Dal Senato alle paralimpiadi, passando per uno scandalo

Modi diversi di vivere la disabilità in Giappone

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Da Tokyo fa il giro del mondo la notizia che due parlamentari giapponesi con gravi disabilità motorie hanno partecipato per la prima volta all’apertura della sessione straordinaria della Dieta, a Tokyo. Si tratta del 61enne Yasuhiko Funago - che soffre di sclerosi laterale amiotrofica, o Sla - ed Eiko Kimura, cinquantaquattro anni - costretta su un lettino meccanico da quando era bambina a causa di una paralisi celebrale -, eletti alle ultime consultazioni per il rinnovo del Senato, lo scorso 21 luglio, tra le file del partito di sinistra Reiwa Shinsengumi.

Per consentire l’accesso dei due senatori si è reso necessario rimuovere le tradizionali sedie all’interno della Camera dei Consiglieri, e si prevedono nuovi lavori di abbattimento delle barriere architettoniche.

La notizia è una di quelle che fanno riflettere e che inducono a un immediato paragone con i politici di casa nostra. Le prime immagini che tornano alla mente, sono quelle di parlamentari spesso annoiati che durante le sedute usano il cellulare o il computer.

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Certo, dal raffronto con la dedizione ostentata dai senatori giapponesi, i nostri parlamentari ne escono, almeno da una prima impressione, parecchio bastonati ma, senza nulla togliere allo zelo dei senatori giapponesi, ci sembra doveroso, per dovere di cronaca, ricordare che sul tema della disabilità, c’è anche un altro aspetto che invece, getta ombre sull’operato del governo.

Ci riferiamo al recente scandalo che ha visto coinvolte le autorità nipponiche, accusate da diverse O.N.G. a difesa dei diritti dei disabili di avere condotto, per più di quarant’anni, una campagna di sterilizzazione forzata ai danni di migliaia di soggetti affetti da malattie o da ritardi mentali.

Il programma sotto accusa Eugenic Protection Project avrebbe iniziato a operare nei primi anni Cinquanta con l’intento di salvaguardare le qualità genetiche del popolo giapponese, mediante l’azzeramento delle capacità riproduttive dei soggetti colpiti da disfunzioni del sistema nervoso.

La campagna di sterilizzazione riguarderebbe 25mila disabili e sarebbe terminata nel 1996.

Le autorità respingono ogni addebito, anzi negano del tutto l’esistenza del progetto, tuttavia, per quanto si sforzino di replicare, pare sia giunto il momento di fare i conti con le O.N.G. che raggruppano i familiari delle vittime e che chiedono al premier Abe non solo di presentare scuse ufficiali ai familiari ma anche di stanziare, in tempi rapidi, un cospicuo risarcimento ai soggetti sottoposti alla sterilizzazione forzata.

Qualora l’accusa rivolta dovesse essere fondata, le stesse O.N.G., tra le altre cose, ritengono che il Giappone sarebbe “indegno” di ospitare le paralimpiadi del 2020.

Appare, tuttavia, abbastanza difficile dubitare che le paralimpiadi di Tokyo 2020 previste tra un anno, dal 25 agosto al 6 settembre, possano essere annullate.

L’imponente macchina organizzativa è già all’opera e prevede la partecipazione dei più grandi campioni dello sport disabile che si sfideranno in ventidue discipline paralimpiche. Si stima la partecipazione di 4.400 atleti che si contenderanno le 537 medaglie.

Sono già state scelte le due mascotte: Miraitowa e Someity. La prima è la mascotte delle olimpiadi, la seconda della paralimpiadi.

Miraitowa e Someity sono una coppia di amici che sembra uscita direttamente da un film d’animazionegiapponese. Apparentemente simili, i due sono in realtà molto diversi. Entrambi hanno dei super poteri: Miraitowa può spostarsi in maniera velocissima da un posto all’altro, mentre Someity può mandare e ricevere messaggi telepatici, oltre a spostare gli oggetti col pensiero.

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Mentre la mascotte delle paralimpiadi Someity, dal carattere mite e dalla grande forza mentale e fisica, è stata creata pensando alla forza della natura, la mascotte delle olimpiadi Miraitowa,è molto atletica, e possiede un carattere ispirato da un proverbio giapponese che dice di imparare dalle cose passate e ottenere una nuova saggezza da loro.

Che si tratti di un ammonimento?

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Tuttavia non bisogna dimenticare che il Giappone è il Paese delle contraddizioni, dove la più moderna tecnologia convive con le tradizioni più antiche. Non c’è quindi da sorprendersi nel vedere come su uno stesso tema, possano tranquillamente coesistere due facce di una stessa medaglia.

Nello specifico, la medaglia in questione è quella, anzi quelle, realizzate per premiare gli atleti delle Olimpiadi.

La meravigliosa iniziativa del Giappone, di quelle che meritano un plauso mondiale, consiste nel creare medaglie realizzate con metalli riciclati da dispositivi elettronici, compresi vecchi smartphone e laptop.

Per realizzare l’imponente lavoro servono circa trenta chili d’oro, oltre quattromila d’argento e più di duemila di bronzo. La raccolta del materiale è iniziata nel 2017, ed è frutto dell’impegno profuso dai cittadini e dalle aziende di tutto il Giappone.

Non per fare i soliti banali paragoni, però in Italia sembra di essere un po’ troppo indietro con la raccolta dei rifiuti… A ogni buon conto, se qualche politico volesse provarci, potrebbe apprendere dai colleghi del Sol Levante, qualche lezione sulla maniera intelligente di riciclare i rifiuti elettronici. Naturalmente, noi saremmo pronti a conferirgli una medaglia!

Gianmatteo Ercolino

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