DISASTRO AMBIENTALE IN RUSSIA

Una centrale riversa 20mila tonnellate di petrolio nell’area della Siberia

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Foto impressionanti mostrano un catastrofe ambientale avvenuta in Russia, nelle vicinanze di Norilsk, dove si suppone che gli smottamenti del terreno siano causati dai cambiamenti del clima. Un disastro sotto tutti gli aspetti: nonostante il presidente russo Vladimir Putin abbia proclamato lo Stato di emergenza, 20mila tonnellate di petrolio continuano a riversarsi incessantemente nelle acqua della Siberia dal 29 maggio. Il contaneir colmo di diesel non ha retto alla tensione, dovuta a una modificazione dell’assetto della terra su cui poggia.

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Intanto, la società Ntek di Norilsk garantisce la sua innocenza e afferma che il disastro è frutto di un dislivello fatale e non prevedebile. In poco tempo i pilastri della centrale crollano, la terra cede, il petrolio si riversa nel fiume Ambarnaya che sfocia nel Mar glaciale artico. Inizialmente si sottovaluta l’avvenimento procrastinando i rimedi possibili fino a quando la catastrofe è accertata; solo allora la compagnia petrolifera pende in mano la situazione dichiarando l’emergenza. L’azienda sembra non essere esente da colpa, tuttavia il problema, come accennato sopra, è riconducibile ai cambiamenti climatici che da tempo sciolgono il permafrost, ossia il ghiaccio presente sopra e sotto la terra da migliaia di anni. Si tratta di un fenomeno che innesca un circolo vizioso causando un aumento non solo dei gas serra, ma anche della temperatura del Pianeta. Tenendo conto del fatto che più del 60% della popolazione Russa abita zone caratterizzate dal permafrost, sono ampiamente giustificate le preoccupazioni degli abitanti e di Greenpeace.

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Una questione che comincia anni addietro - prima ancora della nascita del movimento diretto dall’attivista Greta Thunberg -, quando gli scienziati si accorgono che la Terra sta subendo delle trasformazioni che influiscono enormemente sull’intero pianeta, effetto dell’azione dell’uomo. Ecco che, a quel punto, nasce la necessità di salvare l’ambiente dall’utilizzo irresponsabile delle risorse da parte di un uomo egoista nei confronti dei bisogni della natura. Un messaggio inizialmente inascoltato dalle multinazionali, che detengono da sempre il monopolio di interessi economici elevati e quindi delle conseguenti scelte produttive. Lo stesso Vladimir Putin appare preoccupato di fronte alla catastrofe Russa e irritato sapendo che il governatore del posto si è accorto dell’emergenza due giorni dopo l’accaduto, notizia appresa tramite i social media. Un duro colpo per la Russia, attualmente alle prese con la questione Covid, gli alti e bassi del prezzo del petrolio e gli accordi petroliferi Opec per tagliare la produzione petrolifera.

Alessia Gerletti

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