DUCKDUCKGO: 100 MILIONI DI QUERY IN UN GIORNO

Inizia la sfida con Google

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Sarebbe da stolti negare che quando si pensa ad un motore ricerca, non si pensi automaticamente pensare anche a Google. Quest’ultimo non ha bisogno di presentazioni, è infatti il sito più visitato al mondo, in quanto si occupa di catalogare e indicizzare le risorse del World Wide Web permettendo agli utenti di trovare qualunque cosa in pochi istanti. Per far si che tutto questo accada i server di Big G sono distribuiti su ben 10 centri di elaborazioni dati (chiamati anche server farm), per un totale di più di un milione di server. Un numero giustificato soprattutto dal fatto che devono gestire in pochi istanti miliardi di richieste. Al giorno d’oggi Google si è talmente radicato all’interno della nostra vita quotidiana, che nessun altro motore di ricerca si sognerebbe mai di rivaleggiare con lui in quanto sa che sarebbe una lotta persa in partenza. Anche se, superando lo scoglio della abitudinarietà, si possono trovare svariati motori di ricerca che fanno dei particolari il loro punto di forza: come ad esempio Bing di Microsoft che ogni giorno presenta un’immagine di sfondo diversa, e che è stato il primo ad aver introdotto la “infinite page” nella ricerca immagini.

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Ma quello che sta facendo più parlare di se ultimamente è DuckDuckGo (abbreviato in DDC), un motore di ricerca appositamente progettato per non immagazzinare alcuna informazione dagli utenti e di conseguenza darti il pieno controllo dei tuoi dati. Potremmo banalmente definirla come una perenne pagina di “navigazione in incognito” ma molto più sicura. Quando facciamo click sui link da Google o Bing anche in modalità incognito le voci di ricerca vengono inviate al sito che visitiamo nell’HTTP della stringa Url. Quando si apre una pagina, il dispositivo condivide automaticamente certe informazioni, come appunto l’indirizzo IP, che può essere utilizzato dai malintenzionati per identificarci.

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Al contrario DuckDuckGo impedisce che questo tracciamento si verifichi e lo elimina dalle impostazioni predefinite nei risultati di ricerca: qui i siti sanno che li abbiamo visitati, ma non con quale chiave di ricerca, e non possono accedere a informazioni personali per identificarci e offrirci servizi e pubblicità. DDG è perfetto soprattutto se stiamo utilizzando un computer che non è il nostro o se vogliamo fare delle ricerche non filtrate geograficamente o in base alle cronologie precedenti. Purtroppo però a DDG mancano alcuni cosiddetti “tools”, ovvero strumenti rapidi che appaiono in testa alla pagina di ricerca come ad esempio la calcolatrice o il dizionario. L’azienda della Pennsylvania ha infine da poco raggiunto il traguardo di 100.000.000 query digitate in un solo giorno, avendo una crescita media del 50% in più ogni anno. In conclusione, bisognerebbe scegliere saggiamente tra i due motori di ricerca in base a ciò che ho bisogno di sapere e non di scegliere quale è migliore dell’altro.

Francesco Maria Tiberio

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