Discordia tra Pentagono e Casa Blanca

Trump richiede lo schieramento di 10mila soldati per sedare le proteste

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Le proteste scatenatesi nelle scorse settimane, in seguito alla brutale esecuzione dell’afroamericano George Floyd da parte di alcuni poliziotti di Minneapolis, sarebbero riuscite a destabilizzare i solidi rapporti tra Casa Bianca e Pentagono, per una disputa circa le modalità e la proporzionalità delle misure da adottare per sedare le violenze derivate dai cortei.

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Il presidente Trump,infatti, avrebbe richiesto di dispiegare 10 mila soldati, distribuiti nei vari distretti che erano stati interessati dalle proteste, sotto il marco del suo adorato motto: “Law and order”, ribadito anche in uno dei suoi ultimi twit, in cui ringraziava profondamente la Guardia nazionale, il Secret service e la polizia del distretto di Columbia per il loro «fantastico lavoro», sottolineando il suo stupore per le esigue dimensioni della folla accorsa, rispetto alle sue aspettative.

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Di fronte a tale richiesta i vertici del Pentagono, rappresentati dal segretario della Difesa, Mark Esper, quanto il Capo dello Stato maggiore delle Forze armate, Mark Miley, hanno esternato pubblicamente la contrarietà del Dipartimento della Difesa, sull’impiego di un tale calibro di forze per sedare le manifestazioni. La preoccupazione del generale Miley circa la legalità di un decreto presidenziale che avrebbe disposto l’esercito contro i civili, l’avrebbe spinto a mettere a conoscenza delle intenzioni del Presidente, la speaker del Congresso, Nancy Pelosi,così come il leader dei senatori democratici, Chuck Schumer.

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Nei primi momenti il Pentagono aveva tra l’altro già assecondato la volontà del Presidente, schierando 1.600 militari, ritirati dopo 4 giorni, messi a disposizione in caso di necessità nell’area di Washington, assieme ai 5 mila della Guardia nazionale già mobilitati, che in seguito sono stati disarmati. Intanto le proteste proseguono sotto il grido forte di “Black lives matter”, che potrà sicuramente essere soddisfatto da un’esortazione alla legge e all’ordine, considerando che è proprio in mancanza di una legge giusta che ci si è uniti in un’unica voce.

Federica Scippa

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