ECONOMIA COMUNE

Una summer school per parlare di uguaglianza

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"L’economia che da secoli si occupa di beni privati ora deve focalizzarsi di più sui beni comuni". Non va per il sottile Paolo Sartori, uno dei tutor che coordina l’iniziativa summer school di The Economy of Francesco. Incontri che prevedono non solo la presenza di economisti, ma anche di filosofi e sociologi. Ragionare sul "bene comune" non è una cosa semplice, e se non si adottano le giuste precauzioni si rischia di ridurre il tutto a una riunione di salotto. L’intento è tutt’altro, perché in una società liquida e indifferente come la nostra, porre degli spunti può risultare utile per tutti.

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L’iniziativa patrocinata anche dalla LUMSA (Libera Università Maria Santissima Assunta), si svolgerà a Gubbio fino al 4 settembre. Punto focale delle discussioni sono i beni comuni globali, che riguardano l’uomo all’interno del suo habitat. Infatti, atmosfera, biodiversità, oceani, foreste, possono essere il punto di partenza per svoltare realmente.

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Lo stesso Sartori è fiducioso per il futuro e non nasconde il suo entusiasmo nel trattare tematiche così complesse: "Questa dei beni comuni, è una questione che si riflette da anni, basti pensare che si discuteva già nei primi anni del 900". Una vera emergenza che rischia di passare in sordina, perché si tende a dimenticare l’importanza della nostra comune. Forse abbiamo smarrito la vera essenza del condividere ed è per questo motivo che tutto ci sembra così banale. Niente ci è dovuto dovremmo ricordarlo, ma visti i tempi non siamo troppi fiduciosi.

Giuseppe Capano

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