DIREZIONE AL FEMMINILE PER L’OSSERVATORIO ASTRONOMICO DI CAPODIMONTE

Dopo 211 anni al maschile, è la volta dell’astrofisica Marcella Marconi

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In questi tempi, in cui l’attenzione è rivolta a situazioni poco edificanti che vedono comportamenti da codice penale da parte di uomini a danno di donne vittime innocenti (sia pure, a volte, non del tutto esenti dall’essersi incautamente esposte), non può non accogliersi con particolare soddisfazione la notizia della conquista di un posto di rilievo da parte di una esponente del genere femminile. Tanto più se in ambito lavorativo, tenendo in conto che, nonostante la nostra civiltà progredita sbandieri il vessillo di una parità che, al gentil sesso, non precluderebbe l’accesso alla quasi totalità delle attività, ne permane sempre il passo indietro alla scalata di posizioni verticistiche. Al riguardo, una felice eccezione ci viene dal più antico centro italiano in ambito di astrofisica, l’Osservatorio Astronomico di Capodimonte, la cui dirigenza è stata appena affidata a una 47enne toscana, la dr.ssa Marcella Marconi, chiamata a sostituire il dr. Massimo Della Valle, sin qui ultimo dei direttori di genere maschile avvicendatisi in 211 anni di attività della struttura che, voluta da Murat, sotto Ferdinando I° di Borbone fu impiegata in funzione della misurazione del tempo e delle rilevazioni meteorologiche. Quindi, essendo diventato, a far data dal 1900 sino ad oggi, un centro internazionale di grande valenza dedito ad approfondire lo studio del Sole con i pianeti extra solari e dell’evoluzione dell’universo stellare sino all’esplorazione di Marte - cui fa da supporto la costruzione di telescopi - il prestigioso Osservatorio Astronomico Napoletano avrà a capo della sua equipe, di 40 scienziati, la giovane Astrofisica, che vi prestava servizio già dal 2000 come ricercatrice. La stessa aveva già seguito stage a Vienna e a Los Alamos, in New Mexico, essendosi specializzata in Astronomia a Firenze dopo la laurea in Fisica a Pisa.

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Avendo vissuto il suo primo “innamoramento stellare” visitando, da bambina, il planetario di Viareggio, la nuova direttrice si propone di mantenere all’apice il prestigio dell’Osservatorio con l’incremento delle attività di ricerca e formazione, promuovendo maggiore trade-union con le Università e, soprattutto, attuando una convenzione con l’Università Federico II° per fornire opportunità di lavoro agli studenti.

Fra questi, infatti, saranno individuate le nuove leve da indirizzare ad essere valido supporto nei progetti che coinvolgono l’Osservatorio Astronomico campano a livello internazionale, in qualità di principale artefice della osservazione dell’universo grazie ai dati rilevati con telescopi sempre più potenti, di ultima generazione, di cui supporta la fabbricazione in Cile. Tra questi spicca il Vlt Survey Telescope, in funzione dal 2011 per la ricerca dei fattori elettromagnetici “scatenanti” la formazione delle onde elettromagnetiche.

Progetti notevoli riguardano, altresì, telescopi di prossima generazione ancora più potenti: come l’E-Elt che, costruito in Cile dall’European Southern Observatory, con i suoi 39 metri di diametro a quota di 3000 metri entrerà in funzione nel 2024 superando lo stesso telescopio astrale Hubber, sino ad ora caposaldo dell’astrofisica. Così il modulo “Maory”, di ottica adattativa, assolverà un ruolo fondamentale nel correggere, in corso di osservazione, le turbolenze atmosferiche; altrettanto, l’osservatorio Cta, in esecuzione sempre in Cile, per lo studio degli ambiti più estremi della fisica, come i buchi neri di cui sarà indagata la potenzialità energetica in base allo studio dei raggi gamma ad altissima energia.

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Non da ultimo, resta in campo anche l’evoluzione dell’esplorazione del pianeta Marte, al cui progetto concorrerà la posa in opera della sonda ExoMars2. Infatti, anche grazie ai rilievi delle distanze cosmiche che la sonda Gaia, in onda dal 2013, va trasmettendo, andando a fornire con grande precisione una mappa tridimensionale di oltre un miliardo di stelle, nel 2020 la nuova sonda - dopo il completamento della suddetta mappa - sarà impiegata nell’indagine degli elementi atmosferici che caratterizzano Marte. C’è da augurarsi una maggiore fortuna rispetto alla precedente missione del 2016, quando la prima sonda ExoMars non resse all’impatto con le asperità della superficie marziana.

In definitiva, all’insegna di una delle migliori rivendicazioni di genere, la nuova direttrice dell’Osservatorio Astronomico di Capodimonte si propone “in grande”, prefiggendosi di “lasciare un segno” che, certamente, non potrà mancare contando sul suo entusiastico trasfondere creatività tutta femminile. Chissà che non possa toccare a lei di parlarci, un giorno, di un ancora più fantascientifico telescopio in grado di individuare l’Ente Supremo nell’universo!

Rosa Cavallo

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