EMILY IN PARIS: LA CELEBRAZIONE DEL KITSCH CHE NON DIVENTA CHIC

L’onirico contamina il daily secondo i codici di Giambattista Valli

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La serie TV, Emily in Paris, trasmessa dalla piattaforma Netflix è alla sua seconda stagione, ma già dalla prima stagione è diventata virale tra tutte le fashion addicted del pianeta per gli outfit e per i beauty look sfoggiati dalla protagonista. La serie TV debutta nel 2020 ed è incentrata sulle vicende di Emily Cooper, interpretata dall’attrice Lily Collins, costretta a trasferirsi a Parigi per continuare il suo lavoro di marketing e pubbliche relazioni. Nel trasferirsi a Parigi, l’americana Emily, deve confrontarsi con una nuova cultura e nuovi stili di vita che però, sin dai primi episodi, la serie Tv ha sviscerato con luoghi comuni e antichi cliché su Parigi e sui francesi che oggi non ha più senso raccontare. E se questo aspetto poteva, con buona pace dei francesi, passare sotto silenzio, per i fashionisti più attenti, non poteva passare sotto silenzio l’estremizzazione di cosa significhi essere cool e trendy. Gli arditi outfit della protagonista, i tanti mix and match che hanno un che di grottesco ha scatenato in molti una domanda fondamentale: “siamo così sicure che lo stile di Emily in Paris sia poi così cool?

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Ad oggi, l’unica certezza, è che gli outfit di Emily hanno portato una gran fortuna a Netflix, la piattaforma ha aperto uno shop online per poter acquistare alcuni degli abiti e degli accessori indossati dalla protagonista e dalle sue amiche per poter replicare un guardaroba da vera parisienne. Ma siamo così sicure che le parisienne vanno in giro conciate come Emily? Anche alcuni brand di beauty, tra cui Lancome di cui l’attrice è beauty ambassador, hanno creato linee ad hoc ispirandosi al make up di Emily. Tra gli addetti ai lavori del fashion system le aspettative, ahimè deluse, sui costumi della serie curati da Paricia Field erano altissime, soprattutto perché lei aveva curato i costumi di film e serie cult per le fashion addicted come: Il Diavolo veste Prada e Sex and the City.

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Guardando la serie TV saltano subito all’occhio combinazioni cromatiche al limite del grottesco, perché se è vero che l’abilità di una fashion addicted sta nel provare accostamenti arditi ed inusuali, è altrettanto vero che alcuni outfit della protagonista risultano al limite del ridicolo. Molti outfit contemplano la coabitazione del rosso, del rosa, del verde e del viola, di mix and match di pattern che per i costumi di Halloween sarebbero ritenuti arditi. Anche gli accessori sono esagerati, maxi, troppi per un solo outfit e cromaticamente fuori focus rispetto agli outfit e allo stile di vita di una giovane donna parigina, la quale si sposta in città sui mezzi pubblici e di conseguenza ha un mood più sporty, dove i tacchi vertiginosi e le stravaganze sono riservate alle poche occasioni speciali e non alla vita di tutti i giorni come usa fare la stravagante americana trasferitasi nella ville lumiere.

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Anche l’acconciatura e il make up di Emily tradiscono la scarsa conoscenza della parisienne contemporanea che predilige un make up minimal e un’acconciatura di quella che sembra appena scesa dal letto e catapultata in strada con i capelli lasciati liberi di giocare con il vento o al massimo legati in uno chignon del tutto casuale. Sia ben chiaro che il tutto è fintamente buttato lì, ma il risultato è ben diverso da quello di Emily che trascorre le sue giornate perennemente con un’acconciatura fatta da onde perfette con l’aria di chi è fresca di hair stylist e con un make up degno di un red carpet. Le acconciature e il make up sono stati volutamente un omaggio ad una grande diva francese come Brigitte Bardot, ma che non rispecchia la parisienne del 2022 che non si rifà affatto al mood anni ’60 e alle acconciature “cofana2 dell’attrice. I colori vivaci, gli accostamenti cromatici, per così dire surreali e la coabitazione improbabile di pattern agli antipodi tra loro sono il tocco made in USA, ma che non hanno nulla a che vedere con la palette colori del mood parisienne fatta di blu, di rosso, di nuance neutre e con soli due pattern d’elezione: righe e pois. La costumista Patricia Field ha dichiarato che l’uso importante dei colori ha voluto lo scopo di rimarcare il carattere allegro della protagonista e quella di dare un’iniezione di ottimismo e spensieratezza che, in questi tempi di pandemia, è indispensabile come l’aria. L’intento è stato certamente nobile, ma il risultato è stato alquanto grottesco nei confronti del fashion, dei trend attuali e della strada intrapresa dal fashion system, anche per quanto riguarda i costumi di film e serie TV.

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Il designer, Giambattista Valli ha presentato a Parigi, eccezionalmente in contemporanea, la sua collezione pre-fall 2022 e la sua collezione di haute couture primavera-estate 2022 con un fashion show digitale nel pieno rispetto della sicurezza dei suoi collaboratori e delle sue clienti. La Valli “experience” ha mescolato haute couture e ready-to-wear, una riuscita contaminazione tra quotidiano e sogno. Se da un lato il daywear si concretizza dall’uso di shorts, di crop top, di giacche bouclé, di inserti in pvc, di linee minimal, di volumi over, ma contemporanei, di cuissard glossy, di stampa animalier, dall’altro lato il sogno si concretizza dall’uso dell’iconico tulle, dalle balze, dai volant, dal taffettà, dal plissé di seta, dalle silhouette sinuose, dai volumi vaporosi, dai maxi fiocchi. Entrambe le collezioni hanno in comune una palette colori fatta di nuance delicate, sofisticate che non distolgono l’attenzione sulla pulizia delle linee, sulla perfezione maniacale dei tagli che sono perfettamente percepibili anche per il ready-to-wear. A focalizzare l’attenzione sono soprattutto gli abiti “nuvola” della collezione di haute couture, abiti che sono diventati il tratto distintivo della maison. Il fil rouge che lega le due collezioni è l’amore incondizionato per il tulle che il designer rende contemporaneo e daily per donne moderne che amano indossarlo non solo per serate di gala, ma anche alla luce del sole con un body, una camicia dal mood maschile e un paio di cuissard ai piedi.

T. Velvet

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