Disinformazione online

Facebook ammette la diffusione di fake news

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La rivoluzione tecnologica di cui siamo stati ammirati spettatori prima e avidi consumatori poi, ha avuto il merito di rendere le nostre abitudini comunicative un piacevole intrattenimento da condividere in tempo reale e h24. C’è però oggi l’aspetto informativo che preoccupa e destabilizza istituzioni e noi tutti, ovvero fake news, disinformazione e amplificazione mediatica. Sul tavolo degli imputati siede uno dei social media più usati e apprezzati dagli utenti, Facebook. In un documento della società creata dal giovane Mark Zuckerberg, si ammettono una serie di attività a dir poco sospette realizzate grazie al social network in occasione sia delle elezioni presidenziali negli Usa, sia nel corso delle elezioni in Francia.

cms_6298/2.jpgUn numero impressionante di account, circa 30mila, sarebbero stati sospesi da Facebook perché utilizzati per manipolare le elezioni d’Oltralpe, mentre attività sospette ci sarebbero state anche per le elezioni in negli Stati Uniti, e in tutta questa operazione un ruolo determinante l’avrebbe avuto la Russia di Putin come il caso del furto di materiale dalle mail della candidata Clinton. Nonostante Facebook si sia prodigato in tempi non sospetti a garantire la correttezza dei dibattiti e nel controllare le informazioni veicolate attraverso il social, non è stato comunque possibile fermare i tentativi di manipolazione delle notizie e il dilagare delle bufale. Il nodo risiederebbe in finti account (False Amplifiers) creati ad arte per fungere come veicolo manipolatorio dell’opinione pubblica e di rete. Falsi account con l’unica finalità di diffusione di notizie e di immagini false che agiscono coordinatamente per ingigantire l’effetto dell’opinione degli elettori sull’esito di una campagna elettorale. Tutte azioni coordinate e operativamente gestite da soggetti con una buona conoscenza delle dinamiche e delle realtà politiche da colpire, con il servizio e il supporto di account di basso livello. Facebook, a causa della sua notorietà e della sua diffusione a livello mondiale, è stato inoltre utilizzato per divulgare informazioni in grado di colpire alcuni personaggi di spicco della politica internazionale.

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Il tema resta caldissimo e domina l’attenzione di tutti i governi nazionali, pronti a varare leggi e provvedimenti in grado di colpire economicamente quei social media che si rifiutano o comunque non provvedono a rimuovere le fake news. Le industrie del web da parte loro si stanno prodigando sempre più per salvaguardare l’informazione di qualità, proteggendola dai continui attacchi di fonti non autorevoli e dunque false. Agli utenti, infine, verrà data la possibilità di segnalare a chi di dovere ogni tipo di attività informativa e divulgativa sospetta presente in rete. La manipolabilità dell’opinione pubblica entra nell’agenda sociale e in quella politica. Facebook, ma potremmo citare altre piattaforme simili, è diventato il centro nevralgico da cui passano gran parte degli interessi di miliardi di persone, un agglomerato e una piazza pubblica dalle dimensioni improponibili per qualunque dittatore del passato. Solo che sul terreno virtuale della rete non passano eserciti, ma l’arma della disinformazione tenuta ben stretta da governi e organizzazioni. L’epoca della post-verità o delle verità tramite post si arricchisce ogni giorno non solo di notizie false, ma anche di e-mail e documenti prima rubati e poi diffusi in modo amplificato a fini geopolitici, arricchendo la palude della propaganda di operazioni di vera e propria intelligence e di controspionaggio informatico in cui la parola chiave è amplificazione di messaggi distorti e non veri. È una questione che riguarda la sicurezza nazionale di ogni Paese, al di là di quelle che possono essere le naturali scadenze elettorali, e che possono riguardare tentativi di hackeraggio, diffusione di malware, spam e truffe finanziarie, un sottile e tenace tentativo di minare dalle fondamenta il senso civico e la naturale convivenza di un Paese attraverso quel detonatore formidabile e potentissimo di amplificazione di cui è dotato ogni utente.

Andrea Alessandrino

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