EQUILIBRI EUROPEI MINACCIATI DALLA CRISI DEL GAS

“La Commissione deve agire immediatamente!”

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Nelle scorse settimane Bruxelles è stata sollecitata da una serie di paesi dell’UE a trovare rapidamente il modo per alleviare la crisi del gas nel continente, mentre i prezzi sono aumentati a livelli record a causa dei timori di approvvigionamento. Alcuni tra i principali leader europei hanno giudicato sfavorevolmente l’UE per non aver risposto abbastanza rapidamente alla possibile crisi di approvvigionamento energetico, avvertendo che l’aumento dei prezzi potrebbe mettere in pericolo la ripresa economica del continente e innescare il rischio di potenziali disordini sociali. L’aumento dei prezzi del gas in Europa, che nelle scorse settimane ha raggiunto un altro massimo storico, ha alimentato le critiche verso il Green Deal, un pacchetto di politiche imminenti progettate per rendere il continente climaticamente neutro entro il 2050. I principali analisti politici affermano che spingerà a sempre maggiori costi energetici per i cittadini man mano che i combustibili fossili verranno gradualmente eliminati.

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Svariati leader hanno colto l’occasione di una riunione di membri dell’UE in Slovenia per sollecitare misure volte a mitigare l’impatto dell’aumento dei prezzi e prevenire il ripetersi di una nuova impennata. Tre funzionari coinvolti nella riunione che hanno richiesto l’anonimato hanno dichiarato al prestigioso Financial Times che il numero di Stati membri insoddisfatti sta crescendo. "La commissione deve agire immediatamente, altrimenti il Green Deal sarà il simbolo degli alti prezzi in ambito energetico e avremo al posto dei ’gilets jaunes’, i gilets che protestano per la povertà energetica ovunque", ricordando le proteste francesi contro l’aumento dei prezzi del carburante nel 2018. Francia, Spagna, Repubblica Ceca, Grecia e Romania hanno già chiesto pubblicamente politiche comuni per coordinare le risposte nazionali e "reagire immediatamente ai drammatici rialzi dei prezzi". Altri paesi, tra cui la Germania e alcuni stati del nord Europa, hanno messo in guardia contro le affrettate modifiche al mercato energetico dell’UE. A loro avviso l’aumento dei prezzi sarebbe guidato in gran parte dall’aumento della domanda oltre che da fattori una tantum. Allo stesso tempo tutti chiedono unanimemente di evitare che la crisi faccia deragliare le ambiziose politiche climatiche del blocco che gli Stati membri stanno negoziando.

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Il Premier Draghi ha dichiarato dopo l’incontro in Slovenia che la commissione è pronta a discutere l’acquisto di energia per conto di tutti gli Stati membri. "La Commissione presenterà una proposta da discutere al prossimo Consiglio europeo", ha affermato. Frans Timmermans, commissario dell’UE responsabile del Green Deal, ha affermato che Bruxelles sta lavorando per trovare un "consenso a livello dell’UE su come possiamo proteggere i nostri cittadini da indebiti aumenti dei prezzi". “Il livello di disordini sociali se lasciamo irrisolta la crisi climatica sarà insopportabile. I nostri figli faranno guerre per l’acqua e il cibo se non affrontiamo la crisi climatica", ha affermato Timmermans. Dal canto suo la Presidente della Commissione europea Von der Leyen ha suggerito di cercare strategie per stabilire una riserva di gas, attraverso approvvigionamenti comuni, intensificando la sensibilizzazione verso i diversi possibili fornitori per diversificare le fonti.

Carlo Coppola

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