi la loro più totale disperazione, costati l’ingiustizia e ti accorgi che tu non puoi far nulla, che addirittura sei diventato uno strumento legale affinché tutto continui, senza poter soccorrere chi oggi è più debole e bisognoso di te... è allora che ti domandi se Dio sia mai esistito, e se esiste, vorresti conoscerlo per domandargli perché non interviene mai.

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Sono un giornalista e vivo di domande, analizzo le risposte e cerco di trasferirle alla società nella quale vivo.

Mentre parlo nella mia mente, riprendo il cestino e scorgo quella pallina di carta che avevo qualche minuto prima riposto nello stesso. Cerco di aprirla, ci riesco facendo attenzione a non strappare nulla, apro il foglietto, con il palmo della mano, lo stiro e rileggo quell’appunto: “ Interviste impossibili”.

Che cosa volevo intendere quando ho scritto quella frase? Quali sono le interviste impossibili? Che io sappia tutte le interviste sono possibili l’importante è farle all’intervistato. Forse “interviste impossibili” vogliono dire irraggiungibili, nel senso che non è facile intervistare un personaggio importante, magari il Presidente degli Stati Uniti d America…o quello Russo, quindi complicate non impossibili…. E allora cosa volevo trasmettere con quelle due parole: “ Interviste Impossibili”? Se sono impossibili, vuol dire solo che non ci appartengono e come se volessimo intervistare Dio….

Intervistare Dio…. Che sto pensando. Come mai potrei, dov’è, come gli parlo, e poi cosa potrei chiedere a Dio? Magari:

Sei il Creatore?

Vorrei Conoscerti?

Posso accostarmi a Te?

Tu sei l’Onestà?

Tu sei il Perdono?

Nel frattempo avverto un bruciore agli occhi, la stanchezza è ormai all’apice, penso che sia meglio magari riposare, riprendo il mio foglietto, lo riappallottolo e lo rimetto nel cestino portacarte. Riposo la Bibbia sulla mia scrivania e mentre guardo il soffitto del mio studio colorato dei colori variopinti della mia lampada ….mi addormento….

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Un forte boato di un fulmine mi fa sobbalzare della poltrona… apro gli occhi. Vedo dalle fessure delle tapparelle che è già giorno e piove. La lampada sulla scrivania era ancora accesa così come quella sul mobile basso… mi stiro un po’ sulla poltrona, mi sollevo spengo le due lampade e, mentre sollevo le tapparelle, sento il vento e la pioggia che scende giù in abbondanza. Mi ero addormentato …. Vado verso la scrivania, prendo la Bibbia per riporla in libreria e sotto la stessa trovo quel foglietto di appunti che ricordo bene aver riappallottolato e riposto nel cestino. Era li, senza nessun segno di grinza, steso come se fosse appena uscito dalla cartoleria, con ancora quel mio appunto in bella mostra: “ interviste impossibili”.

cms_3970/foto_7.jpgRiapro la Bibbia e noto che alcune pagine sono piegate all’interno, cerco di aprirle per meglio porle per poi chiudere il libro, erano cinque pagine, la mia curiosità si accentua. Nella prima leggo: “Grande è il Signore, onnipotente, la sua sapienza non ha confini.”(Salmi 146:5)

Nella seconda: “Non si vanti il saggio della sua saggezza e non si vanti il forte della sua forza, non si vanti il ricco delle sue ricchezze. Chi vuol gloriarsi si vanti di questo, di avere senno e di conoscere me, perché io sono il Signore che agisce con misericordia, con diritto e con giustizia sulla terra; di queste cose mi compiaccio”. (Geremia 9, 22-24)

Nella terza: “Il Signore è vicino a quanti lo invocano, a quanti lo cercano con cuore sincero.” (Salmi 144:18).

Nella quarta: “La tua parola nel rivelarsi illumina, dona saggezza ai semplici. Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino.” (Salmi 118: 130-105)

E infine nella quinta: “Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, ma sono giustificati semplicemente per la sua grazia, in virtù della redenzione realizzata da Cristo Gesù. Dio lo ha prestabilito come strumento di espiazione per mezzo della fede, nel suo sangue.”(Romani 3:22-25)

Le risposte alle cinque domande ipotizzate…….

Chi ha piegato quelle cinque pagine?

Attilio miani

Tags: Dio,Interviste,chiesa,vaticano,paradiso,santi,miani,attilio,

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