E-COMMERCE

Il negozio che non chiude mai

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cms_22256/1.jpgC’è un settore in Italia e nel mondo che sembra non conoscere crisi e che in particolare negli ultimi due anni, ha conosciuto una crescita esponenziale mai vista prima. Agevolato dagli effetti della pandemia, l’e-commerce ha rappresentato vuoi per ridurre i rischi di contagio, vuoi per la possibilità di risparmiare rispetto al negozio fisico, un valore che ha sfiorato nel 2019 i 31,6 miliardi di euro, un + 15% rispetto al 2018, un incremento in valore assoluto che è il più alto di sempre. Per il 2020 le cifre complessive dicono che gli acquisti on line fatti dai consumatori italiani varranno ben 22,7 miliardi di euro, cioè 4,7 miliardi in più rispetto al 2019, anno già di enorme crescita per il settore. Le cifre da capogiro portano molti esperti a pronosticare per l’immediato futuro un’ibridazione tra canale fisico e canale digitale: il negozio fisico avrà il suo sito e-commerce, il negozio online avrà il suo negozio fisico. Dando uno sguardo al resto del mondo si nota come sia la regione asiatica a spingere forte sul settore del commercio elettronico con India e Filippine in testa, paesi già noti come dediti ormai da parecchio tempo all’acquisto elettronico, in particolare di tecnologia e abbigliamento. Tornando però al caso italiano le ricerche sul campo dell’e-commerce affermano che oltre il 40% del fatturato derivi dal cosiddetto mobile commerce, ovvero la vendita di prodotti e servizi con dispositivi mobili da parte di oltre il 75% dei consumatori italiani che hanno fatto acquisti online usando smartphone o tablet.

cms_22256/2.jpgIl livello di crescita del nostro Paese nel settore del commercio elettronico negli ultimi 5 anni, pone l’Italia tra i primi sei paesi europei in grado di generare il 70% del fatturato dell’intero e-commerce europeo. I consumatori italiani, stando ai report del settore, si rivolgono soprattutto ai grandi marketplace del web dai quali acquistano sia beni che servizi, che a causa come detto prima della perdurante crisi sanitaria e dei ripetuti lockdown, hanno registrato un fortissimo incremento, oltre 5,5 miliardi di euro in più rispetto al passato. Oggi è dunque impossibile e innegabile non affermare come il settore dell’e-commerce sia divenuta una realtà consolidata nelle abitudini del consumatore, travolto da un processo di costante trasformazione nel campo dell’evoluzione tecnologica tanto da stravolgerne le abitudini di un tempo legate al negozio fisico. Lockdown o no, lo stato di emergenza ha portato i canali online a offrire alternative (non solo nell’offerta di beni ma anche per esempio nel delivery) valide e organizzativamente solide per attività di marketing. Re-inventare il commercio, diversificare l’offerta, intercettare quelle che sono le mutate esigenze del consumo e del consumatore fanno sì che alla lunga l’e-commerce possa grazie alla sua lungimiranza tecnologica, sostenibilità e creatività offrire uno spunto anche per risollevare le sorti del commercio off line.

cms_22256/3.jpgSaranno le nuove figure di consumatori ancora una volta a spingere il settore del commercio verso nuovi orizzonti di spesa e in particolare verso nuove abitudini di consumo, sempre più sostenibile e sempre più orientato a scelte consapevoli e di lunga durata, e oggi i nuovi volti dei consumatori sono giovani adulti, giovani e adolescenti dotati di una maggiore capacità di iniziativa. Se ogni generazione è figlia del suo tempo, i Millenials sono tra coloro che sono andati a definire norme comportamentali inedite e con un’affordance degli oggetti ormai del tutto digitale. Il valore dell’esperienza ha assunto per loro come per le generazioni successive (GenZ e Gen Alpha), un peso specifico maggiore rispetto al mero possesso di un oggetto. Tutto deve volgersi sul lato esperienziale dell’acquisto, fornendo al consumatore un contesto immersivo nel quale il brand non solo si mostri ma offra il suo stile di vita, in uno storytelling che coinvolga e racconti i valori significativi dell’individuo. Il cambiamento offerto dalle marche negli ultimissimi anni, riguarda un completo stravolgimento delle vecchie abitudini di acquisto che, partito dal mondo del digitale, si sta espandendo anche nel settore retail. Uber e AirBnB in quest’ottica non devono essere solo demonizzati per la loro potenza commerciale basata sull’abbattimento dei costi e concorrenza sleale, ma devono essere lo spunto ideale per approcciare diversamente nuovi pubblici e nuovi stili di vita.

Andrea Alessandrino

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