Dpcm e aiuti: contributi, cassa integrazione e indennizzi (Altre News)

Busta paga, chi guadagna di più: le novità

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Dpcm e aiuti: contributi, cassa integrazione e indennizzi

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Un contributo a fondo perduto entro metà novembre a favore dei settori più colpiti: questo il provvedimento d’urgenza previsto per le attività economiche messe in difficoltà dalle nuove restrizioni anti-Covid a seguito del Dpcm entrato in vigore oggi e che sarà pubblicato domani in Gazzetta Ufficiale.

L’importo sarà più elevato per chi da oggi deve chiudere del tutto i battenti per almeno un mese, come cinema, teatri, sale bingo, palestre, piscine, centri sportivi. Mentre somme inferiori saranno destinate agli esercizi che vedranno limitata la propria attività, senza quindi una completa chiusura, come bar, ristoranti, pub, pizzerie.

A differenza del fondo perduto erogato in primavera, questa volta non verrà richiesto il requisito della diminuzione del fatturato o del volume d’affari: la scelta delle attività, dunque, avverrà in base ai codici Ateco. Il contributo sarà automatico per chi l’ha già ottenuto nella passata edizione. In questo caso, quindi, non si dovrà presentare domanda. Negli altri casi, 10 giorni dopo la richiesta, verrà erogato l’aiuto direttamente sul conto corrente dell’interessato.

Il provvedimento prevede anche aiuti per gli affitti commerciali e la cancellazione della seconda rata Imu prevista per dicembre per le attività coinvolte nella chiusura. Ci sarà anche un’ulteriore proroga della cassa integrazione (si parla di altre 10 settimane per arrivare al 31 gennaio 2021, più le 8 settimane previste dalla legge di Bilancio), un contributo una tantum per gli stagionali del turismo, dello spettacolo e dello sport ed una quarta mensilità del reddito di emergenza.

"Sono già pronti gli indennizzi a beneficio di tutti coloro che verranno penalizzati da queste nuove norme", ha dichiarato ieri il premier Conte in relazione ai ristori destinati alle attività penalizzate dal nuovo Dpcm. “Mi rendo conto – aveva detto - dei nuovi sacrifici che stiamo chiedendo soprattutto ad alcune categorie: ristoratori, proprietari e gestori di palestre, artisti, artigiani. Non mi piace fare promesse, preferisco prendere un impegno a nome del governo: sono già pronti gli indennizzi a beneficio di tutti coloro che verranno penalizzati da queste nuove norme".

Busta paga, chi guadagna di più: le novità

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Busta paga, novità in arrivo. Il taglio del cuneo fiscale previsto nella manovra per il 2021 promette buste paga più pesanti ai lavoratori dipendenti del settore privato. La variazione, sottolinea laleggepertutti.it, dipende dal contratto nazionale di categoria e dall’inquadramento, ma si stima un beneficio compreso tra l’1% ed il 4,7% annuo.

Negli ultimi mesi, come ha ricordato Il Sole24Ore, si sono susseguiti una serie di interventi: i Governo già l’estate scorsa ha sostituito da luglio il bonus Renzi da 80 euro con il bonus Lavoro da 100 euro al mese per chi ha un reddito inferiore a 28mila euro l’anno. C’è stato, poi, l’intervento sulla fascia da 28mila a 40mila euro ai quali veniva riconosciuto un beneficio simile per il secondo semestre del 2020, che si riduceva progressivamente con l’aumentare del reddito. La novità dell’attuale manovra è che il taglio del cuneo fiscale per questa fascia di reddito, cioè tra 28mila e 40mila euro, viene stabilizzato.

Significa, ad esempio, che un impiegato dell’industria che guadagna 34mila euro avrà nel 2021 un aumento in busta paga di circa 1.100 euro, cioè più o meno 92 euro al mese. Decisamente più basso l’incremento nel settore edile, dove si prevede per l’operaio come per l’impiegato un aumento di circa 20 euro al mese.

Al beneficio avranno accesso:

lavoratori dipendenti o assimilati;

lavoratori soci delle cooperative;

titolari di reddito da borse di studio o da assegno, premio o sussidio per motivi di studio o di addestramento professionale;

collaboratori con co.co.co.;

sacerdoti;

titolari di pensioni di previdenza complementare;

titolari di partita Iva in forma autonoma o di impresa.

Sarà necessario, in ogni caso, avere un’imposta lorda superiore alle detrazioni di lavoro: significa che non avranno diritto al beneficio gli incapienti. Il trattamento viene riconosciuto direttamente dal sostituto d’imposta.

Redazione

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